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Dalle biglie alle trottole: a Zogno protagonisti i giochi di una volta

Domenica 28 aprile, nel centro storico di Zogno, a partire dalle ore 10 fino le 18 vanno in scena i giochi 'di una volta'.
27 Aprile 2019

Domenica 28 aprile, nel centro storico di Zogno, a partire dalle ore 10 fino le 18 vanno in scena i giochi "di una volta". Bambini ed adulti potranno cimentarsi con oltre 70 giochi, tra questi: la trottola, le biglie, le cinque pietre, la cerbottana, la raganella, la campana, il fucile ad elastici. Iniziativa promossa dal Comune di Zogno nata con l’obbiettivo di tenere vivi nella memoria  i giochi e giocattoli dimenticati attraverso diverse giornate dedicate proprio alla loro valorizzazione.

"E’ bello e costruttivo far riscoprire ai bambini come si divertivano un tempo i nonni - fanno sapere gli organizzatori -, come è possibile  trarre  divertimento da materiali apparentemente non più utilizzabili  ma che, uniti ad un pizzico di  ingegnosità, potrebbero diventare un simpatico giocattolo con il quale trascorrere qualche momento  spensierato".

Un percorso composto da più di 70 “giochi di una volta”, con relativi animatori in costume, per insegnare ai bimbi com’è facile divertirsi con  semplicità rispettando l’ambiente. Ci saranno trottole, biglie, il gioco delle cinque pietre ma anche cerbottane, raganelle e campane. Per l’occasione il cuore pulsante del capoluogo brembano si trasformerà in una vera e propria area giochi en plein air capace di accogliere bambini e genitori che potranno dilettarsi insieme con oltre sessanta giochi.

I giochi del passato

L’iniziativa I giochi di una volta è promossa dal Comune di Zogno, Assessorato al Turismo e Commercio. "È ciò che serve per insegnare ai bimbini com’è facile divertirsi con semplicità rispettando l’ambiente e preservando le antiche tradizioni. I giochi tradizionali popolari si praticavano all’aria aperta, nelle piazze e nei cortili, erano semplici passatempi che richiedevano velocità, destrezza e tanta fantasia; I giochi erano a costo zero e decisamente inclusivi, nessun bimbo veniva escluso", sottolineano gli organizzatori.

La maggioranza dei giochi tradizionali favorivano, infatti, la socializzazione e lo stare insieme anche per fasce di età diverse. Gli adulti insegnavano le regole dei giochi e i bimbi le applicavano, imparando perfino a costruire giocattoli a partire da semplici materiali reperiti fra gli scarti di falegnameria, dalle zie sarte, in cucina o in cantina. Sughero, legno, stoffa, carta, cartone, tappi, bottoni, barattoli di latta assumevano sembianze di giocattoli con i quali ci si divertiva sia da soli sia in gruppo.

Quando l’economia domestica era  fatta di poche  risorse, i bambini si costruivano da soli i loro giochi con i materiali che c’erano a disposizione e la fantasia diventava la materia primaria; c’era inoltre il piacere di fare parte del gruppo, di mettersi alla prova riuscendo a superare le difficoltà.  Molti giochi hanno un fondo comune di tradizione, in quanto l’uno l’ha imparato dall’altro e spostandosi lo ha modificato e adattata al nuovo ambiente e alle nuove abitudini.

(Fonte Immagine in evidenza: ANSA)

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