I Personaggi delle Valli - Poliedrico e adrenalinico: Juri Pianetti, lo speaker di tutti

Eleonora Busi 22/06/2019

È forse uno degli speaker più conosciuti in tutta la Valle Brembana con il suo immancabile “ciuffo”, ma Juri Pianetti non è solo questo: è soprattutto grinta, perseveranza e semplicità. Di lui forse conoscete la sua rubrica settimanale “Tavernetta News” in onda su Radio Alta insieme alla sua combriccola, oppure vi è capitato di incontrarlo ad un qualche evento o ancora sulle piste da sci e snowboard, in qualità di istruttore. Un vero trascinatore, “mi hanno detto che sono un catalizzatore” scherza lui, ma dai valori ben saldi e soprattutto la testa sulle spalle.

Da giovanissimo parte e diventa animatore turistico per i villaggi, dove ha imparato l'arte dell'intrattenimento, ma rimane sempre legato alla sua Valle Brembana, ai suoi paesaggi e tradizioni antiche e fatte di cose semplici. “Guardo con entusiasmo e anche un po' di rammarico le foto di quegli anni, perché ho visto colleghi e amici continuare l'esperienza mentre io so che, quando ho scelto di tornare a casa, era perché volevo rimanere qui e fare qualcosa di diverso”.

Juri inizia a costruirsi così, un poco per volta, il suo futuro in valle, prendendo in mano insieme ai suoi fratelli la gestione di quella che è ora “La Tavernetta”, a Branzi. “Amando la Valle Brembana, quando sono tornato qua dovevo inventarmi un lavoro – spiega Juri – Mi piace adattarmi alle situazioni ed il bar mi è sembrata la scelta migliore. Si è prospettata l'occasione a Branzi ed ora, dopo 16 anni, eccoci qua: io e mia sorella abbiamo creato questa società, a cui si è aggiunto poi mio fratello minore. Siamo tutti e tre molto uniti e legati”.

Ma Juri è un ragazzo a cui non piace stare fermo, “a volte vorrei che la giornata durasse 30 ore invece di 24” scherza lui, per questo motivo decide di seguire i corsi per diventare maestro di snowboard. “Sono riuscito con tanta fatica, sforzo e dedizione e ora sono 7 anni che insegno snowboard – racconta –La vera gioia, però, è insegnare ai bambini perché sono poi loro che ti insegnano di più”.

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La sua voglia di comunicare, di capirne i meccanismi con curiosità, lo spinge verso un'altra sua grande passione, ovvero lo speaker. Non è raro, infatti, imbattersi in Juri durante qualche evento in Valle Brembana, che sia una semplice tombolata in piazza o una corsa in montagna. “A me piace il contatto con la gente, fare da tramite fra il pubblico e chi gareggia” spiega il giovane. Una passione che vede i suoi albori da bambino, quando alla recita del CRE un “baby Juri” decise che la parte del giornalista avrebbe dovuto essere sua, a tutti i costi. “Quel giorno è stata la prima volta che ho preso in mano un microfono e da lì non ho mai smesso, a 38 anni – racconta – Credo però di essere rimasto, in fondo, il bambino che presentava il CRE a Piazza Brembana”.

Nonostante Juri abbia la stoffa da leader, basta scambiare qualche parola con lui per capire che a contraddistinguerlo sono una umiltà e una genuinità quasi difficili da trovare ai nostri giorni, in un mondo in cui i social sono tutto lui tira fuori dalla tasca un telefonino a tasti un po' vecchiotto, di quelli che quando c'è il sole bisogna coprire lo schermo con la mano, altrimenti non si legge nulla. Il motto che seguo fin da quando mi alzo al mattino, quando metto gli scarponi da snowboard, quando metto il piede sul palco, quando lavoro al bar, è 'fai il meglio che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei'” racconta Juri.

L'amore per la semplicità e le cose di ogni giorno si esprime appieno anche nel suo libro, “Date da bere alle castagne”: un viaggio nella sua vita, più che un libro è un album di fotografie da sfogliare pagina dopo pagina per immergersi nella complessità dei ricordi, mantenendo però una naturalezza e quotidianità – proprio come è la sua persona. “Il libro è il prodotto di alcuni sfoghi in alcuni momenti della mia vita – spiega – Avevo tanti piccoli scritti che ho poi deciso di raccogliere con un unico filo conduttore, ovvero l'amore per le cose semplici di una volta”.

Anche il titolo ha una bella storia da raccontare: “Una delle cose che mi piace fare di più è andare per castagne – spiega – Al bar, da qualche anno, in autunno le offriamo a tutti. Il primo anno era il 2004, le stavo togliendo dal fuoco quando un signore di Foppolo si avvicina e mi chiede 'non le bagni con il vino rosso'? Ho iniziato a capire che le nostre vite sono fatte di gesti non per forza necessari, ma che quando li fai tutto prende inaspettatamente un sapore più buono, più vero, diverso. Il senso del titolo è questo: buttateci sopra il vino rosso, date sapore alla vita con le piccole cose”.

E i progetti futuri? “Per ora sto scrivendo un secondo libro, anche se il tempo mi manca – conclude Juri – Vorrei continuare a cogliere le occasioni che mi vengono date, perché le considero davvero preziose. Il supporto della mia famiglia in questi anni è stato fondamentale, sono contento di quello che sono e ho raccolto nella vita e questo lo devo tutto alla ricchezza che la mia famiglia mi ha saputo trasmettere, in termini di educazione, amore e attenzione. Voglio difendere questi valori, perché nella semplicità c'è la vera ricchezza che oggi si sta perdendo”.

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(Photo by RunnersBergamo)







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