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Davide Astori, certificato medico falso: aperta seconda inchiesta

Il certificato medico di Davide Astori, risalente al 2017, sarebbe un falso: è questo il nuovo, scioccante dettaglio che emerge secondo il Quotidiano Nazionale sulla vicenda del capitano, deceduto nella notte del 4 marzo 2018.
8 Luglio 2019

Il certificato medico di Davide Astori, risalente al 2017, sarebbe un falso: è questo il nuovo, scioccante dettaglio che emerge secondo il Quotidiano Nazionale sulla vicenda del capitano, deceduto nella notte del 4 marzo 2018. L'artefice sarebbe Giorgio Galanti, ex direttore del centro di medicina sportiva di Careggi e l'ultimo medico ad accertare l'idoneità sportiva di Astori. Il medico è stato già indagato dalla Procura di Firenze per omicidio colposo insieme al collega di Cagliari Francesco Stagno, durante il primo filone di indagini.

Ritrovato dalla Procura un certificato, con data 10 luglio 2017: il documento rivelerebbe che il cuore del capitano viola sarebbe stato sottoposto a “strain”, un particolare esame che approfondisce ed evidenzia eventuali deformazioni del cuore o sue anomale attività.

Ma secondo il pm Antonino Nastasi si tratterebbe di un falso, artefatto recentemente “in data anteriore o prossima al 19 aprile 2019”, proprio per coprire la negligenza dello stesso Galanti e di conseguenza alleggerirne la posizione. Il pm avrebbe quindi scritto nuovamente i nomi di Galanti e del collega Stagno nel registro degli indagati, questa volta come “concorrente morale” nella falsificazione insieme alla collaboratrice Loria Toncelli – già invitata ad interrogatorio la prossima settimana – che lo avrebbe redatto.

Nella sua perizia, il professor Domenico Corrado dell'Università di Padova, ha spiegato che gli esami effettuati su Astori avrebbero evidenziato delle effettive anomalie che richiedevano controlli più approfonditi, come un holter e la risonanza magnetica, ma che non sono però mai stati effettuati. L'accusa ai due medici è quella di aver omesso ulteriori indagini su queste anomalie, che avrebbero potuto far emergere la cardiopatia aritmogena di cui il calciatore soffriva.

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