Istituto Superiore Turoldo - Alternanza scuola lavoro: studenti o schiavi? Parola agli studenti

3BU Scienze Umane 16/01/2018 0 commenti

Testo scritto dalla studentessa Sara Pesenti di 3BU Liceo delle Scienze Umane dell'Istituto Superiore Turoldo di Zogno.

“BENVENUTI STUDENTI SCHIAVI”. Questo uno degli slogan che ha animato la protesta degli studenti italiani contro la Buona Scuola, lo scorso 13 ottobre. Radunati in 70 piazze italiane, vestiti con tute blu, hanno rivendicato la loro condizione di studenti: hanno dichiarato che non vogliono fare gli operai senza essere retribuiti o i tirocinanti senza diritti. Sostengono che l’Alternanza scuola lavoro non è un’esperienza formativa per lo studente, come invece avrebbero voluto le leggi che l’hanno introdotta. Nel 2015, infatti, con la legge 107 conosciuta come “Buona Scuola”, l’Alternanza è diventata obbligatoria per tutti gli indirizzi di studio, compresi quelli liceali.

La normativa prevede che gli studenti realizzino, con l’Alternanza scuola lavoro, gli obiettivi formativi del loro percorso di studi. Il tirocinio dovrebbe avere inoltre una funzione orientativa: dovrebbe cioè permettere ai giovani di scoprire come si svolge un determinato lavoro, per poi decidere se è quello che vorranno fare da grandi. Per esempio, un giovane tirocinante di uno studio notarile dovrebbe scoprire in che cosa consiste il lavoro del notaio... Non certo passare il suo tempo a fare fotocopie senza neanche sapere a che cosa servano. Al contrario, molti studenti si sono lamentati di essersi trovati spesso in questa situazione. Questo li ha indotti a pensare di essere sottoposti a una forma di sfruttamento. 

“La rete degli Studenti Medi” (associazione di studenti delle scuole superiori presente in ogni città) ha presentato alla Camera un sondaggio svolto su un campione di 4000 studenti di vari indirizzi. Quello che emerge dal monitoraggio è che l’Alternanza è ancora lontana dall’essere un’esperienza di didattica alternativa. Il 48% degli studenti dà una valutazione positiva all’esperienza, mentre il 33% considera i percorsi compiuti poco formativi. 

Questi dati ci hanno spinto a chiederci se anche nella nostra realtà locale i giovani siano poco soddisfatti dell’Alternanza scuola lavoro. Per questo abbiamo deciso di avviare anche nella nostra scuola un sondaggio, del quale a breve vi faremo conoscere i risultati. Pensiamo che questa esperienza dovrebbe favorire la comunicazione tra generazioni diverse, porre le basi per uno scambio di esperienze. Dovrebbe permettere un arricchimento reciproco tra chi apprende e chi insegna. Speriamo davvero che sia così!

Che cosa è questa “ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO”?

Una sintesi della normativa a cura degli studenti Ilaria Muttoni e Nicola Vitali della classe 3BU di Scienze Umane.

Durante il mese di ottobre abbiamo letto di scioperi e proteste degli studenti italiani contro l’alternanza scuola-lavoro. Per inquadrare la questione, bisogna sapere che nel 2015, con la legge 107, alcune caratteristiche dell’alternanza scuola-lavoro sono cambiate. Sono proprio queste ultime a non essere state apprezzate. Nonostante questo, i principi base dell’alternanza, di seguito elencati, sono rimasti invariati. 

L’alternanza scuola-lavoro consiste nello svolgimento di periodi di formazione in azienda ed è rivolta agli studenti delle scuole superiori. È un progetto che permette agli studenti di avere un primo approccio con il mondo del lavoro. Gli alunni nel periodo di stage sono infatti a tutti gli effetti degli apprendisti, ma non possono essere forza lavoro: ad affiancare lo studente ci devono essere un tutor aziendale, sempre al suo fianco, e un tutor scolastico. L’alternanza sarà infatti oggetto di valutazione insieme ai contenuti delle materie scolastiche e alla fine del percorso viene rilasciata anche una certificazione. 

Questo progetto può essere utile per favorire l’apprendimento e l’inserimento nei contesti di lavoro,  anche per gli alunni disabili. Inoltre l’alternanza può essere svolta anche come Impresa Formativa Simulata, creando un’azienda-laboratorio all’interno della scuola. Le modifiche apportate nel 2015 riguardano aspetti importanti dell’alternanza scuola lavoro:  per prima cosa, essa è diventata obbligatoria per tutti. Prima del 2015, l’alternanza veniva attivata per libera scelta dell’alunno e aveva una durata media di 100 ore complessive. 

Da due anni a questa parte, invece, essa ha l’obbligo di legge per tutti gli studenti delle scuole superiori. La durata dei percorsi è di 400 ore per gli studenti di istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Può essere svolta anche a scuola, sia durante l’orario curricolare (al mattino) sia durante quello extracurriculare (cioè al pomeriggio o d’estate). Molte delle proteste erano centrate proprio su questo punto: se le ore di alternanza vengono svolte d’estate, gli studenti non possono svolgere un altro lavoretto estivo, o  semplicemente  rilassarsi. Qualcuno sostiene che gli studenti siano sfruttati per mansioni svolgere di poco conto, altri ritengono che il periodo di alternanza dovrebbe essere retribuito. Nella nostra scuola le spese per il trasporto vengono rimborsate dall’Istituto. Ci rendiamo conto però che sono ancora molti i problemi da risolvere, e le proteste avvenute ne sono la prova. 

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