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Il minigolf di Sant'Omobono splende come uno smeraldo: ecco il restyling

A distanza di 30 anni dalla sua realizzazione il minigolf delle Terme torna a splendere grazie ad un restyling voluto dall'amministrazione. Il sindaco Dolci: un'attrazione importante che andava rilanciata
26 Luglio 2017

A distanza di quasi 30 anni dalla sua realizzazione, il minigolf del Parco delle Terme a S.Omobono torna a splendere come uno smeraldo (ora infatti è tutto verde per via dell'applicazione dell'erba sintetica) grazie ad un opera di restyling fortemente voluta dall'amministrazione comunale.

Il rifacimento, per il quale il Comune ha investito circa 40 mila euro, è stato curato dalla società specializzata in campi da minigolf, Minigolfmania di Usmate Velate (MB), e ha previsto l'applicazione di un tappeto in erba sintetica sopra la superficie esistente, il recupero dei vecchi ostacoli con pietra locale di Berbenno e la riverniciatura dei tubi in metallo a confine delle piste. La ciliegina sulla torta è la realizzazione, ex novo, di una nuova buca, la diciottesima.

"Il rifacimento del minigolf è sicuramente una bella intuizione perché si tratta di un'attrazione che ha sempre funzionato molto bene a S.Omobono ma cominciava a mostrare gli inevitabili segni del tempo. La nostra idea per il futuro è quella di coinvolgere associazioni nazionali e internazionali di minigolf per organizzare tornei e dare slancio a questo bellissimo restyling", spiega il sindaco Paolo Dolci.

La diciottesima buca, fiore all'occhiello del restyling

Un minigolf che offre il colpo d'occhio del “grande” golf, come spiega il titolare di Minigolfmania Fabio Corio: “La nuova superficie offre lo stesso feeling di un green sintetico del golf. Un tipo di esperienza adatta ai minigolfisti che vogliono migliorare la sensibilità del colpo (e Corio ne sa qualcosa, visto che è anche un minigolfista di livello nazionale ndr). Abbiamo inoltre aggiunto diversi richiami al grande golf – sottolinea Corio - : l'erba sintetica bianca denominata bunker, la parte di erba più alta detta rough, e il fuoripista che troviamo alla fine degli ostacoli”. E non si tratta semplicemente di orpelli estetici: tutte le diverse superfici influiscono realmente sul colpo del giocatore, il quale dovrà fare attenzione a non uscire dalla retta vita, in gergo golfistico il“fairway”.

Imponente e scenografica la diciottesima buca, che ci presenta ancora una volta Fabio Corio, il suo ideatore e progettista: “Su richiesta dell'amministrazione la diciottesima buca doveva avere un aspetto particolare, doveva diventare il vero e proprio simbolo del campo. È nata così una pista di forte impatto, con due differenti linee di gioco e una cascatella che rappresenta le Terme”.

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