A schiena bassa - Da muratore ad apicoltore a Piazzolo: la sfida di Roberto Arizzi

Eleonora Busi 17/04/2021

Di professione faceva il muratore per conto di un'impresa, fra mattoni, cazzuole e cemento. Poi è arrivato il licenziamento e con esso una nuova, incredibile sfida: aprire un'Azienda Agricola completamente dedita alla produzione di miele. È la storia di Roberto Arizzi, 38 anni originario di Piazzolo, uno fra i paesi più piccoli della Bergamasca intera. È proprio qui che nel 2018 prende vita AgriRoby dove Roberto produce diverse varietà di miele, dal delizioso Millefiori di montagna al Tiglio, senza scordare il miele di Castagno, di Rododendro e di Acacia.

Un po' per colpa della crisi, un po' per via di alcuni problemi con l'impresa in cui lavoravo, ho deciso di andarmene e di intraprendere questa strada – spiega Roberto – Ho scelto l'apicoltura perché, a differenza ad esempio dell'allevamento, cercavo un'attività che mi desse più libertà. Sicuramente le api sono meno impegnative se paragonate ad altri animali”.

Il 38enne possiede circa un'ottantina di arnie, disposte in alcuni terreni privati che amici o famigliari gli concedono ad uso gratuito. “In estate si parla di settanta, ottantamila api per arnia – precisa Roberto – In inverno molte di meno”. I conti, però, sono presto fatti: sono più di 5 milioni le api che il giovane gestisce nei periodi di flusso maggiore.


(Roberto con uno sciame di api)

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Fra i prodotti dell'Azienda Agricola AgriRoby, il miele Millefiori di montagna è certamente il “cavallo di battaglia”, dolcissimo e dal sapore che varia a seconda del periodo di produzione e dal territorio. Poi c'è il particolare miele di Castagno, pungente e dal retrogusto amaro, il delicatissimo e leggero miele di Rododendro ed il profumato miele di Tiglio, fino al miele di Acacia, il “migliore amico” dei formaggi stagionati.

Tutto, come è ovvio che sia, rigorosamente a chilometri zero, eccezion fatta per il miele di Acacia: per produrre questo particolare miele, infatti, è necessario spostarsi in pianura. Una pratica che si chiama “nomadismo”, ovvero una sorta di transumanza delle api. “L'acacia non c'è dalle nostre parti, per questo è necessario scendere – spiega Roberto – Nel mese di maggio si parte e fra apicoltori ci scambiamo i terreni che, a loro volta, sono concessi ad uso prevalentemente gratuito dai proprietari”.

La clientela Roberto se l'è guadagnata grazie alla qualità del suo miele, apprezzato dai residenti ma anche dai villeggianti che ogni anno popolano la piccola Piazzolo. In ogni vasetto, complice anche la compagna Manuela, si cela una grande cura e amore per i dettagli: sigilli con il logo dell'Azienda, fiocchi, nastri e coloratissimi copri barattoli, confezionati in eleganti scatole decorative per originali idee regalo oppure in cesti, accompagnati da altre leccornie.

In futuro vorrei aprire un laboratorio per smielare tutto mio – conclude Roberto – Mi piacerebbe, poi, dedicarmi anche ad altri prodotti, ad esempio iniziare piantando il grano dell'alta Valle Brembana. Ho già fatto qualche piccolo esperimento in tal senso coltivando lo zafferano e unendolo al miele di Acacia: assume un particolare retrogusto, perfetto per il formaggio. L'anno scorso, a causa de Covid, siamo stati parecchio penalizzati. Ora speriamo in un 2021 migliore”.

Per informazioni: Facebook AgriRoby | 333.6894378


(Confezioni regalo)

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