Nuovo Dpcm Natale in arrivo: parenti, riaperture negozi e spostamenti. Cosa cambierà?

Eleonora Busi 26/11/2020 0 commenti

Mancano poco meno di 10 giorni all'arrivo di un nuovo Dpcm, che dovrebbe entrare in vigore dal 4 dicembre, e nelle ultime ore si stanno ormai tirando le somme sulle possibili deroghe o ulteriori strette che le nuove misure porteranno. Nonostante la curva dei contagi sembra puntare verso il basso, rimane alta l'allerta: per questo motivo si sta valutando se limitarsi ad un solo provvedimento in vigore fino al 2 gennaio o se sia opportuno prevedere delle ordinanze più restrittive da far scattare all'occasione se la situazione dovesse peggiorare.

Piste da sci ed estero
L'obiettivo è evitare un'impennata dei contagi come accaduto la scorsa estate. Per questo motivo si è parlato molto, in questi giorni, della chiusura per le piste da sci: una deroga che il Governo non ha intenzione di portare avanti e, anzi, vorrebbe allargare al resto d'Europa imponendo una quarantena obbligatoria di due settimane per chiunque rientri dall'estero durante le vacanze natalizie. Una nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, aggiornerebbe la lista dei Paesi a rischio: oltre a Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna e Regno Unito, si andrebbero ad aggiungere l'Austria, la Svizzera, la Slovenia e tutti gli altri Stati che non vorranno aderire all'accoro europeo di chiusura delle piste da sci.

Spostamenti fra Regioni
Brutte notizie per gli spostamenti oltre i confini regionali. L'intenzione del Governo è quella di vietare lo spostamento anche fra Regioni di fascia gialla. “Gli ospedali sono ancora in affanno – è la spiegazione del ministro Francesco Boccia – non si può sostenere una terza ondata a gennaio e quindi non possiamo far circolare 7-8 milioni di cittadini come accaduto in estate”. Non d'accordo i presidenti delle Regioni, che temono un nuovo colpo alle attività economiche e turistiche, già in crisi.

Perciò non è escluso che il Governo preveda, nel nuovo Dpcm, delle deroghe natalizie. Una delle eccezioni potrebbe essere concessa, infatti, per il ricongiungimento familiare. Inclusi nella deroga potrebbero essere genitori e figli, coniugi e partner conviventi, a prescindere se le persone interessate hanno o meno domicilio nell'abitazione dove ci si trova. Una seconda ipotesi riguarda la possibilità di spostarsi nel caso di anziani soli, oltre che al ritorno presso la propria residenza o domicilio – concessione peraltro già in vigore. Per le seconde case si valuta l'andamento epidemiologico.

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Feste rigorosamente vietate
Ormai chiaro che le feste saranno vietate in ogni modalità e forma, dai locali pubblici ai luoghi privati. Proprio per le case private, il Governo pensa di inserire nel nuovo Dpcm la raccomandazione di limitare ospiti e commensali a tavola (che dovrebbero comunque far parte del proprio nucleo famigliare), suggerendo di riunirsi in non più di 6 o 8 persone, in modo tale da proteggere anche anziani e persone con fragilità.

Negozi, bar e ristoranti e coprifuoco
I negozi potrebbero vedere allungato l'orario di chiusura fino alle 22, per permettere di diluire la clientela in più scaglionamenti nel corso della giornata, mentre anche i centri commerciali potrebbero tornare ad aprire nei fine settimana e festivi. Anche bar e ristoranti potrebbero vedere allungato l'orario di apertura oltre le 18 – si parla delle zone gialle – ma la questione è oggetto di diverse resistenze nella maggioranza e tra gli scienziati. Il coprifuoco potrebbe slittare dalle 22 alle 23, proprio per agevolare i nuovi orari dei negozi. In discussione se prorogare ulteriormente il coprifuoco oltre le 24 a Natale o Capodanno.

Fondamentale il monitoraggio
Gli occhi continueranno ad essere puntati sul monitoraggio settimanale. Solamente quando l'Rt sarà ampiamente e stabilmente sotto l'1, si potrà valutare l'apertura serale di bar e ristoranti, ma anche delle altre attività finora chiuse come le palestre e i centri estetici. Misure e restrizioni ci accompagneranno fino all'arrivo del vaccino che, come ha anticipato Agostino Miozzo del Cts, si valuta se “rendere obbligatorio per alcune categorie”.

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