A Santa Croce il tracciamento da WhatsApp: così Adriano Avogadro ha salvato la frazione dal Covid

Eleonora Busi 15/12/2020 0 commenti

Prima ancora che nascesse l'app “Immuni”, a Santa Croce – piccola frazione di San Pellegrino Terme che conta poco più di 400 anime – c'era il tracciamento via WhatsApp, ideato da Adriano Avogadro (68 anni e pensionato ma con una laurea in farmacia) gestore, dal 2010, del dispensario farmaceutico della frazione. Così la piccola località si è “salvata” dal Covid, senza nessuno che lamentasse una mancanza di privacy ma con tanta riconoscenza per aver agito giocando d'anticipo contro una malattia che, in primavera, era ancora pressoché sconosciuta.

Tutto è iniziato con una terribile telefonata, in un'agitata serata di inizio marzo. Un compaesano stava per essere caricato su un'ambulanza: purtroppo non tornerà più a casa. Ma in quel momento qualcosa si accende nei pensieri di Avogadro. Doveva fare qualcosa per la sua frazione, e subito. Così ha deciso di aprire un piccolo gruppo di WhatsApp chiamato “Aiutiamoci a vicenda”, in cui inizialmente diffondere informazioni e messaggi utili su come affrontare la situazione e la malattia. In poco tempo da quei pochi contatti si è arrivati a 180 persone, tutte famiglie residenti in Santa Croce.

Il pensiero fisso del farmacista, che è anche presidente dell'Associazione Santa Croce, era però quello di riuscire a tutelare in qualche modo i suoi affezionati compaesani, cercando di delineare un quadro complessivo il più definito possibile della situazione Covid dalle sue parti. Così ha inizio il contact tracing via Whatsapp: in una tabella venivano registrati i nomi delle famiglie, il numero dei malati e le sintomatologie. Ogni abitante, in privato e volontariamente, forniva informazioni sulla situazione famigliare a cadenza regolare. Il numero dei malati veniva poi segnalato nel gruppo Whatsapp, in maniera del tutto anonima.

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In questo modo si è iniziato a comprendere quali fossero le case che più necessitavano un controllo medico, per discernere chi richiedesse particolare attenzione da chi, invece, presentasse sintomatologia meno grave. Un'attenzione particolarmente utile, vista la totale mancanza di tamponi che potessero accertare una eventuale positività al Covid. In accordo con i medici di base e con il supporto del farmacista Mario Micheli di San Pellegrino, venivano prescritti Tachipirina, vitamina D ed antibiotici. Poi si è scelto di seguire una terapia con due antibiotici associati, in grado di dare discreti risultati. I saturimetri venivano distribuiti di casa in casa dai volontari dell'Associazione Santa Croce, così nel caso il margine si fosse abbassato troppo, il consiglio era di telefonare tempestivamente al 112.

Ad aprile, a Santa Croce non c'era più nessun residente con la febbre. I lutti non sono di certo mancati, cinque nell'arco dei mesi più duri dell'epidemia. I cittadini e Avogadro hanno proseguito nella loro fattiva collaborazione fino a maggio, quando il gruppo di Whatsapp è stato chiuso e, fortunatamente, non più riaperto. Nemmeno durante la seconda ondata, che sembra non avere colpito in maniera importante le nostre zone. Per il suo impegno nel voler tutelare i suoi compaesani, lo scorso 12 dicembre ad Adriano Avogadro è stato conferito il riconoscimento di cittadino benemerito di San Pellegrino Terme, insieme ad altri che si sono particolarmente distinti per il loro impegno nel Comune.

Il pensiero ora va al futuro, con positività e fiducia, come raccontato dallo stesso Avogadro intervistato da Bergamonews: “Sono particolarmente fiducioso verso i vaccini che stanno arrivando. Avendo lavorato molto tempo in Pfizer, conosco la sua storia: hanno commercializzato negli anni diversi farmaci importanti, non credo si possano permettere di sbagliare su un vaccino di questa portata. Le aziende farmaceutiche si devono impegnare a realizzare i vaccini il più puri possibile, curandone la qualità. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante: speriamo di poter tornare presto alla nostra vita precedente”.

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