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Martina di S.Giovanni e Sara, isolate nel campus universitario in Cina: ''controlli rigidi per chi entra o esce''

Martina Milesi, di San Giovanni Bianco, e la compagna di studi Sara Zucchi di Mandello, si trovano isolate nel campo universitario di Nanchino, nell'est della Cina. A giorni torneranno a casa.
28 Gennaio 2020

Nell'ultima settimana la Cina sta vivendo attimi di paura a causa dell'epidemia di coronavirus che sta affliggendo in particolare la città di Wuhan. Numerosi sono i nostri connazionali che si trovano nel Paese asiatico in questo momento; fra questi ci sono anche Sara Zucchi, di Mandello in provincia di Lecco e Martina Milesi, originaria di San Giovanni Bianco. Le due 23enni si trovano chiuse nel campus universitario di Nanchino, per evitare ogni possibile contagio. Nei prossimi giorni torneranno in Italia.

Nanchino, nell'est della Cina, nella provincia di Jangsu, è una città fantasma come molte altre in questo delicato periodo, e nonostante si trovi a 500 chilometri da Wuhan – da dove ha avuto origine focolaio del coronavirus – si sono già registrati 7 casi di contagio. Le due studentesse bergamasche frequentano il secondo anno del corso di Laurea magistrale in Lingue per la comunicazione e cooperazione internazionale dell'Università di Bergamo e sono arrivate in Cina lo scorso agosto per ampliare le proprie esperienze di studi.

Non vediamo l'ora di tornare a casa – hanno raccontato le due ragazze a L'Eco di Bergamo Fino a pochi giorni fa abbiamo vissuto un’esperienza bellissima, ora però è giusto e opportuno andar via. Non usciamo dal campus per nostra scelta e chi entra è sottoposto a rigidi controlli sull’identità e sulla temperatura corporea. In realtà sappiamo poco di cosa stia accadendo all’esterno. Siamo in contatto costante con le nostre famiglie via WhatsApp, anche per tranquillizzarle”.

Ad aspettare Martina, a San Giovanni Bianco, ci saranno mamma, papà e le due sorelle. “Ogni giorno sono in contatto con loro e le mie due sorelle. Inevitabile ci sia apprensione, anche se la mia famiglia mi sprona a non esagerare con l’allarmismo – ha raccontato la giovane, parlando dei rigidi controlli a cui sono sottoposte – Le poche volte in cui usciamo dal campus usiamo le mascherine. Il contesto è spettrale, inutile negarlo. Poca gente in giro e tanti negozi chiusi. Al ritorno bisogna sottoporsi a una procedura complessa: verifica dell’identità e misurazione della temperatura corporea. Se hai sintomi influenzali, non ti fanno entrare e ti portano in ospedale per accertamenti. Per evitare problemi di qualsiasi natura preferiamo restare nel campus”.

Per il rientro a casa, Martina e Sara dovranno aspettare ancora qualche giorno prima di potersi imbarcare su un aereo e tornare a casa. “Il percorso dal campus fino all’aeroporto non mi rende tranquilla – ha confessato Martina - Solo una volta salita sull’aereo per Milano Linate potrò dire di aver superato dubbi e timori. Il volo farà scalo a Francoforte. Arrivare prima a Milano e poi a San Giovanni Bianco per riabbracciare i miei cari dopo questi ultimi giorni di paura sarà una sensazione unica, diversa. Non avrei mai immaginato di vivere una simile esperienza”.

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