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Elezioni politiche 2022, un ripasso prima del voto: ecco come funziona il sistema elettorale

Il nostro baby reporter Gabriele Grataroli, con la nuova puntata della sua rubrica, ci aiuta a fare un bel ripasso sul sistema elettorale italiano.
21 Settembre 2022

Il nostro baby reporter Gabriele Grataroli, con la nuova puntata della sua rubrica, ci aiuta a fare un bel ripasso sul sistema elettorale italiano.

Media, giornali, telegiornali, talk show, insomma, tutti parlano delle prossime elezioni politiche. Io questa volta vorrei provare a spiegare ai giovani come me e a tutti voi, il funzionamento del voto e il significato del lessico che i media usano in questo periodo. Mi sono documentato perché anch'io faticavo a comprendere!

Nel settembre 2020, al referendum per il taglio dei parlamentari ha vinto il sì, ma che cosa è cambiato? Semplicemente, ci saranno meno persone a rappresentare le scelte politiche degli italiani nei due organi che formano il Parlamento: alla Camera dei Deputati da 630 a 400 membri e al Senato da 315 a 200.

Ma come verrà deciso chi diventerà onorevole, visto che i posti a disposizione sono inferiori? Come in ogni democrazia, in Italia vige una legge elettorale, che decide le regole per trasformare i voti degli elettori in seggi da attribuire ai partiti politici in Parlamento. Per questa tornata elettorale è in vigore la legge che i giornalisti chiamano con il latinismo Rosatellum, che combina il sistema maggioritario con quello proporzionale.

Ma cosa vuol dire? L’Italia è suddivisa in collegi elettorali, cioè porzioni di territorio in cui vivono più o meno lo stesso numero di elettori che vedranno scritti sulla loro scheda i nomi degli stessi candidati. Un collegio è uninominale quando elegge un solo deputato o un solo senatore tra quelli proposti sulla scheda con il sistema maggioritario, cioè vince e ottiene il seggio colui o colei che si aggiudica il maggior numero di voti. Il candidato uninominale può essere sostenuto da un solo partito o da più partiti che insieme si alleano e formano una coalizione.

Un collegio invece è plurinominale quando elegge più deputati e senatori che spettano in maniera proporzionale ai diversi partiti politici e ai loro candidati nella misura dei voti ricevuti. Quando si vota un partito non si possono esprimere preferenze, i candidati sono già stati decisi (listino bloccato) e si trovano scritti sulla scheda accanto al simbolo, non è detto che tutti vengano eletti, dipende da quanti seggi spettano al partito in proporzione. Diciamo che finite le votazioni ci saranno molti calcoli da fare!

Ma tutti i partiti politici che si presentano andranno in Parlamento? No, perché il Rosatellum prevede una soglia di sbarramento, cioè non si ottengono seggi con meno del 3% dei voti per il partito singolo, mentre una coalizione necessita almeno del 10%.

Per decidere chi votare un elettore potrebbe innanzi tutto leggere i programmi elettorali di ciascun partito politico e scoprire come vorranno agire in diversi ambiti (sanità, scuola, pensioni, tasse, servizi…) se vinceranno le elezioni e verranno scelti dal Presidente della Repubblica per formare il prossimo governo. Ogni partito illustra le sue proposte con la sua campagna elettorale fino a 24 ore prima l’apertura dei seggi, quando entra in vigore il silenzio elettorale.

Ora concludiamo con domande più semplici.

Quando si vota?
Domenica 25 settembre 2022 dalle 7 alle 23.

Chi vota?
Tutti le cittadine e i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni. Riceveranno due schede elettorali: una per la Camera dei deputati e una per il Senato della Repubblica. Per la prima volta i diciottenni potranno votare anche al Senato, prima bisognava aspettare i 25 anni.

Dove si vota?
Nella sezione elettorale del proprio Comune di residenza.

Mi auguro che la lettura dell’articolo sia stata utile a giovani, meno giovani e a chi, come me, tra soli cinque anni possederà la propria tessera elettorale e sarà chiamato a contribuire attivamente al buon funzionamento della nostra democrazia. Buon voto a tutti!

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