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Piccoli campioni (brembani) crescono: Giacomo, 10 anni, conquista il titolo Italiano di Mini Trial

Giacomo Midali di Piazza Brembana, appena dieci anni, ha conquistato il titolo Italiano di Mini Trial, nella categoria Open.
18 Ottobre 2021

Piccoli campioni (brembani) crescono: Giacomo Midali, appena dieci anni, ha conquistato il titolo Italiano di Mini Trial, nella categoria Open. Il giovanissimo atleta, che abita a Piazza Brembana insieme ai genitori Andrea e Michela, al fratello Samuele e alla sorellina Elisa, ha disputato ieri l'ultima gara di Campionato a Colico (in Provincia di Lecco), sostenuto dalla famiglia e dal Gruppo Sportivo Fiamme Oro, per il quale Giacomo corre nella sezione giovanile. Nonostante il podio di gara lo abbia visto al secondo posto, l'ottimo punteggio ottenuto nelle precedenti competizioni gli hanno permesso di alzare al cielo la più lucente delle medaglie, guadagnandosi il primo titolo nazionale della sua giovane carriera sportiva.

Giacomo era felicissimo e anche noi con lui – racconta Andrea Midali, papà del piccolo campione – Abbiamo chiuso l'attività per un giorno (Andrea e la moglie Michela sono titolari della gastronomia “Pasticci e Capricci” di Piazza Brembana, ndr) e siamo andati tutti ad assistere alla gara. È stata una grande emozione e soprattutto un giusto riscatto per lui, che soltanto settimana scorsa ha perso per un soffio il titolo Regionale a causa di un piccolo errore negli ultimi metri. Abbiamo festeggiato insieme a Matteo Grattarola (11 titoli nazionali e 3 europei alle spalle) e altri “Big” del settore, e ovviamente anche fra noi una volta a casa”.

Il giovane campione la moto pare avercela nel DNA: come racconta papà Andrea, fin da quando ancora sedeva nel seggiolone Giacomo ha mostrato un particolare interesse verso il mondo a due ruote, sfociato poi in vera e propria passione quando ha ricevuto la sua prima push bike. Da allora non si è più fermato e ha iniziato a praticare trial a modo suo. “Saliva sulle panchine, voleva seguire tutte le dimostrazioni – racconta il papà – Fino a quando ha iniziato a chiedere a Santa Lucia di portargli una moto vera”. E così ha fatto: una piccola moto elettrica che gli ha dato la prima, vera spinta a fare sul serio. Dopo le prime lezioni con Fabio Lenzi, ex campione italiano e istruttore, a 8 anni tenta le selezioni per il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, che lo hanno accolto nella Sezione Giovanile. Un piccolo talento, che non ha intenzione di fermarsi al suo primo titolo Italiano.

 

Domenica prossima Giacomo è stato convocato per partecipare al Trofeo delle Regioni e correrà nella sua categoria in una squadra a rappresentanza della Regione Lombardia – spiega Andrea Midali – Lui si impegna molto in questa passione. Partecipa a tutti gli allenamenti con le Fiamme Oro una volta alla settimana e a tutti i raduni nazionali dell'FMI, la Federazione Motociclistica Italiana, si è allenato tantissimo anche nell'area trial di Moio de' Calvi. È ancora piccolo, noi la prendiamo comunque come un gran divertimento e cerchiamo insieme al suo istruttore di tenerlo con i piedi per terra, però ora il suo punto d'arrivo è riuscire a partecipare a gare più importanti, come il Campionato Europeo. Sicuramente gli piacerebbe, un domani, riuscire a debuttare anche ai Mondiali”.

I suoi più grandi fan sono il fratello Samuele e la sorellina Elisa, che ha deciso di seguire le orme del fratello maggiore e di lasciare danza per dedicarsi al trial. “Per fortuna abbiamo ancora tutte le moto di Giacomo e possiamo assecondare questo suo desiderio – sorride il papà Andrea –. È piccolina ma ha già capito quello che vuole fare”. Nonostante il trial sia uno sport piuttosto sottovalutato, il piccolo campione brembano sembra aver trovato proprio qui la sua dimensione, circondato da un'atmosfera di sportività unica nel suo genere.

In generale è uno sport abbastanza impegnativo, oltre che oneroso per via delle continue trasferte – conclude – Nonostante non tutti siano disposti a questo genere di sacrificio, noi abbiamo deciso di supportarlo perché, oltre al talento, abbiamo visto in lui una sincera passione. Purtroppo si tratta ancora di uno sport poco riconosciuto, anche se fortunatamente all'interno abbiamo trovato un bell'ambiente. Possiamo dire che è uno sport un po' di nicchia, però in quella nicchia ci si sta bene e ci si aiuta tutti”.

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