Turoldo, liceali alla scoperta del fiume Brembo: rilevamenti e analisi delle acque

Redazione 03/06/2019 0 commenti

Testo scritto dalla studentessa Silvia Scolari di 3BL dell'Istituto Superiore David Maria Turoldo di Zogno nell'ambito del progetto "La Voce Giovane! delle Valli" 

Nell’ambito dei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro, le classi terze del liceo linguistico dell’istituto “D.M. Turoldo” hanno partecipato al progetto “A scuola dai fiumi”, in collaborazione con gli istituti comprensivi di San Pellegrino Terme e di Costa Serina. Uno degli obiettivi principali del progetto era accrescere la conoscenza dell’ambiente della Valle Brembana, focalizzando in particolare l’attenzione degli studenti sul fiume Brembo.

Il progetto ha impegnato le classi durante i mesi di marzo, aprile e maggio, per un totale di sei giornate. In questi giorni le classi hanno effettuato dei rilevamenti direttamente sulle rive del fiume Brembo, raccogliendo dei campioni d’acqua prima a Zogno e poi a San Pellegrino. I campioni prelevati sono stati poi analizzati nei laboratori dei due istituti.

I ragazzi sono stati divisi in diversi gruppi, ciascuno con un determinato compito: c’era chi si occupava della raccolta e analisi dei macroinvertebrati, chi delle analisi sull’alcalinità delle acque, chi dell’ossigeno disciolto nell’acqua, chi della compilazione del modulo IFF (indice di funzionalità fluviale) e chi dell’ammoniaca, dei nitrati e dei fosfati presenti nell’acqua, chi misurava il pH e la temperatura delle acque.

Racconta una studentessa del Turoldo: “Io facevo parte del gruppo che classificava i macroinvertebrati. Inizialmente ero terrorizzata all’idea di dover prelevare dal letto del fiume quegli “animaletti”, ma poi, analizzandoli con il microscopio, hanno iniziato a piacermi. Ho scoperto alcune parti del loro corpo che ad occhio nudo non riuscivo a vedere; ad esempio, ho potuto osservare delle piccole estroflessioni sul dorso di un plecottero”.

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Il quinto giorno del progetto, tutti i gruppi hanno presentato un video o una relazione, prima in italiano e poi in inglese, per spiegare ai compagni i diversi passaggi del loro lavoro. Per l’occasione, in aula magna sono state invitate altre classi del Turoldo: le due prime dello scientifico.

Un’altra studentessa racconta: “Io facevo parte del gruppo che si occupava della compilazione del modulo IFF. La nostra presentazione era molto semplice, così che tutti i ragazzi degli altri gruppi potessero capirla facilmente. Inizialmente abbiamo presentato che cosa fosse l’IFF e cosa permettesse di valutare, ovvero lo stato complessivo dell’ambiente fluviale e la sua funzionalità, analizzando le componenti abiotiche e biotiche. Abbiamo elencato quali fossero i parametri che dovevamo misurare, come la temperatura, la presenza di alberi, l'ampiezza della fascia di vegetazione, lo stato delle rive, la sezione trasversale dell’alveo, le componenti biologiche del letto bagnato; questi dati servono per constatare lo “stato di salute” del fiume Brembo. Fortunatamente tutti i parametri erano a norma; quindi abbiamo potuto stabilire che il nostro fiume è sano, e non inquinato”.

L’ultimo giorno di attività, con i ragazzi dell’istituto di Costa Serina, sono stati analizzati i batteri. “All’inizio abbiamo fatto una piccola presentazione sui batteri. Abbiamo visto come si prepara un terreno di coltura per la realizzazione delle piastre necessarie alla crescita dei batteri. Successivamente abbiamo osservato al microscopio le colonie batteriche sviluppate su piastre precedentemente preparate utilizzando come campioni le dita dei bambini. In questo modo, abbiamo potuto insegnare ai bambini che lavarsi le mani è molto importante”; spiega una ragazza.

Sicuramente lavorare con ragazzi più piccoli della loro età ha messo a dura prova gli studenti del Turoldo, che hanno dovuto assegnare i vari compiti, spiegare come rispettare le procedure di sicurezza e controllare il corretto svolgimento del lavoro assegnato a ciascun gruppo.

Quindi, sostanzialmente, i liceali hanno sviluppato delle competenze comunicative fondamentali per l’indirizzo di studi che hanno scelto. Per non parlare delle competenze digitali, che hanno potuto migliorare grazie all’utilizzo di computer e tablet per la realizzazione delle presentazioni multimediali o dei video. Non sono mancate, tuttavia, delle voci contrarie, soprattutto tra coloro che avrebbero preferito che il percorso di Alternanza Scuola-Lavoro venisse strutturato con i classici stage anziché con il project work (che è comunque previsto dalla normativa).

“In tutta onestà credo che questo tipo di alternanza non fosse adatta ad un liceo linguistico, se non per la presentazione realizzata in lingua inglese. Penso questo perché sono state trattate per lo più materie scientifiche, che, secondo noi ragazzi, sarebbero più inerenti al percorso di studi di un liceo Scientifico. Anche il fatto che abbiamo collaborato con i bambini, porta a pensare che questo progetto avrebbe potuto essere destinato al liceo delle Scienze Umane, più che ad un linguistico. Nonostante ciò, è stata una bella esperienza, anche se molto probabilmente non sarà il lavoro che svolgerò da grande”, dichiara un ragazzo.

Ovviamente tra gli studenti vi sono pareri discordanti riguardo l’esperienza, ma non è da sottovalutare il fatto che sia stata un’iniziativa approvata dai professori, i quali, evidentemente, hanno ritenuto che fosse adatto al percorso di studi dei ragazzi. I professori, infatti, hanno messo in evidenza che anche il liceo linguistico studia scienze, come gli altri licei, e che l’attività che ci è stata proposta era assolutamente in linea con il programma di quest’anno. Anzi, proprio grazie a questo progetto i ragazzi del liceo linguistico hanno potuto rivalutare lo studio di una materia che spesso sembra loro troppo astratta. Nulla vieta che l’anno prossimo questo progetto venga integrato con la collaborazione tra i diversi indirizzi dei licei, in modo tale che ciascuno sviluppi le competenze più affini al percorso di studi intrapreso.

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