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In Valle Imagna e Oltre Brembo 440 mila euro per i servizi sociali: nuovi strumenti per le famiglie in difficoltà

Con il progetto 'Distanze Ravvicinate' finanziato da Fondazione Cariplo, ASC intende creare un welfare familiare e comunitario capace di dare risposte concrete attraverso la condivisione dei problemi, momenti di incontro, percorsi di accompagnamento.
17 Dicembre 2018

Creare un welfare familiare e comunitario capace di dare risposte concrete attraverso la condivisione dei problemi, momenti di incontro, percorsi di accompagnamento grazie ai quali il servizio sociale assume una dimensione più comunicativa e di confronto rispetto ai temi della crescita in età evolutiva, delle fatiche legate alle fragilità familiari e sociali.

Questo, in sintesi, il progetto "DISTANZE RAVVICINATE - tra le contrade della Valle Imagna e i quartieri dell'Oltre Brembo"  dell'Azienda Speciale Consortile Valle Imagna-Villa d'Almè – ente che gestisce gli interventi sociali nell'Ambito territoriale Valle Imagna – Villa d’Almé  (comprendente 20 Comuni) – che nelle settimane scorse ha avuto notizia da Fondazione Cariplo di Milano di un contributo di quasi mezzo milione di euro (440 mila euro per un valore complessivo del progetto di 740 mila euro).

“Un progetto che intende dare risposte concrete alle famiglie del territorio su temi e problemi che riguardano la vita e la quotidianità – spiega Gianantonio Farinotti, direttore di ASC . Dei ragazzi, delle situazioni di difficoltà, dell’avanzare dell’età e di ciò che questo comporta per gli individui e per le famiglie. Saranno tre anni di lavoro impegnativo per l’Ambito Valle Imagna – Villa d’Almé – prosegue Farinotti – in cui la comunità sarà messa al centro: sarà coinvolta attivamente in primo luogo per raccontare le situazioni, e poi per trovare risposte che vedano tutti ingaggiati nel riattivare un tessuto di relazioni e di scambi che sia generativo di soluzioni e di nuove opportunità”.

Il progetto intende quindi stimolare le famiglie affinché possano mettersi direttamente in gioco invertendo la tendenza all'isolamento dove le fragilità si ingigantiscono e spaventano. Questa, secondo ASC, la formula per aiutare le famiglie a sentirsi meno sole e disorientate, infondendo in loro una maggior capacità di tollerare incertezze e cambiamenti, e di vivere il territorio come luogo di coesione.

Tradotto in azioni concrete, ASC svilupperà quattro processi per sviluppare il progetto: realizzare spazi di incontro per circa 300 famiglie con figli in età evolutiva, con disabili e anziani non autosufficienti; percorsi di accompagnamento che coinvolgeranno 120 persone tra operatori, amministrazioni e cittadini; fundraising e people raising per raccogliere nel triennio 60 mila euro e per coinvolgere 100 volontari; definizione di un nuovo modello di governance più omogeneo e capace di tenere insieme le diversità che contraddistinguono il territorio dell’Ambito Valle Imagna-Villa d'Almè.

Al progetto hanno partecipato, come partner, ACLI di Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Cento di Servizio per il Volontariato di Bergamo, Fondazione Angelo Custode Onlus, Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus e Lavorare Insieme Cooperativa Sociale. Altri soggetti che hanno aderito alla rete progettuale sono la Provincia di Bergamo, l’ATS di Bergamo, la Comunità Montana Valle Imagna, le Associazioni datoriali e d’impresa, le realtà educative, sociali ed imprenditoriali operanti nel territorio interessato dal progetto: Istituti Comprensivi, Associazioni di volontariato e Fondazioni, Cooperative e Imprese.

Il 21 dicembre alle ore 12.00 c/o la Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus a Bergamo  la conferenza stampa di presentazione del progetto.

COMUNICATO STAMPA

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