Alessandro e "L'invito al Pesce" che porta il mare in Valle Imagna, gli unici da oltre 40 anni

Dai primi passi del padre con il camioncino alla gestione di Alessandro a Strozza: storia di passione, sacrifici e tradizione familiare che porta il pesce fresco in Valle Imagna da oltre 40 anni.
11 Agosto 2026

Nel cuore della Valle Imagna, dove le montagne abbracciano la tradizione e le radici affondano salde nel territorio, c’è una storia di passione e riscatto familiare che ha il profumo del mare. È quella di Alessandro Locatelli, 37 anni (in foto il primo da destra), nativo di Strozza — luogo legato a doppio filo alla sua storia familiare fin dagli anni ’50, quando il nonno acquistò la storica “valletta Locatelli” — e oggi titolare de “L’invito al Pesce”, attività simbolo situata in via Mezzasco 6 a Strozza, unico punto di riferimento per la vendita del pesce nell'intera vallata.

Prima di cedere al richiamo dell'attività di famiglia, Alessandro ha lavorato fino a 18 anni, sui cantieri, come elettricista, prima di capire che il suo vero futuro era tra i banchi del pesce fresco, spinto da una forte vocazione per il contatto con le persone: “Dal 1984, ci dedichiamo con impegno e dedizione alla vendita di pesce fresco, garantendo ai nostri clienti solo il meglio; siamo orgogliosi di offrire una vasta selezione di prodotti freschi”, racconta con orgoglio Alessandro, ripercorrendo le origini di un’avventura iniziata grazie all'amore del padre Giovanni (al centro in foto)per il fiume, “Il papà aveva una gran passione per la pesca, andava a pescare nel torrente, e poi ha deciso di cominciare a vendere, iniziando con un camioncino itinerante”.

Un testimone passato poi al figlio, che nel settembre 2018 ha preso in mano la gestione per poi acquisire ufficialmente la titolarità nel novembre 2020: “L’attività è stata fondata dal papà e poi presa in mano da me nel 2020; era già il mio desiderio, era quello che volevo fare, inoltre mi piace stare accanto alle persone e servirle”, spiega Alessandro, che oggi manda avanti la struttura insieme ad altre tre persone, come il fratello Filippo (a sinistra in foto) tutte rigorosamente di famiglia.

Quello del pescivendolo è un mestiere duro, da 270-280 ore al mese, da fare solo se spinti da un sincero entusiasmo: “La mia giornata inizia a notte fonda e il turno dura fino alle 14-15; è impegnativo, sì, ma il pomeriggio lo posso dedicare completamente alla mia famiglia”, rivela Alessandro, felice di aver festeggiato proprio l'altro giorno l'arrivo del secondo maschietto.

Una professionalità impeccabile che ha permesso all'azienda di superare anche momenti complessi come la pandemia da Covid-19, arrivata proprio mentre era già stata firmata la carta per l'acquisto di un mezzo nuovo, e le recenti fluttuazioni dei costi: “I prezzi si alzano, ma le persone non si lamentano, sia per la qualità sia perché abbiamo clienti affezionati che vengono da noi da più di trent’anni”, sottolinea il titolare.

La forza de “L’invito al pesce” sta nella qualità senza intermediari, saltando gli ingrossi per acquistare direttamente dai produttori, e in una versatilità straordinaria capace di soddisfare ogni palato, dalle cruditè ai fritti fino al pescato fresco da cucinare a casa, offrendo consigli preziosi a chi entra in negozio senza idee chiare.

Ma la comodità per la clientela non si ferma a Strozza: grazie alla spesa su ordinazione via telefono o WhatsApp con consegna a domicilio o ritiro guidato, “L’invito al Pesce” porta la sua freschezza anche nei banchi dei mercati della zona, a Presezzo il lunedì, a Filago il martedì, a San Pellegrino il mercoledì, a Longuelo il giovedì, a Pontida il venerdì e ad Almenno San Salvatore il sabato, confermandosi un'eccellenza e un motivo d'orgoglio per tutta la comunità valligiana.

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