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Grand Hotel come sede universitaria a San Pellegrino? Arriva il no dal rettore

L'idea di portare l'Università di Bergamo a San Pellegrino, purtroppo, è sfumata. L'obiettivo del sindaco della cittadina liberty Vittorio Milesi di concedere il Grand Hotel come nuova sede universitaria si è scontrato con i vincoli del bando.
25 Luglio 2019

L'idea di portare l'Università di Bergamo a San Pellegrino è sfumata. L'obiettivo del sindaco della cittadina liberty Vittorio Milesi di concedere il Grand Hotel come nuova sede universitaria si è scontrato con i vincoli del bando, che prevede una ricerca esclusivamente nei territori di Bergamo e Dalmine o Comuni comunque confinanti.

Lo scorso 12 luglio, infatti, l'Ateneo bergamasco ha lanciato un bando per ricercare nuovi immobili e proprietà per uso universitario, in modo da ampliare i servizi e l'offerta in seguito ad una domanda sempre maggiore di aule, laboratori e sedi. Il 16 luglio, il sindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi aveva presentato all'Università bergamasca una manifestazione d'interesse per concedere gratuitamente il Grand Hotel, attualmente in ristrutturazione, con la garanzia però di un completamento delle opere di restauro e di un adeguamento funzionale.

Tutto sommato San Pellegrino non dista molto dalle sedi universitarie – ha dichiarato il sindaco a Bergamonews – Per noi può essere un’ulteriore opportunità per ridonare vita alla struttura, dando spazio ad un’istituzione fondamentale per il futuro dei nostri giovani e della nostra Provincia, senza dimenticare gli ulteriori benefici che il paese ricaverebbe dalla presenza dell’Università, anche per quanto riguarda il tema del lavoro”.

Purtroppo, l'idea di portare un po' di Università in Valle Brembana si è scontrata con le condizioni del bando, che prevedono una ricerca in territorio di Bergamo e Dalmine (dove ci sono attualmente le due sedi, la principale e la distaccata) oppure in Comuni confinanti. “Il Grand Hotel di San Pellegrino sede universitaria? Impossibile. Così come scritto nell'avviso, noi abbiamo un vincolo: cerchiamo nuovi spazi, ma dove già abbiamo una sede, quindi Dalmine o Bergamo – ha spiegato il rettore dell'Ateneo Remo Morzenti a L'Eco di Bergamo – Potrebbero essere anche nell'hinterland, ma in questo caso dovremmo dare una giustificazione”.

Intanto, il primo intervento di recupero del maestoso edificio liberty – costato 18,6 milioni di euro di contributo statale – continua a cura di una società di Padova ed il completamento (previsto per fine anno) renderà agibile il piano rialzato. Ma all'appello mancano 26 milioni di euro per il recupero del resto dell'edificio. Per questo motivo, il Comune di San Pellegrino Terme ha prorogato per la seconda volta il bando di ricerca di una società interessata a concludere gli interventi. Questo slittamento potrebbe però essere positivo: ci sarebbero infatti tre o quattro società importanti che avrebbero puntato gli occhi sull'imponente Grand Hotel, chiedendo più tempo per presentare una proposta. Dopo il 30 settembre, salvo ulteriori proroghe, potremo saperne sicuramente di più.

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