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Il regalo dell'artista Elio Rota all'ospedale di S.Giovanni: una scultura simbolo della lotta al Covid

È a tutto il personale sanitario dell'ospedale di San Giovanni Bianco che l'artista Elio Rota, classe '38, ha dedicato la sua ultima scultura realizzata con una ''corna del Brèmp''.
9 Settembre 2020

Se la pandemia da Covid-19 fosse un libro, l'Ospedale di San Giovanni Bianco avrebbe sicuramente un capitolo tutto per sé: supporto incredibile per la Valle Brembana nei mesi critici dell'emergenza e baia di salvezza per pazienti di tutta la provincia, medici, infermieri e tutto il personale sanitario vi hanno infuso tutte le proprie energie e risorse. È a loro che Elio Rota, scultore sangiovannese classe 1938, ha deciso di dedicare una delle sue celebri “corne del Brèmp” (letteralmente “sassi del Brembo”), che grazie alle sue sapienti e abili mani tramuta in opere d'arte.

L'incudine, il martello e un virus da sconfiggere. La scultura è simbolo della lotta e dello sforzo di tutti i sanitari, rappresentata in un cuneo di pietra riportante un viso umano con la lingua penzolante per la fatica, che si conficca in un basamento in legno di ciliegio centenario proveniente dal giardino dell'artista. Un simbolo di rinascita, un augurio di speranza impressi per sempre nella pietra e nella memoria storica del mondo, raccontato fra le venature scolpite di un sasso del nostro fiume Brembo.

È un omaggio – ha raccontato lo scultore Elio Rota nel corso dell'inaugurazione che si è tenuta oggi pomeriggio all'ingresso dell'Ospedale – In quel periodo sono rimasto al sicuro in casa, perciò ho deciso di prendere uno dei miei sassi convinto di realizzare una scultura giusto per passare il tempo. Così ho scolpito questo simbolo di lotta per la vita: il cuneo è come un proiettile, un martello, con gli occhi e la lingua lunga per lo sforzo, e rappresenta i sanitari. A lato ho scolpito il bastone simbolo dei medici per ringraziarli, mentre dall'altro ho inciso la Croce Rossa per dire “Forza!” a tutti i volontari. Il martello si conficca poi in un basamento di ciliegio che avevo a casa, che rappresenta invece il virus. Sul piedistallo, simbolicamente l'incudine, ho inciso delle Stelle Alpine e la scritta “Ospedale San Giovanni Bianco”, il gioiello della nostra Valle Brembana”.


(La scultura di Elio Rota)

Presente all'inaugurazione della scultura anche il sindaco di San Giovanni Bianco, Marco Milesi. “Vogliamo essere qui oggi come Amministrazione per ribadire l'importanza di questa struttura per tutta la popolazione della Valle Brembana, importanza che deve essere riconosciuta non solo in fase emergenziale, ma anche da qui in avanti – sono le parole del primo cittadino – E lo facciamo ricordando, attraverso l'opera dell’artista sangiovannese Elio Rota, il drammatico periodo che hanno vissuto le nostre comunità da fine febbraio in avanti, ma soprattutto per ringraziare ancora una volta quanti in quelle settimane, in quei mesi, sono stati in prima linea, su ogni fronte, per poter arginare lo tsunami che ci ha travolto”.

Parole di apprezzamento sono state dedicate alla scultura. “Ringrazio Rota – ha dichiarato Milesi – perché partendo da un’atmosfera di morte che si respirava in quei drammatici giorni, ha voluto rendere omaggio a quanti in questa struttura si sono dati da fare per poter combattere il virus. Ringrazio lui perché anche attraverso questa donazione ci ha permesso di riflettere una volta in più, fermarci un attimo per poter far tesoro di questa seppur drammatica esperienza. E un grazie mio sincero a tutti quanti operano in questa struttura, in ogni ambito, ad ogni livello per quello che sono riusciti a fare in quei drammatici mesi e continuano a fare oggi. Mi ricorderò sempre la chiamata ricevuta una domenica mattina, con la quale mi si comunicava che finalmente, dopo mesi, nel pronto soccorso per la prima volta non vi erano pazienti”.

Il sindaco ha poi colto l'occasione per chiedere il ripristino di alcuni essenziali servizi all'interno dell'Ospedale brembano. “Per non dimenticarci di quanto questa struttura sia stata importante, chiedo alla direzione generale del Papa Giovanni, di ripristinare alcuni servizi fondamentali per la nostra struttura, in particolare mi riferisco all'ambito della pediatria e dell'ortopedia, al fine di poter dare risposte concrete ai cittadini della Valle Brembana” ha spiegato.

Questa scultura esprime ciò che è stato quel periodo – ha dichiarato il Dottor Mario Tramontini, primario dell'Ospedale di San Giovanni Bianco – Io devo personalmente ringraziare tutto il personale che vi ha operato, perché nessuno si è risparmiato neanche per un secondo per fare quello che è il proprio mestiere, ovvero aiutare le persone. Abbiamo avuto situazioni positive, altre purtroppo no. Devo dire che questo ospedale ha saputo dimostrare in quel periodo quanto sia importante la salvaguardia della salute e quanto sia in grado di dare professionalità in periodi così difficili, in un momento in cui nessuno sapeva esattamente che cosa si potesse fare. Adesso, per fortuna, quel periodo ce lo siamo lasciati alle spalle, ma è stata un'esperienza importante e speriamo che le persona capiscano che il rischio esiste sempre e che la sanità diventa un aspetto molto importante, esattamente come un proiettile che colpisce la malattia”.

Anche il Direttore generale dell'ASST Papa Giovanni XXIII Maria Beatrice Stasi ha commentato la simbolica scultura dell'artista Elio Rota. “Quest'opera è concretizzazione dell'affetto che chi risiede in Valle Brembana sente per l'ospedale di San Giovanni Bianco - ha dichiarato Stasi – Un presidio che è stato un baluardo fondamentale della nostra lotta al Coronavirus e oggi completamente Covid free. Un ospedale che stiamo ristrutturando e ammodernando in molte aree, con interventi edili e sulle attrezzature con l'obiettivo di operare sempre per erogare cure con efficacia e in massima sicurezza. Ringrazio l'artista Elio Rota per aver pensato a noi. E' un'opera che va ad alimentare la presenza artistica in corsia e che si aggiunge alle donazioni di altri artisti, che hanno scelto l'Ospedale di San Giovanni Bianco per esporre le proprie opere, contribuendo in modo decisivo alla valorizzazione, anche estetica, dell'ospedale”.

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