A Schiena Bassa - Gloria, la 'donna col trattore' che alleva brune alpine a Moio de' Calvi

Eleonora Busi 09/06/2021

Chiunque abiti o abbia frequentato Moio de' Calvi, l'avrà vista almeno una volta attraversare le strade del paese “in sella” al suo trattore, diretta alla stalla – dove si prende cura di ventitré vacche di razza bruno alpina – oppure nei prati, pronta a tagliare il fieno. Qualcuno potrebbe dire che quella di Gloria Pizzamiglio, 47 anni, sia una vita troppo dura, non adatta ad una donna. Ma è lei stessa a smentire un pregiudizio vecchio come il mondo, dimostrando un'incredibile caparbietà e voglia di fare che l'hanno portata ad aprire nel 2005 la sua piccola Azienda Agricola “Zucchi” con sede proprio a Moio de' Calvi, dove vive ormai da anni insieme al marito Lorenzo e ai figli Pietro ed Elena.

Potrebbe sembrare la storia di una passione che diventa finalmente realtà, ma per Gloria non è stato così: diplomata in ragioneria, per anni ha lavorato all'ormai ex Cartiera Cima a San Giovanni Bianco, ricoprendo il ruolo di  responsabile acquisti. Un lavoro stabile e ben retribuito, certo, ma che non le portava la serenità sperata. “Non ero contenta – racconta Gloria – I miei figli erano piccoli al tempo e li vedevo sempre sballottati fra asilo nido, baby-sitter e nonne. Io avevo la mia idea di famiglia tradizionale, in cui volevo crescere io stessa i miei figli e trasmettergli quelli che secondo me sono i valori importanti della vita. Così, una volta che la Cartiera ha chiuso, ho cercato un'alternativa che mi concedesse la possibilità di crescere i miei figli esattamente come volevo io. Di fare la casalinga non se ne parlava, ovviamente: oltre alle questioni economiche, anche per una soddisfazione personale”.

Così Gloria ha dovuto reinventarsi: insieme al marito Lorenzo, che già coltiva una grande passione per gli animali, ha deciso di buttarsi e tentare quella che per lei era una via mai esplorata e – soprattutto – mai contemplata. “C'è un aneddoto divertente che mi riguarda – racconta con un mezzo sorriso – Io sono nata e cresciuta a Valnegra e c'era uno zio che aveva un paio di mucche che purtroppo è venuto a mancare quando ero ancora piccolina. Ho dei vaghi ricordi nei quali lo aiutavo nel pomeriggio dopo scuola a mandare le mucche al pascolo oppure a riportarle in stalla, ho il ricordo di quando mungeva e andavo sempre volentieri a casa della nonna perché mi dava il bicchiere di latte con la schiuma appena munto, e mi piaceva tantissimo. Però ricordo anche che non ero attratta da quella vita, era faticosa, si sudava e soprattutto mi infastidiva l'odore della stalla. Così quando mia mamma mi chiedeva cosa volessi fare da grande, rispondevo che volevo sposarmi e fare la mamma. E che di una cosa ero sicura: mai e poi mai avrei sposato un uomo con le mucche”.

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Ma, si sa, la vita ti coglie sempre impreparato. E la storia di Gloria è la dimostrazione che solo lasciando aperto uno spiraglio, la luce riesce ad entrare ed illuminare tutto il resto. Il resoconto di sedici anni di attività sono, ora, ventitré capi di razza bruno alpina, d'inverno al sicuro nella stalla di Via delle Sorgenti mentre d'estate libere di pascolare nei prati che circondano Moio de' Calvi, incorniciando con il ritmico tintinnio dei campanacci gli afosi pomeriggi moiesi. Le vitelle, invece, pascolano tranquille in località Söc, dove Gloria e Lorenzo hanno comprato quella baita da cui ha avuto inizio tutto. “Era il nostro sogno – racconta – e quando finalmente siamo riusciti ad acquistarla, lì è diventato il nostro punto di partenza. Oltre ad avere dato anche il nome all'Azienda Agricola: Zucchi è, infatti, la traduzione del bergamasco Söc”.

Sempre a contatto con la natura, Gloria ha imparato l'importanza del vivere sano e naturale. Per questo motivo, oltre ad allevare vacche, dedica il suo tempo anche alla cura dell'orto – dove trovano casa patate, insalata, pomodori e tutte le verdure di stagione – e di alcune piante da frutto. Sebbene ora Gloria sia diventata un'esperta nel suo mestiere, non è sempre stato così facile: la “gavetta” è stata dura ed il percorso tortuoso, le difficoltà non sono mancate ma la sua caparbietà e la sua tenacia hanno vinto su tutto il resto. “Non avevo alcuna esperienza ed i primi tempi confesso che è stato davvero complicato – racconta – Per me un prato equivaleva ad un altro, il fieno era tutto uguale, le mucche non le riconoscevo. Ora le conosco tutte, una per una, nome per nome. E ne conosco il carattere, le qualità e anche i difetti”.

Affiancata dai suoceri e da Lorenzo – il cui papà ha sempre avuto un'attività come questa – sono arrivati anche i primi risultati e le prime soddisfazioni. “Mi sono impegnata e ne sono soddisfatta – spiega Gloria – Adesso so gestire la mia azienda agricola in tutto e per tutto da sola. Uso il trattore, i macchinari, l'imballatrice. Magari non sono brava come un uomo che fa questo lavoro, però penso che per essere una donna possa essere soddisfatta dei grandissimi risultati che sono riuscita ad ottenere”. Nei primi tempi, con il latte delle proprie mucche Gloria produceva formaggio e stracchini: una prelibatezza molto apprezzata, tanto che acquirenti da ogni parte della Valle Brembana giungevano a Moio soltanto per acquistare il formaggio. “Lorenzo, ai tempi, aveva fatto un corso di casaro e mi ha insegnato le basi – racconta – Ma soprattutto ho imparato 'rubando' agli altri, osservando chi lavorava il latte. Perché ci sono cose, trucchi del mestiere, che nessuno ti insegna e impari solamente osservando e replicando”.

Purtroppo, dopo qualche anno, la produzione si è fermata: l'aumento degli animali in Azienda ha portato anche ad un sensibile aumento del lavoro in stalla e nei prati. “Meglio poco ma buono, e come si deve: questo è il mio pensiero – commenta Gloria – Ma non si sa mai. Forse, un domani, potremo ricominciare con la produzione di formaggi. Magari insieme a Lorenzo, che ora ha il suo lavoro e quindi non può aiutarmi come vorrebbe. Chissà”. Ora il latte viene consegnato alla Latteria Sociale di Valtorta, una Cooperativa in cui vengono prodotti formaggi DOP, come il Formai de Mut, ma anche Presidi Slow Food come lo Stracchino all'Antica ed il tipico Agrì di Valtorta.

Nella vita di Gloria non c'è soltanto l'Azienda Agricola: c'è anche una casa a cui badare e figli da crescere. Perciò le giornate si dividono fra lavoro in stalla e lavori in casa, in un perfetto equilibrio che negli anni ha imparato a fare suo. “La sveglia suona alle 5: vado in stalla, nutro gli animali, li mungo e li sistemo – racconta – Poi torno a casa, colazione, lavastoviglie, lavatrice, panni... E scappo nuovamente in stalla per lasciare uscire le mucche. La mia giornata è forse più rocambolesca rispetto a quella di un uomo che fa lo stesso mestiere. Ci sono le mucche, sì, ma c'è anche da lavare, stirare, pulire, cucinare e fare la spesa. In questo periodo sono anche impegnata con il primo taglio del fieno, ma in estate sono quasi sempre fuori ed è difficile conciliare il tutto. Fortunatamente ho mia figlia (che ha 17 anni) che mi dà una mano in casa, mentre mio figlio (19 anni) ci dà una mano con la manutenzione di tutti i macchinari, perché è appassionato e sta studiando per seguire questa strada. Mi danno entrambi un grande aiuto”.

Un lavoro come quello di Gloria porta grandi soddisfazioni, questo è certo. Ma anche tante difficoltà: l'impegno quotidiano e costante tutto l'anno, gli animali non conoscono ferie o giorni di malattia. “Inoltre, sebbene sappia utilizzare i macchinari, ci sono ancora molte cose che non capisco – spiega – Anche nella forza fisica sono più penalizzata. Certo mi sono fatta i muscoli, ma tante volte ho bisogno di aiuto lo stesso. Inoltre, avere a che fare con la natura è sempre un grande punto di domanda, perché dipendente completamente dal tempo atmosferico e dalle stagioni e quindi anche il guadagno alla fine dell'anno ne risente”. Gloria deve scontrarsi anche con l'inciviltà dei visitatori che non comprendono l'importanza dei prati: non è raro trovare spazzatura gettata a terra, deiezioni di cani lasciati liberi e non raccolte dai proprietari, oppure persone che stendono le proprie coperte per un pomeriggio al sole, incuranti delle proprietà private.

“Questo è uno dei problemi più gravi – spiega – perché dove l'erba viene schiacciata, le mucche non mangiano più e io con la falciatrice non riesco a tagliarla. In questo modo mi crea un danno, perché perdo del nutrimento prezioso per i miei animali. Anche le deiezioni dei cani possono essere pericolose, perché se ingerite rischiano di creare seri problemi. C'è un grande impegno dietro ad un lavoro come il mio, per questo motivo penso che dovrebbe essere rispettato da chi viene in visita”. Fortunatamente non esistono solo lati negativi, ma anche soddisfazioni. Come tutti i lavori autonomi, l'auto-gestione del tempo è il vantaggio più grande che permette a Gloria di ritagliarsi i propri spazi ed organizzare al meglio la giornata lavorativa senza dover rendere conto a nessun capo o superiore.

“Quando lavoravo come impiegata avevo il terrore del cartellino da timbrare – racconta – Ora invece sono libera di dormire anche una mezz'ora in più, se ne ho voglia. Chiaramente ci sono gli impegni, a volte lavori per sedici ore, altre volte devi seguire la mucca che partorisce di notte. Però sono grandi soddisfazioni, far nascere i vitelli, ad esempio, è un'esperienza bellissima. Lavori a contatto con la natura, sei sempre fuori all'aria aperta e hai anche la possibilità di fare incontri con animali selvatici come cervi, tassi, volpi e camosci. Sono tutte piccole cose che a me piacciono. E poi voglio un gran bene ai miei animali e loro ne vogliono a me, sono sempre riconoscenti nei miei confronti e me lo dimostrano con piccoli gesti di affetto”.

Aprendo la propria Azienda Agricola ha potuto trovare quella serenità e quiete che nessun altro lavoro è in grado di offrire. Abbandonata al lieve tintinnio dei campanacci, Gloria è stata in grado di trovare la propria dimensione, senza il caos dell'ufficio ma accompagnata dalla serenità di una vita semplice, fatta di soddisfazioni ma soprattutto di impagabile libertà. “Abbiamo così poco tempo qui sulla terra: cerchiamo di vivere questa vita come meglio possiamo” conclude Gloria. Per quanto riguarda il futuro, non si vuole sbilanciare troppo. Ma come la vita le ha insegnato: “mai dire mai”.

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