Francesco, da Corna a New York per amore di Luca ”ma la Valle mi manca”

Questa è la storia di Francesco Locatelli, 34 anni originario di Brancilione di Corna Imagna, che ormai da 8 anni vive nella ''Grande Mela''
28 Maggio 2020

Dalle tranquille montagne di Corna Imagna al traffico caotico delle vie di New York. Questa è la storia di Francesco Locatelli, 34 anni e valdimagnino di nascita, che ormai da 8 anni vive nella “Grande Mela”. Di professione, Francesco fa l’istruttore di fitness e si occupa di classi di ogni tipo, dalla zumba all’aerobica. Galeotta, per lui, fu l’offerta di lavoro di quello che allora era il suo compagno Luca, ora diventato suo marito: insieme hanno così deciso di preparare i bagagli e partire, in mano un biglietto di sola andata direzione USA.

La prima volta che sono andato in America avevo 18 anni, ero venuto a trovare mia sorella che si trovava lì per un dottorato all’Università di Minneapolis – racconta Francesco – Ero rimasto così colpito, tanto da promettere a me stesso, la sera prima di tornare a casa, che un giorno ci sarei tornato. E, dopo sette anni, eccomi qui”. Dopo un inizio complesso fatto di questioni burocratiche e di attese (in America, infatti, immigrare non è per nulla semplice) nel 2014 ha potuto finalmente dire il suo fatidico “sì” a Luca.

Ci siamo sposati il 21 settembre 2014, ma di fatto stiamo insieme da 10 anni – spiega il giovane – Inizialmente Luca sarebbe dovuto restare soltanto un anno qui, ma quando la vita ti apre una porta non sai mai quale sarà il suo percorso. Ed eccoci ancora qua, dopo 8 anni. Abbiamo celebrato il nostro matrimonio a Central Park, una cerimonia molto intima con amici, colleghi, le mie due sorelle e la mia migliore amica, arrivate dall’Italia per me. Un anno dopo ci ho riportato i miei genitori, che non avevano potuto essere presenti: in questo modo hanno potuto condividere lo stesso la mia gioia”.

246 FrancescoLuca - La Voce delle Valli
(Francesco e Luca il giorno del loro matrimonio)

Francesco si è integrato perfettamente nel tran-tran quotidiano di New York: “L’italiano qui fa cool, fa fashion – spiega il 34enne – Non solo culturalmente parlando, ma anche per quanto riguarda i nostri prodotti: la Sanpellegrino ad esempio, un marchio a noi geograficamente molto vicino, qui è sinonimo di raffinatezza”. Oltre ad essere istruttore di fitness, il giovane valdimagnino infatti impartisce anche lezioni di italiano alle “ladies”, ovvero le signore di città. “Mi piace insegnare e mi piace poter comunicare nella mia lingua – aggiunge – Quando, durante le lezioni di fitness, ho qualche cliente italiano gli parlo perché è bello poter condividere battute e modi di dire che un americano non saprebbe cogliere”.

Per quanto riguarda invece la situazione Covid, che ha pesantemente colpito gli USA, Francesco e Luca hanno deciso di spostarsi fuori dalla città e di restare per qualche mese in campagna. “Ci siamo mossi prima che la situazione peggiorasse, agli inizi di marzo – racconta Francesco – Qui siamo in isolamento perfetto, a poche ore di macchina dal centro: è come essere in Valle Imagna, ma poco distante dalla caotica città americana. Credo che questa soluzione ci abbia letteralmente salvati da tutto quello che è accaduto dopo”.

E proprio la Valle Imagna è un pensiero che ormai da tempo sta ritrovando il proprio spazio fra i pensieri del giovane. “Ora come ora, sì, io vorrei tornare in Valle Imagna – confessa – Più stai lontano e più l’Italia ti manca, è inevitabile, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Io ora sono qui, perché otto anni fa questa era la scelta giusta in quel particolare periodo, ma la vita ti porta a cambiare e insieme a te cambiano i posti e i luoghi dove vorresti stare oppure ritornare. Anche se il mio sogno prima di tornare in Italia – aggiunge, ridendo – è concedermi una piccola parentesi alle Hawaii”.

Francesco è infatti originario di Brancilione, una piccola frazione di Corna Imagna, dove ci ha lasciato il cuore. “Ho tantissimi ricordi del mio paese – ricorda con nostalgia – La Chiesa di Sant’Antonio, la tombolata, oppure quando si camminava fino alla Chiesa di Locatello. Queste sono le cose con cui sono cresciuto: il mio cuore è ancora lì e, ultimamente, ci penso spesso. Lì ci sono i miei genitori, che ora vivono a Sant’Omobono, le mie sorelle e i miei quattro nipoti. Man mano passa il tempo, muta anche la tua prospettiva della vita e così nasce la nostalgia e la voglia di tornare in Italia, alle origini”.

Eppure, ormai anche New York è “casa”. “Una cosa che mi mancherà sarà la varietà di lingue, culture, cibo e tradizioni che si respira in ogni quartiere della città, dove chi è immigrato ha cercato di rendere New York come una grande famiglia – racconta Francesco – Non c’è posto al mondo come questo: è facile immergersi in realtà completamente differenti dalla propria, fatte di radici, cultura e tradizioni. E questo è impagabile, è la vera bellezza e forza di New York. Per questo motivo io affermo sempre che questa città non fa parte dell’America, ma vive di vita propria”.

Sono un’”anima in pena”, come si direbbe da noi: mi piace fare e disfare, non riesco a stare fermo – conclude il giovane – Mi sento come se fossi fra l’Italia e l’America: ora mi manca il mio paese, ma so che quando vi tornerò anche New York mi mancherà. Una cosa certa è che io sono orgoglioso di essere un italiano che vive negli USA e mi rendo conto che sono davvero fortunato ad avere la possibilità di vivere questo sogno”.

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