Italia e fase 2: proteggere gli over 70, uscite scaglionate per fasce d'età e addio autocertificazione

Eleonora Busi 14/04/2020 0 commenti

La “fase 2” sarà una lenta ripresa, per uscire gradualmente dal lockdown. Ma non significa che tutto tornerà immediatamente come prima: ingressi e uscite scaglionati, mascherine, guanti e distanziamento sociale dovranno diventare parte delle nostre abitudini anche per i prossimi tempi – quanto, ancora non si sa. L'orizzonte è il 3 maggio, data in cui (salvo proroghe) le misure dovrebbero allentarsi con moderazione e alcune attività riprenderanno a muoversi, come aziende, negozi e liberi professionisti. Ma a contare sarà molto anche l'età delle persone: gli ultimi a poter varcare la soglia delle mura domestiche saranno i cittadini che hanno più di 70 anni, in particolar modo chi ha una o più patologie croniche.

Per loro – ha anticipato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampadobbiamo prevedere un programma particolare, percorsi che ci consentano di proteggerli dal contagio quando i più giovani ricominceranno a circolare. Però mettendoli anche al riparo dall'afa e dall'isolamento che può avere effetti devastanti a livello psicologico. E dunque un vero e proprio piano di interventi”. Autocertificazione addio, invece, per chi potrà tornare a circolare. Una mappatura della popolazione tramite test sierologici sarà necessaria, ma efficace solo se affiancata ad una applicazione che fungerà come un archivio telematico: ognuno potrà registrarsi ed inserire i propri dati e situazione sanitaria, così da poter monitorare gli spostamenti delle persone.

Sarà il professor Roberto Bernabei, specialista di gerontologia — ha chiarito la sottosegretaria Zampa — a doverci aiutare a disegnare la via di uscita per gli anziani”. La app fornirà le prime indicazioni sulla fascia d'età, “ma un aiuto dovrà arrivare anche dai servizi sociali che conoscono le situazioni di rischio. Anche perché con l’arrivo del caldo dovremo prevedere l’assistenza in apposite residenze e sussidi per chi non avrà la possibilità di vivere in condizioni accettabili”. Allentando troppo le misure, il pericolo sarebbe quello di tornare indietro e vanificare tutti gli sforzi fatti finora. Sarà una fase delicata, perché l'R0 – un importante parametro che misura la trasmissibilità della malattia – dovrà essere vicino allo zero, ma il rischio di contagio rimarrà: ecco perché non bisognerà abbandonare le abitudini di protezione, al fine di proteggere questa generazione che – più fra tutte – ha subito ingenti perdite.

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Scuole, attività e trasporti pubblici – Alcune attività potranno ripartire, come negozi e uffici, ma con delle nuove regole da seguire. Innanzitutto, i luoghi di lavoro dovranno essere puliti in profondità almeno due volte al giorno, lo stesso anche i sistemi di areazione. Dovranno essere forniti, inoltre, di erogatori di disinfettante, mentre rimarrà l'obbligo di mascherina e guanti anche a chi acquista cibi e bevande, con la distanza sociale di un metro che dovrà essere sempre mantenuta. Alcune attività, come bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, che hanno più difficoltà nel far rispettare questa importante norma sociale, dovranno sottostare ad una riorganizzazione come, ad esempio, prestazioni fornite su appuntamento oppure ingressi contingentati nei locali per quanto riguarda la ristorazione, che garantiscano però anche una distanza di almeno due metri fra i tavoli.

Per la situazione scuole, il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, intervenuto nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” su Rai2, ha affermato che c'è la necessità di riflettere circa l'eventualità di far ripartire le scuole direttamente il prossimo anno scolastico. Aggiungendo però che “la decisione spetta al governo”. I trasporti pubblici dovranno, invece, intensificare le proprie corse: nessuno potrà restare in piedi e non tutti i posti potranno essere occupati, per garantire la distanza di un metro fra le persone. Ci sarà uno scaglionamento anche agli ingressi delle stazioni, per evitare ogni forma di assembramento, così come alle biglietterie.

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FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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