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In forma con Alex Baldaccini - Come risolvere la fascite plantare

Nuovo appuntamento con la rubrica quindicinale del fisioterapista - nonché noto atleta - Alex Baldaccini che darà ai nostri lettori moltissimi consigli su come evitare infortuni, migliorare i propri allenamenti e tanto altro ancora.
2 Gennaio 2020

Innanzitutto bisogna chiarire che prima di pensare ai trattamenti possibili per la fascite plantare, bisogna essere sicuri che il problema sia la fascite plantare. Chiaramente questo non si può scoprire con un video e quindi se hai male al tallone o sotto al piede rivolgiti ad un professionista.

Detto questo, generalmente la fascite si presenta con dolore nella zona mediale del tallone, più intenso durante i primi passi al mattino o dopo essere stati seduti per lungo tempo. Spesso il dolore è accentuato dalla palpazione e dalla dorsiflessione del piede, mentre il polpaccio si presenta rigido. Nella maggior parte dei casi la diagnosi viene fatta dal clinico senza bisogno di ulteriori accertamenti.

La buona notizia è che circa l’80% delle fasciti si risolve con un trattamento conservativo entro qualche mese. In particolare, la prima cosa da fare è limitare o modificare l’attività scatenante il problema; le più comuni sono stare lungo tempo in piedi, camminare, correre, utilizzare calzature inappropriate o avere difetti anatomici come piede piatto o piede cavo. Abitualmente vengono impiagati ghiaccio e farmaci antinfiammatori che spesso però forniscono solo sollievo temporaneo.

Lo stretching è invece una pratica da mettere in atto sin da subito, andando ad allungare non solo i muscoli della fascia plantare, ma anche quelli del complesso del polpaccio. In abbinamento a questo, le ortesi plantari combinate con degli specifici tutori da indossare di notte, hanno mostrato ottimi risultati sulla riduzione del dolore.

Per quanto riguarda invece il rinforzo muscolare, sia dei muscoli del piede che di quelli del polpaccio, si sta cercando di capire se possa essere efficace, come sarebbe plausibile aspettarsi, ma le evidenze non sono ancor chiare in merito.

Se tutte queste tecniche di prima linea dovessero fallire, ci sono molte altre opzioni da mettere in atto sotto la guida attenta di uno specialista, come onde d’urto, iniezioni o, ultima risorsa, la chirurgia. Chiudiamo dicendo che la fascite plantare è un problema molto comune, ma quasi sempre trattabile con buoni risultati nel lungo termine e che solo il 10% circa dei pazienti dovrà ricorrere a trattamenti invasivi per eliminarla.

Bibliografia: Luffy L, Grosel J, Thomas R, So E. Plantar fasciitis: A review of treatments. JAAPA. 2018 Jan

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