Fusione scuole Corna-Locatello sospesa. Sindaco Invernizzi: 'Serve più tempo, ringrazio i miei concittadini'

Redazione 16/12/2019 2 commenti

Tutto resta come prima. La proposta di accorpamento di scuole elementari e asili di Corna Imagna e Locatello da parte delle due Amministrazioni comunali trova una resistenza forte di buona parte della popolazione di Locatello, dapprima con una raccolta firme e poi con un questionario che ha visto l'87% dei contrari. A tornare sulla questione con una lettera aperta il primo cittadino di Corna Imagna, Giacomo Invernizzi. Lettera dalla quale si evince che il prossimo anno le due Amministrazioni comunali molto probabilmente ci riproveranno.

L’ipotesi di collaborazione tra i Comuni di Corna e Locatello per la gestione associata delle scuole dell’infanzia e elementare è al momento sospesa  – si legge nella lettera del sindaco inviata alla nostra redazione –. L’esito del referendum promosso dal Comune di Locatello ha evidenziato la necessità di avere più tempo per condividere il progetto con la popolazione. Ma quanto successo in questi mesi ci permette di fare, come amministrazione di Corna Imagna, alcune considerazioni.

La prima e più importante considerazione è il plauso alla popolazione di Corna Imagna per le modalità con cui ha saputo gestire il delicato tema e per la capacità di aver mantenuto l’attenzione sull’argomento “formazione dei bambini” senza cadere in facili strumentalizzazione. Con questo approccio i cittadini/e  hanno mandato a casa con la coda tra le gambe chi in un'assemblea pubblica sperava di fare i capo popolo di una rivolta e a chi si era proposto di raccogliere firme ha consigliato di tornarsene a casa a guardarsi allo specchio prima di andare in giro a fare la morale alla gente.

Sicuramente l’argomento è delicato e riguarda la storia del paese. Una storia che a volte per generare la vita è chiamata a dei cambiamenti. Come il bambino che ha imparato a gattonare ed e felice della conquista dello spazio. Però a un certo punto percepisce che, anche se a rischio di cadute dolorose, la conquista della capacita di stare in piedi gli dà maggiore libertà di scoprire lo spazio circostante. Nessun genitore di fronte a questa evoluzione blocca lo sviluppo del bambino. Sull’argomento delle scuole abbaiamo assistito a chi ha invocato la storia del paese per mantenere i cittadini in ginocchio. Probabilmente le intenzioni di questi storici non sono per la libertà e la conquista di nuove opportunità da parte dei cittadini, ma covano altri interessi.

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La nostra storia è il punto di partenza per la costruzione di una comunità in grado di affrontare le sfide del futuro, ma a volte alcuni aspetti della storia vanno superati e lasciati volentieri alle spalle perché altrimenti la storia diviene la tomba delle comunità. Se fosse vero il principio che la storia è la verità assoluta saremmo ancora nelle caverne.  Le altre considerazioni riguardano i problemi e le opportunità che questo cambiamento, l’unione delle scuole, genera.

Lo spostamento di una delle due scuole a due chilometri di distanza, nel paese vicino, crea dei problemi? Qualche dispiacere a livello affettivo, perché uno spazio pubblico rimane vuoto, sicuramente sì. Ma lo spazio vuoto lo si può riempire di tante nuove opportunità. A questo si aggiungono i problemi legati al trasporto dei bambini da un paese all’altro. Ma questo del trasporto è un problema risolvibile, si tratta solo di individuare la soluzione migliore e si spera che nei prossimi mesi, quando riprenderà la riflessione sull’argomento, questi siano gli aggetti di discussione non altri che hanno solo la funzione di distrarre l’attenzione.

Per le prospettive dei due paesi l’unione delle scuole genera delle opportunità? Tantissime e migliorative della situazione attuale. Innanzitutto permette di dare futuro alla permanenza delle scuole nei due paesi. E questo non è cosa da poco. Inoltre dà la possibilità di avere una organizzazione più strutturata e funzionale all’insegnamento. Si è discusso in queste settimane di pluriclassi sì, pluriclassi no, adducendo a giustificazione delle pluriclassi il fatto che le generazioni passate sono cresciute ugualmente intelligenti pur avendo questa organizzazione dell’insegnamento. Nessuno mette in discussione questo, ma sarebbe come dire che le generazioni passate sono cresciute forti e intelligenti con i calzini bucati allora obblighiamo le nuove generazioni a indossare i calzini bucati.

Ma ciò che fa la differenza nella soluzione della gestione associata delle scuole tra Locatello e Corna (soluzione che tutti riconoscono con dispiacere essere forzata da elementi numerici insufficienti) è la possibilità di una offerta formativa nuova e migliorativa. Da una parte perché si aggregano delle risorse economiche che mettono a disposizione nuova strumentazione e la possibilità di proporre ai bambini percorsi formativi innovativi. Inoltre perché la riorganizzazione permetterebbe la costituzione di un tavolo di lavoro stabile tra Istituto comprensivo, Comuni, insegnanti e genitori con il compito di ripensare tutta l’offerta formativa e aggregativa rivolta alla fascia dei bambini. Sarebbe questo un modo nuovo di ripensare il campanilismo tra i due Comuni con una nuova prospettiva di coesione finalizzata al raggiungimento di una offerta formativa per i minori invidiabile dagli altri territori.

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COMMENTI

Redazione 17/12/2019

Gentile lettore Antonio Carminati nessuno è allineato a niente. La preghiamo di portare rispetto per una piccola redazione di professionisti che fa giornalismo serio e super partes. Noi diamo spazio a tutti (tanto è vero che è stato riportato anche il suo pensiero in un articolo precedente), il nostro indirizzo - sia fisico che digitale - lo conosce benissimo. Se ci avesse inviato una lettera, avremmo pubblicato anche la sua. Buon Natale.

Antonio Carminati 16/12/2019

È il secondo penoso colpo di coda del potere locale che leggo su questo giornale on line, evidentemente allineato, dopo la provvidenziale presa di posizione popolare contro la chiusura di due scuole statali in Alta Valle Imagna. Reazioni disperate e prevedibili di chi è già stato sconfitto. Ritenevo quella della chiusura delle scuole di Corna e Locatello una questione chiusa, ma evidentemente mi sbagliavo. Mi ero anche promesso di non scrivere più sull’argomento, avendo già manifestato più volte, sulla mia pagina facebook, chiare ed esplicite posizioni. Ma la cocciutaggine del Sindaco di Corna mi tira di nuovo dentro per i capelli. Mi concedo solo alcuni brevi pensieri: 1) la riunione pubblica cui fa riferimento il Sindaco era stata convocata per presentare il programma 2020 dell’amministrazione comunale, senza dare alcuna comunicazione circa la chiusura della scuola, l’argomento principale sulla bocca di tutti ma sottaciuto dagli amministratori del Comune. Un modo sprezzante e autoritario di procedere. Le poche persone presenti all’incontro, una cinquantina circa, appartenevano quasi tutte al “cerchio magico” del Sindaco; 2) personalmente non ho mai avuto l’ambizione di fare il “capo popolo”, ma ho sempre rivendicato il diritto di esprimere il mio parere e non rinuncerò mai a questo sacrosanto diritto. E se qualcuno vorrà farmi tacere, urlerò ancora più forte; 3) in quella riunione e in altre circostanze ho chiesto semplicemente al Sindaco di interpellare la popolazione su un argomento così importante, convocando una pubblica assemblea o promuovendo un referendum consultivo. Nessuna risposta. Silenzio assoluto. Niet! Ma che democrazia è mai questa? 4) la raccolta firme organizzata dal gruppo di minoranza consiliare è stata interrotta quando, grazie alla popolazione di Locatello e Fuipiano, l’accordo è stato spezzato; i componenti del gruppo di minoranza consiliare si guardano allo specchio ne più ne meno di come fanno abitualmente quelli della maggioranza, senza che il Sindaco si abbandoni a giudizi faziosi e provocatori; 5) una chiosa finale: nella sua lettera aperta sempre il Sindaco pone alcune domande, alle quali pretende di rispondere lui stesso per tutta la popolazione. Recuperi l’umiltà di aspettare che le risposte le diano gli abitanti di Corna, tutti quanti, non solo quelli del suo gruppo. E la smetta, con i suoi banali esempi dei calzini bucati o dei bambini che gattonano, di fare lo pseudo-educatore o lo specialista nella costruzione dei processi sociali. Siamo tutti grandi abbastanza. Si limiti a fare il Sindaco. È già tanto. Antonio Carminati

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