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Il Maggiolino va in pensione: un gioiellino che fu anche un fuoristrada in Val Brembana

Classe 1938, muso arrotondato dal design inconfondibile. Stiamo parlando del Maggiolino, una delle punte di diamante della concessionaria tedesca Wolkswagen, che fece innamorare Lorenzo Bonaldi, tanto da crearne una versione fuoristrada.
11 Luglio 2019

Classe 1938, muso arrotondato dal design inconfondibile. Stiamo parlando del Maggiolino, una delle punte di diamante della concessionaria tedesca Wolkswagen, nonché una fra le auto più conosciute e famose in tutto il mondo, tanto che Walt Disney le dedicò il film “Herbie, il Maggiolino tutto matto”. Con i suoi fanali ha illuminato una storia che potrebbe raccontare i momenti più belli e delicati nell'Europa degli anni '40. Ma l'incanto, alla fine, si è spezzato: ieri 10 luglio, a Puebla – in Messico – è nato l'ultimo pezzo di questa fortunata automobile. E così, il celebre Maggiolino, dopo 81 anni di gloriosa attività si concede la meritata pensione.

Nata come “auto del popolo”, ha saputo catturare il cuore di milioni di persone, grazie al suo design elegante ad una struttura innovativa, quasi anacronistica per il suo tempo. E ad innamorarsi fu anche Lorenzo Bonaldi, il fondatore del Gruppo Bonaldi che in quella sinuosa silhouette ci ha visto un futuro, divenendo concessionario Wolkswagen nel 1959.

Una scelta ed un investimento lungimiranti, che ancora oggi accompagnano il Gruppo. “Grazie alle vendite del Maggiolino affrontammo l’investimento per la storica sede di via Quinto Alpini” ricorda la figlia Simona Bonaldi, a Bergamonews. Ma papà Lorenzo non era solo un grande imprenditore, bensì anche un collezionista ed un amante della montagna, in particolare della Val Serina e della Valle Brembana.

L’amore per quest’auto era tale che decise di costruirsene una su misura per lui” spiega la figlia. La chiamò “Föria”: un gioiellino su ruote color verde militare, opportunamente trasformata in un'auto fuoristrada per raggiungere con comodità i sentieri e le strade di montagna che tanto amava, accompagnato dalla brezza che, entrando dai finestrini abbassati, accarezza il viso durante le fresche estati della Valle. “Per me è la macchina del viaggiare, dell’allegria e dello stare insieme, grazie a quell’andamento lento che ti fa apprezzare meglio le cose” conclude Simona.

(Fonte immagine in evidenza: everyeye.it)

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