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In Val Brembilla è emergenza cinghiali: inefficaci le battute di caccia

Gli animali sono più del previsto e prosperano tra le montagne.
26 Febbraio 2020

È allarme cinghiali in Valle Brembilla. Gli animali vivono stabilmente tra le montagne delle Orobie, provocando danni ingenti al territorio: un problema grave e difficile da risolvere. Fulvio Fantini, allevatore di Gerosa, racconta a L’Eco di Bergamo la sua ultima esperienza con i cinghiali. “La situazione sta proprio degenerando, siamo disperati: i cinghiali hanno letteralmente distrutti interi appezzamenti di terreno con danni ingenti, che non si sa come affrontare, e questa è la terza volta che vengono a fare visita”.

La cascina di Fulvio si trova in località Giaperto: l’edificio ospita una trentina di vacche, il cui nutrimento consiste nel fieno ricavato dai prati attorno alla cascina, gli stessi prati devastati dai cinghiali. “Non ho mai visto nulla del genere, non li ho mai visti all’opera - continua Fantini -. Certo è che hanno cominciato a manifestarsi qualche anno fa, ma la situazione sta via via peggiorando, prima erano pochi, evidentemente, ma oggi la situazione è insostenibile”. I danni sono evidenti.

“Sembra che sia passato qualcuno con l’aratro: strappano la base dell’erba alla ricerca di radici e animaletti, sto perdendo l’erba e di conseguenza il fieno per l’alimentazione delle mie vacche del prossimo inverno, sarò costretto a spese ingenti”. Una situazione su cui è arduo intervenire, come spiega Angelo Casali, responsabile Coldiretti. Innanzitutto, perché è difficile censire il numero di cinghiali presenti sul territorio, che prosperano anche grazie alla presenza di numerosi castani, i cui frutti sono un alimento prelibato per questi ungulati: più cibo significa più possibilità di generare prole.

“Infine, da non sottovalutare che siamo in presenza di “incroci” di animali dovuti probabilmente a “rilasci” abusivi, i cinghiali in circolazione - precisa Casali - sono infatti ibridi, animali cioè con caratteristiche diverse, tra cui la possibilità di figliare di più. Lo scorso luglio il comandante della forestale allertato circa lanci abusivi: un cinghiale normale pesa circa 60 chili, quelli abbattuti recentemente sono tra i 120 e i 140 chili”.

Una questione difficile da risolvere, perché le squadre che operano le battute di caccia al cinghiale spesso non arrivano su tutto il territorio e il numero di animali presenti è molto maggiore rispetto alle stime dei censimenti. Oltre a ciò, i danni provocati dai cinghiali sono risarciti con somme molto basse, dato che la tabella di quantificazione elaborata dalla Regione è, secondo Casali, “molto bassa, dovrebbe essere aggiornata alla reale situazione economica. Ci vorrebbe meno burocrazia e più sensibilità al mondo agricolo”.

(Fonte: L'Eco di Bergamo)

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