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La Valle Brembana scrive a Conte, Lobati: ''serve un fondo straordinario per le aree montane''

Una lettera che suona come un grido di allarme quello lanciato dal presidente della Comunità Montana Valle Brembana, Jonathan Lobati, che chiede misure più forti per aiutare le aree montane della Bergamasca.
13 Maggio 2020

Una lettera che suona come un grido di allarme, lanciato dal presidente della Comunità Montana Valle Brembana, Jonathan Lobati, che chiede misure più forti per aiutare le aree montane della Bergamasca (come la Valle Brembana, appunto), già da anni soggette a spopolamento e ora duramente colpite dalla pandemia da coronavirus.

Di seguito, la lettera completa di Lobati, inviata a premier Conte, al Vice Ministro dell'Economia Antonio Misiani e a tutti i parlamentari bergamaschi.

A seguito di un’attenta lettura del “DL Rilancio”, che a breve verrà approvato, abbiamo appreso con profondo sconforto che le aree di montagna del bergamasco, colpite da anni dal fenomeno dello spopolamento diffuso, dalla crisi economica e sociale, ancor più accentuata da questa emergenza sociosanitaria, sono escluse di fatto da qualsiasi riparto di fondo straordinario dedicato, che per i nostri territori è di vitale importanza.

Non serve ricordare le grandi difficoltà che questi territori stanno vivendo, dal costo della vita maggiore a quello di altri centri, alla carenza di servizi dedicati alla persona, al mondo economico e turistico che stavano dando tiepidi segnali di ripresa e che questa emergenza sanitaria ha riportato a una crisi economica finanziaria profonda.

A nostro avviso serve una scelta forte da parte di questo Governo e del Parlamento Italiano per preservare quell’enorme patrimonio che è il territorio montano italiano e le popolazioni che lo vivono, con interventi mirati, come le famose “ Zone economiche speciali” che diano competitività anche alle nostre aziende e realtà economico imprenditoriali presenti sul territorio.

Non chiediamo di essere trattati meglio di altri, siamo tutti “ Fratelli d’Italia “ come cita il nostro inno nazionale ma crediamo che se di “Decreto Rilancio” vogliamo parlare, dobbiamo partire per forza da quelle zone che hanno già numerosi handicap strutturali non risolti da tempo, permettendoci così di competere con tutti gli altri magnifici territori d’Italia.

Servono inoltre segnali forti nelle connessioni viabilistiche, con investimenti strutturali sui territori, in particolare con il finanziamento completo della Tangenziale Sud di Bergamo, da Paladina a Sedrina, che è l’opera più importante per permettere uno sviluppo reale del nostro territorio e interventi mirati alla defiscalizzazione delle aree di montagna , a partire dalle accise sui carburanti, come avviene per i comuni frontalieri , interventi per ridurre la desertificazione commerciale e risorse concrete per sostenere le strutture sanitarie di montagna, come l’ospedale di San Giovanni Bianco, che si sono rivelate la prima trincea utile per difenderci da questo virus invisibile che tanto dolore ha portato nelle case di tutti i cittadini brembani.

Di proposte ne possiamo fare molteplici, di idee per un rilancio concreto del nostro territorio dopo questa pandemia ne abbiamo diverse, ma quello che chiediamo è un segnale forte dal nostro Governo, dal nostro Parlamento che ci permetta di poter pensare a un futuro per i nostri figli, per i nostri nipoti, qui dove siamo nati e cresciuti. Se così non sarà qui resterà solo il deserto. Sta alla politica e ai suoi mille colori trovare una soluzione, spero per una volta maggioranza e opposizione insieme.

Fiducioso delle vostra attenzione, porgo cordiali Saluti 

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