C'era una volta in Valle Imagna - Guerrieri d'Occidente capitolo 5

Little Eagle 22/06/2019

I GUERRIERI D’OCCIDENTE

CAPITOLO 5 - (PER LEGGERE CAPITOLI PRECEDENTI: capitolo 1 - capitolo 2 - capitolo 3 - capitolo 4)

La Persia contro la Grecia

La veloce nave aveva lasciato la sponda di Lemno ed appena in mare aperto uno spettacolo straordinario apparve a prua sul vasto mare: l’immensa flotta del Grande Re, transitava davanti a Leucos e Lug in una formazione infinita di navi imbarcazioni e navigli. Carico di armi e di vettovaglie l’immenso convoglio procedeva spinto dalla forza di numerosissimi remi. Per tutto il giorno la nave di Leucos e Lug dovette gettare le ancore e contare il numero sterminato di navi. Passarono i vascelli di Tiro e Sidone, di Biblo e Arado,le lunghe navi di Cipro, Cnido, Alicarnasso e Samo e passarono anche le navi dell’occidente dei marinai etruschi e cartaginesi : tutte insieme formavano una forza inarrestabile .

Non meno impressionante fu per i due, al rientro sulla costa al campo dei loro guerrieri, il concentramento sull’Ellesponto dei numerosi eserciti in marcia contro la Grecia dalla terra ferma . Migliaia di uomini lavoravano sotto il comando di ingegneri greci al servizio del Grande Re per la costruzione di un lunghissimo ponte di barche munito di sponde e tenuto da corde per far passare l’immenso esercito ed i cavalli sul mare dall’Asia all’Europa. Inoltre per agevolare il percorso della flotta e non ripetere l’errore di Mardonio (nella prima guerra persiana ) migliaia di uomini scavarono un canale che tagliasse il promontorio del monte Athos nella penisola calcidica. Pieno di orgoglio un comandante persiano rivolgendosi a Lug disse: “Voi occidentali avete l’aspetto dei giganti per la vostra forza a statura, ma noi persiani vi superiamo e siamo simili agli dei , infatti abbiamo attraversato a piedi il mare ed abbiamo navigato sulla terra”. –“Senti, amico – rispose Lug –ho viaggiato dall’Occidente all’Oriente, conoscendo nazioni e popoli e non ho mai incontrato né giganti né dei ,ma solamente degli uomini.(- La superbia fu la colpa di Serse ,punita dagli dei )

Erano passati senza difficoltà dalla Tracia alla Tessaglia ed il gruppo celto-ligure era considerato dai comandi persiani un corpo speciale ,ed anche Lug e Leucos si sentivano come in patria tra le vallate ed i monti . Il capo celta portava un elmo fornito di corna di bronzo ed era temuto in combattimento per la sua ascia di ferro. I suoi guerrieri avevano scudi alti quanto un uomo decorati con figure animali ,elmi in bronzo con alti cimieri che davano ai guerrieri un aspetto gigantesco,usavano trombe che producevano un suono rauco,alcuni indossavano cotte di maglia di ferro mentre altri,confidando in ciò che la natura aveva dato loro combattevano nudi .

L’avanzata si fermò al passo delle Termopili sbarrato da un contingente di difesa greco. La battaglia incalza cruenta ,il passo molto angusto era difeso dal re spartano Leonida e la massa dei guerrieri persiani cadevano sotto il muro di bronzo degli opliti ;non poche furono le diserzioni dei mercenari e solamente le schiere degli immortali combattevano con un ordine offensivo ammirevole . Sull’altro fronte gli opliti greci non indietreggiavano di un passo coscienti che in quel luogo si giocava il destino della loro città e di tutta la penisola ellenica .

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Dopo cinque giorni di battaglia e non riuscendo a convincere alla resa i greci, Serse decise di tentare l’aggiramento passando per il passo di Anopea e prendere così i nemici alle spalle . Fu il traditore Ephyaltes (il nome del traditore rimane nella storia) ad indicare la strada e furono mandata avanti con i reparti speciali anche il drappello dei celti abituati a combattere in montagna e furono essi a raggiunger il passo . Leonida che aveva tenuto conto di questa possibilità vi aveva schierato i Focesi ,circa lelle uomini volontari e pratici del luogo , ma i persiani evitarono lo scontro accerchiando lo schieramento e passando oltre con il grosso dell’esercito. Quando i greci si trovarono colti di sorpresa fu il panico ; l’esercito fu sul punto di disperdersi in modo disordinato diventando così facile preda del nemico . allora Leonida con grande fermezza e coraggio prese la decisione di trattenere i persiani per permettere all’esercito di salvarsi e sacrificò se stesso con i mille uomini volontari tra i quali tutti i suoi trecento spartani . lo scontro fu tremendo ed i greci non arretrarono di un passo cadendo al loro posto uno ad uno sotto le spade persiane .- “Abbiamo vinto Lug – disse Leucos guardando il campo di battaglia- ed oggi abbiamo incontrato i guerrieri più temibili di questo popolo ,infatti anche morti e distesi al suolo,li vedi là ancora schierati e compatti “-

Nella ritirata generale i persiani entrarono vincitori nelle città e trovarono con sorpresa Atene completamente deserta; Serse vi stabilì il quartier generale riunendovi le forze terrestri e navali .- “per alcuni giorni possiamo riposare tranquilli in questa bellissima città tutta intatta con i suoi templi,le sus mura e le sua case”“Lug, i persiani ci hanno assegnato per accamparci questo tempio dicendoci : “…li troverete delle donne giganti adatte alla vostra statura .!.” – “- Sono queste statue di giovani donne che sostengono come colonne le architravi ; sono di bellezza straordinaria e ricordano giovani vite sacrificate dai fondatori della città. Anche noi etruschi come voi celti crediamo nella sopravvivenza della vita dopo la morte ,ma questo popolo crede nella sopravvivenza della giovinezza ,eterna come queste ragazze di pietra ,ed eterna come quei giovani che abbiamo visto affrontare sicuri la morte per la patria alle Termopoli .Perciò difficilmente questa gente sarà sottomessa ; costoro oltre alla patria terrena hanno una Patria immortale dentro il loro animo , potremo conquistare l a loro terra ma non la loro anima imprendibile. Gli abitanti di questa città a noi hanno lasciato solo le pietre di queste case vuote portando con sé sulle navi intatta la loro forza d’animo ed egualmente i guerrieri delle Termopili portavano nel loro cuore la voce della patria e combattevano lontano sulle montagne come se difendessero la porta di casa loro “ .

Così parlavano i due amici tra loro sotto l’Eretteo, (L’Eretteo tempio sull’acropoli di Atene ornato di statue di giovani donne “kore” segno di morte giovane ma gloriosa ) quando il loro sguardo fu attirato da una veloce fu attirato da una veloce imbarcazione che entrava al Pireo passando con agilità fra i grandi galeoni persiani .Riconobbero la trireme che l’ammiraglio fenicio aveva sottratto ai greci nella battaglia dell’Artemisio e la usava ora come ammiraglia perché molto veloce. Scese a terra un rappello con le insegne del comando e salì veloce alla presenza del Gran Re davanti alla spianata del tempio . – “Onore al Gran Re-disse il comandante fenicio- ti porto notizie da Tiro :Il tiranno di Siracusa Gelone vuole mandare la sua flotta contro di noi minacciando di distruggere il ponte sull’Ellesponto. Bisogna dare ordine a Cartagine per impedire l’arrivo dei siracusani “ “La fedetà della città di Tiro – rispose Serse- è ammirevole e dispongo che le truppe ed i guerrieri d’Occidente raggiungano al più presto Cartagine e portino la guerra in Sicilia , dato che laGrecia ormai è sottomessa “. ( Nota-Ma i Persiani saranno sconfitti dai Greci nella battaglia navale di Salamina) .

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