Valle Brembana in bianco e nero - Leonardo, il primo a creare una mappa delle valli bergamasche

Emilio Moreschi 27/11/2020

Leonardo da Vinci fu il primo a rappresentare cartograficamente le valli bergamasche. Infatti nei disegni contenuti nelle carte leonardesche della Raccolta Reale di Windsor, ai fogli 12673 e 12674r vi sono quattro schizzi che rappresentano: la Valle Brembana e la Valle Imagna; la Val Seriana; la Valle Camonica e il lago d’Iseo; i dintorni di Bergamo.

I fogli non sono datati e perciò impossibile conoscere quando essi venero schizzati; misurano cm 26,5x39,5 e sono scritti a inchiostro.
Possiamo tentare con un metodo induttivo di avvicinarci al momento in cui vennero tracciati i disegni, sulla base delle seguenti indicazioni: Leonardo durante il suo soggiorno milanese, e cioè dal 1482 al 1513, fu per lunghi periodi ospite della famiglia del suo allievo Francesco Melzi a Vaprio.

In questo periodo visitò i dintorni e, attirato dalla sua passione per i fossili e i minerali, probabilmente risalì le nostre vallate. Documentata una sua visita all’Albenza. In seguito ha tracciato schizzi di tali viaggi fra le nostre montagne, disegnati per il proprio piacere di studio o su richiesta del Re di Francia per scopi militari. Il periodo più probabile al quale attribuire i disegni è il 1509, nel corso della spedizione del Re di Francia contro Venezia. Leonardo era in quel tempo al servizio del Re di Francia e lo accompagnò nelle campagne di guerra. Comunque, possiamo dire che questi disegni sono ricordi lasciatici da Leonardo delle sue peregrinazioni nelle nostre valli e perciò una preziosa testimonianza della sua presenza fra noi.

Leonardo ha disegnato le carte con il suo sistema di scrittura che le rendeva incomprensibili a chi non sapeva come leggerle: poiché scriveva da destra a sinistra, per leggere è necessario mettere il disegno capovolto davanti ad uno specchio. Questo sistema di scrittura nasceva probabilmente dalla volontà di Leonardo di mantenere il segreto su quanto stava studiando.

Inoltre i disegni presentano alcune caratteristiche e cioè: alcuni nomi sono indicati in dialetto, così come erano pronunciati dalla gente e cosi come li poteva avere raccolti egli stesso. Le distanze sono probabilmente quelle malsicure dategli da informazioni locali. Se esaminiamo lo schizzo riguardante la Valle Brembana, la carta indica Bergamo come punto di partenza, con due circoli ad indicare la Città Alta e la Città Bassa. Prende poi la direzione di Ponte San Pietro perché, crollato nel 1493 il ponte romano cosiddetto della Regina, di Almenno, non vi erano altri ponti per attraversare il Brembo vicino a Bergamo.

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A Ponte San Pietro (o al Ponte di Briolo) la strada attraversa il Brembo e risale verso la Valle Imagna, mentre sulla sponda sinistra del fiume la strada passa verso la Valle Brembana. Verso la Valle Imagna, dopo 4 miglia è indicato Almenno (Almen), dopo oltre 4 miglia
Strozza, dopo 1 Imagna (Magna), dopo 1 Capizzone e dopo oltre 3 miglia un paese indicato con Averara e che non sono riuscito a identificare.

La strada di Valle Brembana parte da Ponte San Pietro e dopo 2 miglia è indicato Valbr(Valbrembo), dopo 2+2 miglia Villa d’Almè, dopo 3 Sedrina e dopo 4 Zogno, dopo 2 San Pellegrino, dopo 1 Tre Fontane, dopo 2 Cornello e dopo 4 La Piazza. A Sedrina indica i ponti con un trattino sul fiume. Nella successione dei paesi vi sono due errori: Tre Fontane è subito dopo Zogno e non dopo San Pellegrino. Fra San Pellegrino e Cornello manca San Giovanni.

Ma Leonardo si è accorto del secondo errore e infatti a lato della carta ha disegnato uno schizzo particolareggiato di questa parte, indicando al posto giusto San Giovanni.  Dopo la Piazza (Piazza Brembana) indica una deviazione e cioè a 1 miglio il paese di Cultura; la strada principale porta in tre miglia a Bordogna e in altre tre miglia a Carona. Da qui è indicata una strada con la seguente dicitura. “Val Madre passo Valtolina” attraverso Foppolo e il Passo di Dordona. L’altra sale ai Pagliari e da lì attraverso il Passo di Venina e Ambria in Valtellina. Da Zogno vi è poi indicata una valle, la Valle Serina che però è detta Parina fl (fiume Parina); e indica che in 2 miglia si va a Selvino e con altre 2 a Serina. Il che è sbagliato,  è pensabile perciò che Leonardo abbia riportato questi dati in base a notizie raccolte.

Fra una località e l’altra Leonardo ha tracciato dei numeri che indicano le distanze esistenti. Al tempo di Leonardo le distanze si indicavano in miglia. Però il miglio non aveva lunghezza uguale dappertutto e così abbiamo le miglia milanesi pari a m 1785 o le miglia fiorentine pari a m 1654 o il miglio bergamasco che all’epoca era di m 1328. Il secondo schizzo riguarda la Valle Seriana, da Bergamo ad Ardesio, con due direzioni, una verso Gandino e l’altra, attraverso la Valle del Riso, fino a Dossena.

Questa la via dei minerali che venne sfruttata fin dall’antichità e perciò ha attirato l’attenzione di Leonardo. Egli indica due strade che risalgono la Valle Seriana: una sulla sinistra del Serio nella seguente sequenza: Bergamo - Seriate Villa di Serio - Scanzo - Pradalunga - Vallalta - Casnigo - Peia Leffe - Gandino; e una a destra: Bergamo - Alzano - Nembro Albino - Socto - Gazzaniga - Vertova - Ponte Nozza - Gorno Oneta - Oltre il Colle - Valpiana -Dossena.

Come nello schizzo della Valle Brembana, gli abitati sono indicati da piccoli cerchietti. Sulla riva destra, fra Albino e Gazzaniga, Leonardo pone un paese con nome “Socto” (Sotto) che non si capisce a quale località si riferisca. Fra Alzano e Ardesio corre la strada maggiore per la Val Seriana.

Articolo estratto da "Quaderni Brembani n.18" e scritto da Emilio Moreschi.

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