A schiena bassa - Patrizia e Daniele, i fratelli del formaggio di Corna Imagna

Cristian Cattaneo 29/08/2020

Siamo agli sgoccioli di questa strana estate, sospesa tra viaggi fuori porta e voci sull’autunno che verrà. La Valle Imagna si prepara a festeggiare la sua Signora, implorandola di preservare il vegliardo e di consigliare il giovane. Anni fa, di questo periodo, i ragazzi erano indaffarati a preparare le cataste per i falò, mentre i più discoli avevano già preparato il piccolo arsenale di miniciccioli e raudi. Guardandomi intorno, oggi sembrano poco interessati a questi rituali ancestrali, e li vedo sfrecciare tra le vie di Sant’Omobono su motorini dai colori sgargianti. Ed è proprio nel capoluogo della Valle Imagna che oggi incontrerò Patrizia e Daniele Manzinali, quest’ultimo titolare dell’omonima azienda agricola. 

Daniele e Patrizia sono fratelli, ed entrambi vivono a Corna Imagna. Daniele ha avviato l’azienda nel 2013, mentre la sorella si è unita come coadiuvante proprio un anno fa, con l’apertura del caseificio e dello spaccio di vendita a Sant’Omobono, in Via Vittorio Veneto 17. 

L’azienda conta una trentina di capi da lattazione, oltre ai vitelli che vengono allevati con il medesimo scopo. “La passione - esordisce Daniele - è nata già da ragazzino. A me è sempre piaciuto questo genere di lavoro, anche perché in famiglia abbiamo sempre avuto qualche capo di bestiame”.  Come sempre, arriva il momento in cui i sogni vanno riportati a terra, dando loro forma concreta. “Nel 2012 ho preso la decisione di e costruire la stalla, visto che era sempre stato un mio desiderio. Non posso descrivere la soddisfazione che ho provato. Nel 2013, infine, ho dato ufficialmente il via all’attività.”. 

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Anche Patrizia ha ereditato la passione dal contesto familiare: “Noi veniamo da una famiglia di contadini – ci dice Patrizia - Io ho sempre visto fare il formaggio in casa da mia mamma,  e ho sempre desiderato  di poterlo fare anch’io.” Infatti, nel 2019 l’azienda ha fatto un passo in avanti fondamentale, con l’ingresso di Patrizia e l’avvio dell’attività di caseificio e spaccio

“E’ stato un momento significativo per tutti noi – incalza Daniele – perché ci ha dato la possibilità di dare forma concreta alla nostra produzione. Entrambi amiamo i bovini da latte, e in questo modo partecipiamo non solo alle fasi di produzione del latte, ma anche alla sua trasformazione.”. Un lavoro rigorosamente a chilometro zero e all’insegna della qualità.  In azienda si producono e si vendono stracchini, formaggelle, formaggi aromatizzati, primo sale, ricotta, yogurt, crescenza, prodotti di capra, in più puoi trovare uova fresche e cesti regalo.  

Quindi, Daniele si occupa del bestiame e Patrizia della trasformazione del latte: si preannunciano giornate piuttosto impegnative. “Esattamente – chiosa Patrizia - La giornata di Daniele inizia alle 5.00: subito alla stalla per mungere, pulire e dar da mangiare alle mucche. Alle 8.00 mi raggiunge in caseificio e ci resta fino alle 11,00. Poi torna alla stalla per controllare che sia tutto in ordine e sistemarla. Dopo pranzo va a controllare i vitelli e le mucche che abbiamo nel pascolo, come in questo periodo. Alle 16.00 torna in stalla per pulire dar da mangiare alle mucche per poi mungerle di nuovo. Verso le 19.30 la sua giornata è finita, sempre se non c’è qualche contrattempo”.  La giornata tipo di Patrizia invece inizia alle 8.00 con l’apertura del caseificio fino alle 12.30, per riaprire poi il pomeriggio alle 15.00 fino alle  19.00. 

Parlando del più e del meno, emerge la grande attenzione dei Manzinali per il benessere degli animali, sempre al centro delle loro attenzioni; non tanto, o quantomeno, non solo, per quel calcolo imprenditoriale che recita più o meno così: “Se l’animale sta bene produce tanto ed ottimo latte”, ma proprio per la passione viscerale che li coinvolge fin dalla loro più tenera età. E questo, inutile negarlo, giova anche al consumatore, che assaggia formaggi di qualità. 

Infine, parliamo del futuro delle nostre valli, soprattutto dopo i tristi e duri mesi che sono appena trascorsi.  “Nella nostra valle c’è la voglia di tornare a riscoprire i sani principi di una volta - spiega Daniele - oltre che al lavoro di una volta, per portare ancora in tavola i sapori genuini che spesso nei preparati industriali non troviamo nemmeno lontanamente. Visto che sono vaste le piccole aziende che producono alimenti di vario genere, sempre a chilometro zero, dovrebbero essere forse più valorizzate.”  

L’ultima parola, per galanteria, la lasciamo a Patrizia, che ci rassicura con una frase che ci fa riflettere: “Le soddisfazioni sono infinite quando un lavoro ti piace e, anche se le difficoltà non mancano, con la pazienza e la tenacia tutto si risolve.”. Difficoltà, pazienza e tenacia. Tre parole che hanno caratterizzato quest’anno e che offriamo, prostrati, alla Signora della Valle. 

CONTATTI

Caseificio / spaccio a Sant’ Omobono Terme -  in Via Vittorio Veneto n. 17

Aperto dal martedì al sabato dalle 8.15 – 12.30 e 15.00.  19.00 

Domenica mattina dalle 8.00 alle 12.30 

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