Il cronometro si ferma a 11,54 secondi sui 100 metri e la pista di Savona diventa il palcoscenico di una favola sportiva che ha dell’incredibile: il 20 maggio scorso Francesco Cortinovis si è ritrovato sui blocchi di partenza fianco a fianco dei giganti dell'atletica olimpica, firmando un debutto stellare tra i grandi della velocità mondiale.
È questa l'ultima, straordinaria impresa del quindicenne di Strozza, classe 2010 e studente al secondo anno del liceo scientifico-sportivo Turoldo di Zogno, che sta letteralmente stravolgendo le gerarchie della velocità e del salto in lungo. Portacolori della Real Eyes Sport nella categoria T13 ipovedenti, ma ormai abituato a dare del filo da torcere anche ai corridori normodotati, il talento della Valle Imagna ha alle spalle un passato agonistico nello sci e nel nuoto, ma è sulla terra rossa che ha trovato la sua vera dimensione.
Un cammino trionfale che lo ha visto splendere di recente anche al WPA Grand Prix di Rabat, in Marocco, dove al debutto in maglia azzurra ha strappato un argento mondiale nei 100 metri con il tempo di 11.45, polverizzando il precedente primato di Genova. L'ascesa di questo giovane fenomeno era esplosa già nel 2025 con i titoli italiani indoor nei 60 metri e nel lungo, grazie a balzi incredibili da 5,77 e 6,06 metri all'aperto, oltre a un bronzo di prestigio al meeting di Brescia.
Il 2026 è iniziato sulla stessa falsariga, tra il record di 5,95 metri stampato a Saronno e l'oro nei 60 metri ad Ancona in 7,41 secondi, una vittoria speciale dedicata alla memoria del piccolo Cesare. Dietro questi traguardi c'è una routine ferrea, divisa tra quattro sessioni in pista e due in palestra, sotto la guida attenta dei tecnici Mario Pirola, Mattia Minelli e Cristina Martinelli, e con il costante supporto del presidente societario Daniele Cassioli.
Con gli occhi già puntati verso il sogno delle Paralimpiadi di Los Angeles 2028, il fulmine di Strozza non si nasconde e racconta così le sue emozioni per i traguardi raggiunti: "Correre mi fa sentire libero di mostrare chi sono davvero, senza filtri o barriere, e l'emozione di indossare la divisa della nazionale mi ha trasmesso una carica pazzesca. In casa sono tutti felicissimi perché vedono i frutti dei miei sacrifici quotidiani, e persino i miei allenatori sono rimasti stupiti da una crescita così rapida; adesso spero solo che questa passione possa trasformarsi nel mio futuro lavoro, perché l'atletica è la mia cura migliore per stare bene con me stesso e con gli altri".






