Da Milano-Cortina 2026 a Sarajevo 1984: 42 anni dopo, l'oro di Paola Magoni è ancora leggenda

In pieno clima olimpico, facciamo un salto indietro per raccontare la storia del primo oro olimpico dello sci alpino femminile italiano.
18 Febbraio 2026

L’appuntamento sportivo internazionale più importante dell’anno è ormai ai titoli di coda e, in questa edizione, gli atleti azzurri hanno giocato in casa. Tra le piste di Bormio e Cortina e i palazzetti milanesi si sono svolti i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

Ma facciamo un salto indietro nel passato, esattamente nel 1984. Siamo alle Olimpiadi di Sarajevo, quando una giovane atleta italiana di Selvino Paola "Paoletta" Magoni, allora diciannovenne e al debutto assoluto nella rassegna olimpica, al termine della prima manche dello slalom speciale, si trovava al quarto posto a pari merito con la francese Perrine Pelen, risultato incredibile per un’atleta così giovane.

La vera impresa però accadde poche ore dopo: con una prestazione superlativa, Paola riuscì a mettersi al comando con il miglior tempo della seconda frazione e vinse con 91 centesimi di vantaggio una medaglia d’oro che è rimasta nel cuore di tutti gli appassionati dello sci alpino. Fu il primo oro olimpico dello sci alpino femminile italiano.

“Ho cominciato ad andare a sciare insieme ai miei fratelli - ricorda Magoni - quando avevo 6 anni e avevo notato di avere delle buone potenzialità. Così, circa un anno dopo, ho cominciato a fare qualche gara. Il mio percorso poi è continuato fino ad arrivare alla Coppa del Mondo. Nelle prime gare in un circuito così importante avevo un po’ di timore delle mie avversarie, ma con il tempo ho imparato ad abituarmi”.

E dopo qualche gara è arrivata la convocazione alle Olimpiadi. “Ero in un buon periodo di forma, i risultati arrivavano e sapevo di potermela giocare. Dopo la prima manche ero determinata, perché alle Olimpiadi un quarto posto non è importante se si vuole essere ricordati, così ho cercato di rimanere concentrata e di andare al massimo delle mie capacità e sono riuscita a vincere. Trionfare ai Giochi Olimpici è un’emozione incredibile, mi ha dato grande soddisfazione ed è stato sicuramente indimenticabile". Ma la giovanissima Magoni di chi aveva il poster in cameretta? “Sinceramente non ho mai avuto dei veri e propri idoli, ma ammiravo molto Annemarie Moser-Pröll, perché è stata una grande atleta e ha vinto tantissimo nel mio sport”.

paola magoni medaglia - La Voce delle Valli
La storica vittoria di Magoni a Sarajevo 1984

E ora chi segue con attenzione? “Seguo la Coppa del Mondo di sci alpino anche tutt’ora e sono molto stupita dei risultati della ormai quarantunenne Lindsey Vonn, perché non è facile vincere gare a quell’età, è davvero una grande campionessa! – le auguriamo pronta guarigione - Ammiro anche Henrik Kristoffersen, perché il norvegese non si è mai arreso, pur essendo nato in un’era con grandi campioni e dominatori di questo sport come Marcel Hirscher e Marco Odermatt e avendo subito tante sconfitte non si è mai arreso e anche recentemente, trionfando nello slalom di Schladming – uno dei più iconici e impegnativi in tutto il calendario – ha dimostrato quanto vale, smentendo tutte le critiche”.

La vita di Paola, anche dopo le gare, è sempre stata dedicata allo sci: “Adesso lavoro come maestra di sci alla B-School del comprensorio sciistico di Valtorta-Piani di Bobbio e aiuto mio fratello Livio con la sua squadra: il Magoni International Ski Team, che allena giovani atleti dei più alti circuiti internazionali, ma da quest’anno anche ragazzi sotto i 14 anni. Io mi occupo soprattutto dell’organizzazione, ma sono un tuttofare, mi piace vedere dei ragazzi che si approcciano e competono in questo sport”. Paola incarna l’essenza dello sci italiano, dai pendii di Selvino, con impegno e perseveranza, è riuscita a vivere un sogno comune a tutti gli atleti che cominciano a gareggiare nello sci alpino.

team magoni - La Voce delle Valli
Il Magoni International Ski Team

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