Una candidata al Nobel a Zogno: Dacia Maraini si presenta agli studenti del Turoldo

Melissa Braka 07/05/2019 0 commenti

Testo scritto dalla studentessa Melissa Braka di 3AU dell'Istituto Superiore David Maria Turoldo di Zogno nell'ambito del progetto "La Voce Giovane! delle Valli" 

Alcune classi dell’Istituto Superiore Turoldo hanno avuto la possibilità di incontrare la rinomata scrittrice Dacia Maraini (la quarta da sinistra nella foto, insieme ai docenti del Turoldo), presso il cineteatro dell'oratorio di Zogno. L’autrice, premio Strega nel 1999 con "Buio", è una delle più grandi scrittrici italiane viventi, nota e tradotta in tutto il mondo e candidata al premio Nobel per la letteratura (dal 2014), si è confrontata con gli alunni riguardo le sue opere letterarie e la sua vita.

La sua infanzia in un lager giapponese, la violenza sulle donne, la morte, il rapporto con i genitori… Sono stati i temi principali delle domande che i ragazzi hanno posto all’autrice. Ha iniziato ha scrivere a tredici anni per il giornalino della sua scuola e successivamente iniziò a inviare alcuni suoi racconti a delle riviste locali.

Con il tempo la scrittura divenne un’abitudine, anche se per vivere questo non bastava, infatti ha praticato diversi lavori tra cui la segretaria. Per scrivere “La lunga vita di Marianna Ucria”,il libro che l’ha portata al successo, ha impiegato circa cinque anni: ”Non dovete aver fretta di fare le cose,con un passo alla volta si può arrivare lontani”.

Alcune domande degli studenti riguardavano i ricordi che l’autrice aveva dell’infanzia trascorsa in un campo di concentramento;quegli anni infatti hanno segnato la sua vita e i suoi libri: dopo quella terribile esperienza ha imparato a dare valore a cose che oggi sembrano scontate tra cui il cibo. Non sono mancate di certo le domande sulla sua vita privata e sul rapporto che Dacia Maraini ha avuto con Alberto Moravia, uno dei più grandi romanzieri del ventesimo secolo.

Dacia ha inoltre voluto ricordare il valore della scrittura che ormai si sta perdendo con la tecnologia, anche se è la prima ad ammettere che ha agevolato molto il suo lavoro. L’autrice ha detto che ciò che caratterizza le sue opere sono i personaggi perché ognuno di essi ha una propria storia. Le ragazze di cui tratta nei suoi libri non sono del tutto inventate ma hanno delle fondamenta vere grazie ad alcune testimonianze che è riuscita a raccogliere. La stessa autrice ha detto che si riconosce in molte di loro.

L’incontro con Dacia si è concluso con le foto di rito e gli autografi. La scrittrice ha infine augurato a tutti di trovare una propria strada,una passione,un hobby che possa appassionare e che aiuti a crescere.

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