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Michel e Vittorio, i giovani zognesi che hanno conquistato Youtube con la pesca sportiva

Michel Scanzi e Vittorio Pesenti, 20 anni a testa, hanno oltre 4.200 iscritti sul loro canale. Il futuro? Realizzare un docufulm.
7 Ottobre 2021

Michel Scanzi (a sinistra nella foto) e Vittorio Pesenti (a destra), vent'anni a testa, sono giovanissimi ma con le idee già piuttosto chiare: trasmettere al mondo il proprio amore per la natura e per la pesca sportiva. Come? Bastano una videocamera, una tenda, le fedelissime canne da pesca e un canale YouTubeBig Trout Axr. “Siamo entrambi di Zogno, io di Somendenna mentre Vittorio abita in paese – racconta Michel – La mia passione è venuta a galla dopo aver ritrovare alcune attrezzature vecchie di mio padre, che usava quando andava a pescare. Confrontandomi con Vittorio, anche lui appassionato, abbiamo deciso di iniziare insieme”.

I due giovani si sono conosciuti sui banchi di scuola; ora Vittorio lavora come operaio in una ditta, mentre Michel sta affrontando l'ultimo anno di ragioneria all'Istituto Turoldo di Zogno. “A me la passione l'ha trasmessa mio nonno – spiega Vittorio – Già quando avevo 12 anni lo accompagnavo a pescare, una volta anche in Trentino”. Accomunati dalla stessa passione, i due amici decidono nel 2017 di aprire un canale YouTube – che oggi conta oltre 4200 iscritti – in cui poter raccontare le proprie avventure, ma soprattutto l'approccio con la natura, la passione ed il rispetto che nutrono nei confronti dell'ambiente che li circonda.

Non puntiamo a competizioni, ma preferiamo pescare a livello personale perché la viviamo come una scoperta della natura piuttosto che una gara con qualcun altro – spiega Michel – Infatti nei nostri video non peschiamo solamente, ma cerchiamo di raccontare ogni piccolo particolare: dagli alberi ai dettagli dell'acqua che scorre”. Michel e Vittorio praticano principalmente la tecnica di pesca spinning, ovvero una tipologia che prevede l'utilizzo esclusivo di esche artificiali. Trote, lucci e siluri: tutto ciò che viene pescato viene rilasciato immediatamente: si chiama in gergo catch and release, dall'inglese cattura e successivo rilascio del pesce.

“Nei nostri video lo mostriamo sempre. È anche questo un modo per rispettare ciò che il fiume oppure il torrente ci dà e ringraziare il pesce che ci ha dato l'opportunità di essere pescato, rilasciandolo – spiega Vittorio – Con la tecnica di pesca spinning si utilizzano solo esche finte. Perché usiamo questo metodo? Perché secondo me riuscire ad insidiare un pesce con un qualcosa di finto è una grandissima soddisfazione. Una sorta di sfida”. In qualche occasione i due giovanissimi pescatori non rilasciano i pesci catturati, “ma in questi casi sappiamo come è strutturato il torrente e se vi sono più pesci rispetto ad altri – aggiunge Michel – Conoscere l'ambiente e scoprirlo è fondamentale in questo sport. Anche per togliersi un po' da quello che è lo stress della vita di città”.

 

Impensierisce l'ultima notizia dello stop alle immissioni di trote fario e iridee nelle acque lombarde, specie considerate alloctone e cioè non originarie dei nostri luoghi. “Può essere anche una buona decisione, a patto che dopo il fiume si mantenga bene e che non sparisca tutto” precisa Michel. “Basta gare e basta semine. Sarà una perdita soprattutto per i negozi specializzati – aggiunge Vittorio – La pesca fa vivere tante attività in Valle Brembana: non sarà affatto facile per loro”.

Sui progetti futuri i due giovani sono chiari: proporre contenuti sempre nuovi e legati al format vlog (ovvero argomenti non inerenti prettamente alla pesca), ma anche partecipare a show di pesca nazionali, conoscere persone del settore e – perché no – magari realizzare un docufilm oppure un libro.

“La pesca è uno sport che si può fare in solitudine, ma soprattutto in amicizia – spiega Vittorio – Approcciarsi alla pesca può restituire una crescita morale ma soprattutto come persona, a parer mio. Se rispetti l'ambiente e capisci le basi, potrai anche trasmetterle un domani ad altre persone”. “Anche per questo motivo la pesca non è uno sport ''solo per vecchi'' – conclude Michel – Con la nostra passione e quello che costruiamo giorno dopo giorno, cerchiamo di far passare anche questo importantissimo messaggio”.

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