Ospedale S.Giovanni Bianco, sindaco di S.Pellegrino: 'Pronto soccorso a rischio'. Lobati: 'La Comunità Montana è vigile'

Redazione 16/11/2019 1 commenti

Con una interpellanza al presidente della Comunità Montana Valle Brembana Jonathan Lobati, il sindaco di San Pellegrino Terme, Vittorio Milesi, alla luce delle numerose segnalazioni da parte dei cittadini brembani in merito al "ridimensionamento dei servizi presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco" chiede alla Comunità Montana di agire con decisione in merito alla questione e di valutare e verificare i modelli organizzativi in atto negli altri Presidi Ospedalieri Montani Lombardi "ed in particolare del Presidio Ospedaliero di Piario per chiedere con più forza all’ASST Papa Giovanni di assicurare nella medesima forma e misura i servizi presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco".

Queste - nella missiva di Milesi - le criticità segnalate dagli abitanti: "nei reparti di ortopedia e chirurgia la presenza dell’ortopedico e del chirurgo sarebbe garantita dal lunedì al venerdì dalle ore 8 e fino alle ore 17.30 e da tali orari e nei giorni di sabato e domenica per ogni necessità i cittadini della Valle Brembana dovrebbero fare riferimento direttamente all’Ospedale Papa Giovanni; l’ambulatorio di pediatria risulterebbe osservare i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 8 e fino alle ore 18, al sabato fino alle ore 14 e da tali orari e fino al lunedì mattina per ogni esigenza i cittadini della Valle Brembana dovrebbero fare riferimento sempre all’Ospedale Papa Giovanni; la presenza del radiologo risulterebbe assicurata soltanto fino alle ore 16 dal lunedì al venerdì con le conseguenze facilmente immaginabili; per l’assenza del personale medico sopraindicato, nelle ore serali e notturne le ambulanze sarebbero quasi sempre dirottate sull’Ospedale Papa Giovanni; gli accessi diretti serali e notturni al Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco sarebbero allo stesso modo, a seconda della gravità dei casi, trasferiti all’Ospedale Papa Giovanni o rinviati al giorno successivo; la singolarità delle situazioni descritte ai punti precedenti, potrebbe portare nel breve/medio periodo alla chiusura del Pronto Soccorso presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco;- evidenziato altresì che:presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco non vengono più eseguiti gli screening mammografici (vengono effettuati solo quelli proposti da ATS per le donne oltre i 45 anni); le chemioterapie per il tumore al seno non vengono più effettuate presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco".

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"La Dirigenza dell’ASST Papa Giovanni - si legge nell'interpellanza - parla di rilancio del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco, limitandosi a riportare dati che se pur attestano un apprezzabile incremento delle attività dell’Ospedale, nascondono il preoccupante venir meno della operatività h24 del Presidio la cui difesa costituisce la condizione fondamentale per garantire un servizio sanitario di qualità ai cittadini della Valle Brembana" e ciò "costituisce una fonte di preoccupazione e un elemento negativo per la stessa presenza turistica" senza considerare che "il territorio della Valle Brembana presenta realtà di Comuni che distano anche oltre 60 Km dall’Ospedale Papa Giovanni". "Nell'aprile 2017 Regione Lombardia - sottolinea Milesi - , recependo le richieste del territorio, ha stanziato un finanziamento di 1,5 milioni di euro per il potenziamento del Presidio Ospedaliero Montano della Valle Brembana ed in particolare per l’assunzione di nuovo personale medico e infermieristico".

ASST BERGAMO: "CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO, FANTASIA PERICOLOSA" - "Leggiamo con stupore le argomentazioni del sindaco Milesi - fanno sapere da ASST Bergamo -, che riportano molte inesattezze e soprattutto sembrano dimenticare che l'Asst Papa Giovanni XXIII sta attuando i provvedimenti regionali deliberati nel 2017, allora condivisi con le amministrazioni locali e in line con quanto previsto dalla legislazione nazionale e regionale. Da tempo abbiamo dato la nostra disponibilità a incontrare la Giunta della Comunità Montana Valle Brembana per l'attenzione che riserviamo al nostro territorio [...] Ventilare ipotesi di chiusura del Pronto Soccorso e dell'intero presidio sono fantasie pericolose che diffondono insicurezza nella popolazione e ottengono solo l'effetto di disaffezionare i cittadini della valle, spingendoli a rivolgersi ad altre strutture". 

LA REPLICA DI LOBATI - "Si sta facendo passare il messaggio che da quando siamo in carica (luglio 2019) non abbiamo ancora mosso un dito, ma non è assolutamente così - spiega il Presidente della Comunità Montana Valle Brembana, Jonathan Lobati -  Nel mese di ottobre ho incontrato personalmente la dottoressa Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale dell'ASST Papa Giovanni XXIII per avere chiarimenti in merito a diverse criticità sull'Ospedale di San Giovanni Bianco segnalateci dai nostri cittadini, alcune delle quali sono presenti anche nell'interpellanza di Vittorio Milesi. All'incontro la dottoressa Stasi ha illustrato il suo punto di vista, e successivamente le abbiamo chiesto disponibilità ad incontrare anche l'Assemblea dei Sindaci Ambito Valle Brembana e la Giunta della Comunità Montana. Incontro in fase di calendarizzazione”.

“Ieri, 15 novembre, abbiamo inviato l'interpellanza di Vittorio Milesi anche al presidente dell'Assemblea dei Sindaci Ambito Valle Brembana, Patrizio Musitelli, e al vice presidente dell'Assemblea dei Sindaci Distretto Bergamo, Stefano Micheli. Insieme coordineremo un'azione, dove ci sarà sicuramente un momento di confronto che ci vedrà come Comunità Montana attivi per difendere a spada tratta il nostro ospedale. Inoltre, a settembre, abbiamo avviato un dialogo anche con ATS Bergamo, con la quale è stato istituito un tavolo permanente. La Comunità Montana Valle Brembana è assolutamente vigile e attenta per quanto riguarda il tema socio-sanitario”, conclude Lobati.

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COMMENTI

Luigia Domeneghetti 16/11/2019

Speriamo non chiuda mai , molta gente non viene più nella valle per questo motivo.. E poi ci sono i residenti che ne hanno bisogno . Sarebbe un assurdo chiuderlo.

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