Istituto Superiore Turoldo - Alternanza scuola lavoro al Turoldo: ecco i risultati di un sondaggio interno

Syria Gamba e Gloria Zenato 10/02/2018 0 commenti

Testo scritto dalla studentessa Syria Gamba di 3BU Liceo delle Scienze Umane dell'Istituto Superiore Turoldo di Zogno.

Come ogni classe terza, anche noi quest’anno andremo per la prima volta in stage. Abbiamo discusso molto sulla partecipazione a questa attività e ci siamo informati sulle proteste degli studenti insoddisfatti dell’Alternanza scuola lavoro, avvenute nel mese di Ottobre in molte città italiane. A quel punto ci siamo chiesti che cosa ne pensassero i ragazzi del nostro istituto. Abbiamo quindi deciso di fare un sondaggio, ponendo alle classi quarte e quinte delle domande sulle loro esperienze di stage. 

Cosa avranno risposto gli studenti del Turoldo? Innanzitutto, dobbiamo avvertire i nostri lettori che i dati analizzati in questo articolo non sono completi. Le classi dell’Istruzione e Formazione Professionale erano in stage proprio quando noi abbiamo diffuso il questionario. Hanno risposto alle nostre domande soprattutto gli studenti dei licei, quelli dell’indirizzo Costruzioni Ambiente Territorio e quelli di Amministrazione Finanza e Marketing.

Per prima cosa abbiamo chiesto agli studenti come si fossero trovati all’interno della loro sede di stage: la maggior parte degli studenti afferma di essersi trovata bene. I motivi di maggiore soddisfazione sono stati la collaborazione con gli altri colleghi e l’essersi resi indipendenti. Quello che ci colpisce di più è che una percentuale di ragazzi, benché minima, ha risposto di essersi trovata male e talvolta di essersi sentita sfruttata. Alcuni alunni si sono sentiti inutili, oppure è stato affidato loro un compito non inerente alle mansioni previste per loro. In effetti, anche le proteste del mese di Ottobre sono nate per lo stesso motivo. 

Secondo noi, se gli studenti vivono l’Alternanza con disagio si demoralizzano e non sono invogliati a entrare nel mondo del lavoro. Lo stage dovrebbe essere invece un’esperienza attraverso la quale i ragazzi possano mettersi in gioco con slancio e fiducia. Dovrebbe permettere loro di capire se in futuro vorrebbero fare quello stesso lavoro oppure no. Dalle risposte dei nostri compagni capiamo che molti sono ancora indecisi sul loro futuro. Altri, grazie all’opportunità ricevuta, hanno capito che il lavoro che hanno sperimentato non è la strada giusta per loro. 

Grazie a questo sondaggio abbiamo conosciuto le esperienze degli studenti del “Turoldo”. La maggior parte dei ragazzi ritiene che l’Alternanza scuola-lavoro sia un’esperienza formativa, con i suoi pro e contro. Noi ragazzi di terza speriamo che ci formi sia a livello personale sia a livello lavorativo. 

L'alternanza nelle scuole dell'infanzia: una delle più formative

Testo scritto dalla studentessa Gloria Zenato di 3BU Liceo delle Scienze Umane dell'Istituto Superiore Turoldo di Zogno

Ogni anno diversi studenti delle Scienze Umane si recano presso le Scuole dell’Infanzia per svolgere il loro tirocinio. Analizzando i dati del sondaggio sull’Alternanza Scuola-Lavoro svolto dall’Istituto “David Maria Turoldo”, riassumeremo le opinioni dei ragazzi. Nel mese di ottobre abbiamo letto sui giornali pareri di persone che ritenevano l’alternanza nelle scuola inutile e non formativa. Invece, come hanno dichiarato i ragazzi del “Turoldo”, può essere molto formativa e istruttiva.

Per prima cosa, gli stagisti del “Turoldo” hanno descritto in modo positivo il loro rapporto con le insegnanti delle scuole accoglienti. Questo aspetto è importantissimo. Inoltre, gli stagisti fin da subito hanno imparato cosa vuol dire avere la responsabilità di altre persone. Infatti hanno costruito un ottimo rapporto con i bambini e hanno ottenuto molte soddisfazioni. 

Relazionarsi con gli alunni è l’aspetto più importante. Se un ragazzo non riesce a costruire un rapporto con i bambini, è meglio che pensi ad un altro tipo di lavoro per il suo futuro. Ad esempio alcuni stagisti hanno organizzato dei progetti sulle lingue straniere. Attraverso video, cartelloni e giochi didattici hanno fatto in modo che i bambini imparassero alcune parole di spagnolo e francese. Immaginate la soddisfazione di un ragazzo che è riuscito ad insegnare qualcosa ad una classe.

Ad un altro stagista, invece, è stato affidato un bambino con disturbi dell’apprendimento che necessitava di un aiuto individualizzato.
La prima cosa da fare quando si è a contatto con certi bambini è costruire un rapporto molto forte. Bisogna fare in modo che l’alunno abbia piena fiducia del suo insegnante, anche se è solo uno stagista.

Alcuni ragazzi dopo questo tipo di esperienza hanno scoperto di avere molta più pazienza di quanto pensassero. Sembra facile, ma per gestire una classe di bambini serve una pazienza infinita. Non dimentichiamo che gli studenti del Liceo delle Scienze Umane durante questo percorso possono applicare concretamente i contenuti didattici appresi. Un’esperienza a contatto con i bambini non solo può essere formativa e arricchire dei contenuti didattici, ma può portare uno studente a maturare.

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