I Personaggi delle Valli - Demis Todeschini, dalla Borsa alla Franklin Templeton coi piedi (ben) piantati in Valle

Eleonora Busi 24/04/2021

"Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua". Così affermava Confucio, in una massima che calza a pennello su Demis Todeschini – 39 anni, residente a San Pellegrino Terme ma valdimagnino di nascita – che ha fatto della propria passione un gratificante lavoro.

Dopo una lunga esperienza lavorativa in Borsa Italiana, Demis approda in qualità di ETF sales specialist in Franklin Templeton, colosso americano fra i più importanti del globo nella gestione del risparmio. Un ruolo tanto importante può forse intimidire, ma non Demis che nel mondo della finanza ci navigava già da giovanissimo.

"Ho sempre avuto una passione sfrenata per i mercati finanziari – afferma Demis – Per me la borsa era prima di tutto una passione molto forte, che poi è diventata un lavoro. Con i colleghi e gli amici dell'Università ci ritrovavamo per fare simulazioni di portafogli d’investimento: è una realtà che mi ha sempre affascinato".

Dopo aver studiato Ragioneria a Cepino di Sant'Omobono Terme, suo paese d'origine, Demis ha frequentato la triennale in Economia ed Amministrazione delle Imprese e poi una specialistica in Management e Finanza all'Università degli Studi di Bergamo. "Durante l'ultimo anno di specialistica ho lavorato in banca – spiega il 39enne – Ma la sentivo stretta, come se non fosse su misura per me". E così, nel 2006, una settimana dopo la laurea, entra a far parte della Borsa Italiana dove resterà per tredici lunghi anni. La sua presenza nel settore è stata una chiave di svolta grazie alla quale ha potuto sdoganare qualsiasi preconcetto sull'Università bergamasca.

"Credo di essere stato il primo laureato da Bergamo: bergamaschi ce n'erano, chiaro, ma nessuno aveva frequentato un corso di studi all'Università degli Studi di Bergamo – confessa con soddisfazione Demis – Mi ricordo ancora che il mio capo dell'epoca fece un discorso interessante: non importa dove siano laureate, a me servono persone sveglie e con voglia di lavorare. Da allora la strada si è spianata per tutti quei giovani che, come me, avevano frequentato a Bergamo e non per forza presso un corso di studi blasonato. Per questo devo ringraziare Giovanna Zanotti, che insegna all'Università di Bergamo, mia mentore oltre che relatrice di tesi".

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Grazie al lavoro in Borsa Italiana, Demis ha avuto un ruolo di spicco nella costruzione del mercato ETF in Italia (Exchange Traded Fund - un fondo di investimento quotato in Borsa, giunto nel nostro Paese soltanto nel 2002): partito da poche decine di unità, dopo tredici anni di lavoro ha lasciato in eredità più di un migliaio di ETF quotati.

Un impiego complesso, insomma, dal carattere fortemente internazionale: "Ciò mi ha permesso di acquisire una prospettiva che va ben oltre i confini nazionali – racconta Demis – Facevo trasferte in tutta Europa, da Londra ad Amsterdam, Dublino e ancora Francoforte e Parigi". Le motivazioni per trasferirsi lontano da casa c'erano tutte, ma a prevalere in lui è stato il forte attaccamento al territorio, da sempre ben radicato nel suo animo, che lo ha spinto a oltre un decennio di trasferte giornaliere da Sant'Omobono prima e San Pellegrino poi, fino a Milano e viceversa. "Amavo e amo tuttora troppo le mie terre per cedere alla comodità di vivere a pochi passi dal lavoro – spiega – Ogni mattina partivo alle 6 da casa per arrivare in ufficio alle 8, in treno. Ma fare il pendolare non mi è mai pesato troppo: il mio lavoro mi ha sempre appassionato, è come se mi scorresse nel sangue. Ho la fortuna di fare qualcosa che amo e che mi appaga in tutti i sensi, perciò dal mio punto di vista non l'ho mai vissuto come un sacrificio".

I frutti ed i riconoscimenti di tanta dedizione non sono mancati. Nel 2015 Demis, grazie ad alcuni progetti particolarmente all'avanguardia ideati da lui stesso, ha ricevuto il premio come dipendente più innovativo di tutto il London Stock Exchange Group – il gruppo che univa la Borsa di Londra e quella Italiana – consegnato proprio nella capitale britannica. "È stata una grandissima soddisfazione e mi sono anche divertito, sinceramente" aggiunge Demis. Capita però che, a volte, anche le storie migliori si interrompano. E così nel 2019 Demis decide di lasciare la Borsa di Milano per entrare a far parte della Franklin Templeton, un'importante società statunitense nonché quinto gestore di risparmio al mondo. Immaginando un campo da gioco, la Borsa potrebbe essere considerata come l'arbitro che ne definisce le regole, mentre un fornitore di ETF può essere paragonata alla squadra che partecipa ad un campionato.

"Ho semplicemente deciso, metaforicamente parlando, di indossare la casacca di una squadra – spiega – Avevo voglia di provare qualcosa di nuovo, di ricevere nuovi stimoli e di confrontarmi con nuove sfide. Ora, nel ruolo di giocatore e non più di arbitro, rappresento una società ed i suoi prodotti. Ed il mio scopo, ovviamente, è quello di fare in modo che i clienti li apprezzino".

La perseveranza e la passione per il proprio mestiere Demis l'ha ereditata in famiglia, dal nonno boscaiolo e dal papà idraulico e lattoniere, che gli ha insegnato tutto l'amore che si cela dietro alla volontà di raggiungere i propri obiettivi. "Mio papà adesso non c'è più, ma è a lui che devo tutto ciò che sono – confessa il 39enne – Mi ha insegnato a dare sempre il meglio, a non fermarmi oppure adagiarmi sugli allori. Non mi ha mai fatto mancare nulla e come compenso io ho sempre dato il massimo negli studi e nella vita". La riconoscenza è il sentimento che trabocca da ogni parola mentre Demis snocciola i ricordi estivi di una vita fa, quando insieme al padre montava grondaie nei cantieri e in macchina, al ritorno di un'intensa giornata sotto al sole battente di agosto, si dedicava ai suoi amati libri.

"Sono esperienze dall'enorme valore educativo, in grado di sviluppare tantissime capacità – aggiunge – Mio papà mi ha dato tanto. Senza di lui non sarei la persona che sono ora". Un'altra passione trasmessagli dal padre trova casa nella politica: Demis è, infatti, vicesindaco di Sant'Omobono Terme, oltre che essere Consigliere Provinciale. "Papà è stato assessore e consigliere comunale per tantissimi anni e mi ha insegnato l'amore per la cosa pubblica – spiega – Sono entrato in Commissione Biblioteca fin da giovanissimo, ma la mia avventura politica è iniziata nel 2011 come membro dell'Amministrazione comunale del mio paese natale, Sant'Omobono Terme. Nel 2016, poi, sono entrato a far parte del Consiglio Provinciale".

Ora Demis, che vive a San Pellegrino Terme, lavora in smart working come tanti suoi colleghi, costretto dall'emergenza sanitaria in corso. "Se dovessi trovare un contro al mio lavoro, direi il fatto di essere costantemente sotto pressione – confessa Demis – I mercati sono sempre aperti, perciò non stacchi mai gli occhi dal computer. Fra schemi e prezzi, la testa non riposa mai davvero". Nonostante il lavoro pressante, Demis non rinuncia – quando può – alle sue passioni: le passeggiate, soprattutto quelle in montagna, la lettura, in particolare i gialli di John Grisham. Ma soprattutto c’è la famiglia, il tempo più prezioso e quello trascorso con la moglie Silvia con il quale è sposato dal 2016.

"Una volta, mentre lavoravo ancora per la Borsa Italiana, ho avuto la possibilità di giocare nella squadra di calcio aziendale – racconta – Nel 2007 durante il mio primo torneo ho calciato il pallone nello Stadio Santiago Barnabeu, la casa del Real Madrid: un onore non da poco. Nel 2009 abbiamo anche conquistato il torneo a Parigi. Sono appassionato di sport, ho anche fatto il portiere nel Valle Imagna. La mia vera passione sportiva, però, è la pallavolo: ho giocato fino alla serie C, poi ho dovuto lasciare a causa degli impegni lavorativi". Fra le prospettive future di Demis c'è, chiaramente, la volontà di proseguire a passo deciso e con orgoglio lungo l'appagante carriera lavorativa.

Ma nella sua storia si cela un messaggio più importante, che sa anche un po' di speranza nei confronti di tutti quei giovani che nella propria valle – Brembana o Imagna che sia – vedono un limite invece di un vantaggio. "L'impegno: è questa la chiave di ogni cosa. Puoi arrivare dal posto più sconosciuto del mondo, ma se c'è l'impegno, la forza di volontà allora i risultati arrivano, i frutti si raccolgono – conclude Demis – Io non ho mai abbandonato il territorio, nonostante ne avessi più di una volta avuta l'opportunità. La vera difficoltà, tante volte, è proprio quella di rimanere dove si è nati, perché non sempre coloro che scelgono di emigrare sono i più coraggiosi, ma anche chi resta lo è in egual modo. Naturalmente da parte del territorio deve esserci una risposta adeguata: perciò un tema che in futuro voglio sostenere seriamente è quello dello spopolamento e del potenziamento delle infrastrutture, come ad esempio la rete internet, per invogliare i nuovi giovani ad essere coraggiosi e restare nella propria terra natìa".

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