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''Il virus fa più paura della guerra, felice di vaccinarmi'': l'esempio delle sorelle ultracentenarie Tonia e Bepa

Le sorelle ultracentenaria di S.Omobono Terme Tonia, 106 anni e Bepa, 103, hanno ricevuto la prima dosi di vaccino ieri, 29 marzo.
30 Marzo 2021

Da casa sua al centro vaccinale di S.Omobono tenendo il rosario in mano. Un tragitto tanto breve quanto ricco di fede, forza e speranza quello di Antonietta Franchini - detta "Tonia" - 106 anni compiuti lo scorso luglio, che ieri, 29 marzo, ha ricevuto la sua prima dose di vaccino anti-Covid.

"Sono felice di fare il vaccino, così poi potrò vedere tranquillamente i miei nipoti e pronipoti - confida Tonia, da 50 anni residente in località Rizzolo a Mazzoleni di S.Omobono Terme - Era da un anno e mezzo che non uscivo di casa, ma oggi (ieri per chi legge ndr) sono uscita appositamente per farmi vaccinare. Sono stata davvero felice di vedere tutti quei medici e infermieri disponibili e gentili". 

Tonia durante la vaccinazione presso il centro vaccinale di S.Omobono Terme.

106 anni, una vita lunghissima che le ha fatto conoscere gioie - come avere tre figlie e ben 11 pronipoti - ma anche dolori, come quello della Seconda Guerra Mondiale. Ma tra la guerra e il Covid a Tonia fa più paura il virus" non ho mai visto una situazione del genere, stanno morendo davvero tante persone. Adesso sono pronta a fare la seconda dose, fra tre settimane".

E il destino ha voluto che proprio lo stesso giorno ricevesse la sua prima dose di vaccino anche la sorella di Tonia, Giuseppina Franchini - detta "Bepa" - pure lei residente a Mazzoleni, in località Grumello, 103 anni compiuti lo scorso gennaio. "Sono davvero contenta di essermi vaccinata: aspettavo da tanto questo momento. In questo periodo sto soffrendo molto l'impossibilità di accogliere in casa gli amici e i parenti che spesso, prima della pandemia, venivano a farmi visita. Non vedo l'ora di poterli accogliere di nuovo". 

Fra tre settimane, Tonia e Bepa torneranno al centro vaccinale di S.Omobono per la seconda dose di vaccino. Il loro fulgido e nostrano esempio di senso civico, invece, non ha di certo bisogno di una seconda dose.

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