Nuovo numero della rubrica dedicata alla salute a cura della Farmacia Visini di Almè. In questa nuova puntata il dott. Michele Visini darà qualche consiglio su come affrontare al meglio l’estate e il caldo con integratori e creme solari.
Nell’immaginario collettivo l’arrivo dell’estate è sinonimo di caldo e sole: tutti noi auspichiamo di fatto un’estate soleggiata senza nubi, senza pioggia (anche se poi quando l’acqua scarseggia ci sono problemi molto seri da dover affrontare….), con un cielo azzurro e terso e la piacevole sensazione di caldo, soprattutto, ovviamente, se si può andare in vacanza, magari in montagna, al mare o al lago, comunque in posti dove si possa godere di un clima mite e fresco, fare il bagno, refrigerarsi e concedersi abbigliamenti molto leggeri. Il caldo estivo non è tuttavia solo ed esclusivamente una piacevole condizione per tutti: per chi deve lavorare, magari fuori sotto il sole, per chi deve passare molto tempo in auto durante le ore calde del giorno, per chi soffre di problemi circolatori, o per le persone anziane il caldo estivo è tutto tranne che una cosa piacevole e da auspicare. In estate, con il caldo, ci sono due cose importanti cui porre attenzione: una adeguata integrazione di Sali e nutrienti e una opportuna ed adeguata protezione della pelle esposta ai raggi solari.
In estate, per cominciare, aumenta il numero delle persone che si dedica a fare attività fisica con una frequenza e una intensità inedita rispetto al resto dell’anno. E’ assolutamente chiaro che lo svolgimento di regolare attività fisica è molto importante, sia per il mantenimento del corretto peso corporeo, sia per il benessere dell’organismo sia per la riduzione del rischio cardiovascolare: tuttavia, dedicarsi alle attività sportive a un livello molto superiore alle consuetudini con l’arrivo della parte più calda dell’anno può creare qualche problema: il poco allenamento, gli sforzi fisici superiori alle abitudini generano performance forzatamente inferiori alle aspettative che erroneamente ci poniamo; tutti questi elementi suggeriscono di cercare un aiuto esterno per alleviare la fatica, migliorare tali performance e ridurre i tempi di recupero. Ma ricorrere a questa integrazione è davvero indispensabile? Risponderei subito per poi approfondire. Utile…sempre; necessario….dipende; superfluo….mai!
INTEGRAZIONE SPORTIVA
Quando si parla di integratori sportivi ci si riferisce ad un ampio novero di preparati contenenti diverse sostanze: Sali minerali, aminoacidi ramificati ed essenziali, substrati energetici, zuccheri complessi a lento o rapido rilascio, stimolanti. E’ da tempo noto l’uso improprio e l’abuso di alcune sostanze (per esempio, il caso di fine anni novanta in ambito calcistico per un presunto sovraddosaggio ed abuso di Creatina) in ambito sportivo così come il ricorso al “doping”, ovvero ad aiuti non leciti e non consentiti, oltre che, ovviamente, molto pericolosi per la salute: in questa sede non ci occuperemo di questo argomento, per evitare il rischio di addentrarci in un ambito troppo vasto, che comprende anche la preservazione della salute nonché l’etica sportiva, ma che porterebbe inevitabilmente lontano dal punto saliente riassunto nel titolo.
A seconda del grado di impegno fisico richiesto, della frequenza degli allenamenti e del tipo di attività svolta (più o meno esplosiva, più o meno aerobica), diversi sono gli approcci che è meglio seguire; alcune aziende hanno scelto di commercializzare integratori più completi ma anche più generici, altre hanno scelto di differenziare creando linee più ampie con prodotti più specifici a composizione selezionata. In linea generale, si potrebbe dire che l’integrazione dovrebbe essere più specifica proporzionalmente alla frequenza e intensità degli allenamenti: il target di prodotti a composizione più completa e generica potrebbero essere gli sportivi occasionali con impegno fisico medio-basso, mentre coloro che svolgono attività fisica più frequente con un impegno muscolare ed energetico più elevato dovrebbero rivolgersi ad una integrazione più attenta e specifica. Obiettivo è migliorare la performance, ridurre l’affaticamento aumentando la resistenza e rendere più rapido e meno faticoso il recupero; ci possono inoltre essere elementi utili al corretto svolgimento delle normali attività dell’organismo per un benessere generale.
Una linea più ampia e completa può infatti comprendere anche vitamine e minerali, così come il Magnesio, implicato non solo nella contrattilità muscolare ma anche nel corretto funzionamento del sistema nervoso. Questa integrazione generica è prevista quotidianamente indipendentemente dagli allenamenti o dall’attività fisica. Vediamo ora nel dettaglio alcuni esempi di integratori specifici:
- Aminoacidi ramificati (i “mattoni” che costituiscono l’apparato muscolare, essenziali per sviluppare e mantenere il muscolo ed evitare che sforzi fisici intensi e/o prolungati possano generare processi ossidativi a scapito della massa magra del corpo; si assumono sia prima – soprattutto Isoleucina, Leucina e Valina- per predisporsi all’anabolismo proteico , cioè alla strutturazione muscolare, sia dopo –soprattutto Glutammina e Alanina- per ridurre l’accumulo di Acido Lattico ed accelerare il recupero)
- Zuccheri a diversa velocità di assimilazione (tutti i processi metabolici richiedono combustibile da “bruciare” durante lo sforzo muscolare; a seconda della durata si richiedono diversi gradi e velocità di assimilazione: se l’impegno fisico è prolungato, è essenziale poter avere rifornimenti resi disponibili in modo graduale, o ri-alimentandosi, oppure, se questo non è possibile, come nel caso per esempio del nuoto, consumando progressivamente riserve di zuccheri assimilate precedentemente)
- Creatina e Carnitina (essenziali per contribuire al processo di produzione delle molecole che costituiscono la benzina per l’apparato muscolare)
- Sali minerali, soprattutto Magnesio e Potassio, fondamentali soprattutto durante la stagione calda o in caso di attività che comportino una ampia sudorazione, indipendentemente dal fatto che sia di tipo lavorativo o sportivo: infatti col sudore non si perdono solo liquidi ma anche Sali minerali, con aumento del rischio, noto a tutti, di crampi muscolari; Magnesio e Potassio svolgono infatti un’azione essenziale nel rilasciamento della contrazione del muscolo scheletrico. La perdita massiva di liquidi e Sali può determinare inoltre un abbassamento della pressione arteriosa.
- Ferro e Vitamina B12 (implicati nell’aumento dell’ossigenazione del sangue; se infatti il sangue stesso veicola una quantità maggiore di ossigeno, non si richiede un aumento della pressione sanguigna e della frequenza con cui il cuore si contrae per pompare, e quindi rifornire i tessuti periferici; questo determina una migliore resistenza, soprattutto in attività di tipo aerobico)
- Ginseng e Guaranà (esempi di stimolanti/adattogeni, sostanze in grado di agire più specificamente a livello mentale: è evidente che ogni attività di qualsivoglia genere richieda sia energia per svolgerla, sia spinta mentale per affrontarla e per resistere quando sforzo e fatica diventano significativi)
Sia che si decida per un unico prodotto, sia che ci si affidi a un approccio multiplo, è importante saper scegliere la corretta integrazione e comprendere il senso di ciò che si sta scegliendo di assumere. Integrazione sportiva: utile per tutti, mai superflua se ciascuno è in grado di operare la scelta più adatta alle proprie esigenze.
INTEGRAZIONE SALINA
Le persone anziane sono da sempre indicate come la categoria più a rischio: camminare sotto il sole nelle ore calde della giornata è assolutamente sconsigliabile, per cui di fatto la cosa migliore da fare è rimanere in casa limitandosi ad uscire solo al mattino presto o dopo le 18, quando l’incidenza dei raggi solari è minore; sempre opportuno indossare un cappello per proteggere la testa, non tanto al fine di evitare le scottature, quanto principalmente per evitare pericolosi colpi di calore, che si traducono in gravi squilibri sia a livello di idratazione che di elettroliti (acqua e Sali, quindi nutrimento dell’encefalo).
Purtroppo le persone anziane non sono sempre in grado di comprendere la pericolosità delle conseguenze di incaute passeggiate sotto il sole! E’ assolutamente fondamentale fare in modo che questo messaggio arrivi in modo chiaro ed inequivocabile: le conseguenze di un colpo di calore possono davvero essere varie e pericolose! Comunemente il primo pensiero va alla pressione arteriosa: il caldo, soprattutto se improvviso e violento, può generare uno squilibrio marcato tale da causare svenimenti e cadute potenzialmente molto rovinose; va aggiunto che molto spesso le persone anziane hanno cronicamente problemi pressori e sono in terapia farmacologica, per cui un violento abbassamento della pressione causato dall’effetto vasodilatatorio del caldo amplifica gli effetti dei farmaci. Nel periodo estivo è importante controllare costantemente la pressione per modulare la terapia in essere e valutare con il medico di base l’opportunità di integrare i Sali minerali persi con la sudorazione.
A livello cerebrale abbiamo già accennato al rischio di squilibrio elettrolitico, cioè di nutrimento essenziale: l’encefalo va sempre nutrito ed idratato. Un colpo di calore genera un’improvvisa disidratazione e conseguente denutrimento, estremamente dannoso soprattutto in condizioni di moderato o avanzato invecchiamento della corteccia cerebrale, condizione fisiologica ed inesorabile con l’andare degli anni.
Oltre alle persone anziane, un’altra categoria a rischio sono ovviamente i bambini, soprattutto i più piccoli; le accortezze relativamente all’esposizione nelle ore calde della giornata devono essere le stesse di cui si è parlato prima. L’uso di un copricapo è importantissimo e deve diventare un’abitudine per i bambini stessi. La loro pelle è inoltre molto delicata e va protetta con estrema cura, principalmente in tenera età, avendo però cura di evitare di esporre i bambini al sole nella fascia dalla metà del mattino fino a metà pomeriggio.
Fin qui le categorie a maggior rischio: tuttavia non si può ignorare quanto pesante possa essere lavorare sotto il caldo e il sole o anche solo passare molte ore in macchina. La sudorazione aumenta, la perdita di liquidi e di Sali minerali può essere molto marcata generando disagi, stanchezza e svenimenti. Inoltre va ricordato che la condizione cronica di ipertensione arteriosa non è affatto una prerogativa della terza età; anzi, si sta assistendo ad un progressivo e costante abbassamento dell’età di insorgenza dei primi disturbi pressori che inducono a dover iniziare una terapia farmacologica: con il caldo estivo, monitorare ed eventualmente correggere la terapia in corso è quindi opportuno per tutte le persone interessate indipendentemente dall’età.
Per ridurre la portata delle conseguenze del caldo, la prima cosa da fare è dunque evitare esposizioni inopportune….un consiglio che può sembrare banale ma che tale non appare quando quotidianamente ci troviamo in farmacia a fronteggiare richieste di rimedi per incaute esposizioni! Nella stagione estiva è assolutamente fondamentale reidratarsi abbondantemente e reintegrare i Sali minerali, soprattutto di Magnesio e Potassio, persi con la trasudazione cutanea e fondamentali per la corretta funzionalità dell’apparato muscolo scheletrico.
TEMPO D’ESTATE….VOGLIA DI ABBRONZATURA PER ESSERE PIU’ BELLI
Pur se in periodo anomalo, segnato dal costante pensiero all’epidemia che abbiamo vissuto in modo drammatico dall’inizio della scorsa primavera e i cui reali connotati, soprattutto in prospettiva futura ancora non siamo in grado di comprendere appieno, il pensiero dell’estate e il primo caldo ha fatto rinascere come ogni anno la voglia di esporsi al sole per godere di una perfetta tintarella che ci fa sentire tutti un pochino più belli; i raggi del sole scaldano ed abbronzano ma possono creare danni e conseguenze spiacevoli: come fare per preparare al meglio la pelle al fine di ottenere la migliore e più duratura abbronzatura possibile senza creare danni alla pelle e al corpo?
In questo articolo proveremo a dare alcuni semplici consigli; in generale il consiglio migliore è come sempre quello di modulare l’esposizione al sole in base al tipo di pelle, al grado di abbronzatura già raggiunto, alle ore del giorno, al periodo dell’estate e alla latitudine a cui ci si trova. E’ assolutamente noto che esporsi al sole nelle ore più calde è più dannoso che produttivo. I raggi solari con le radiazioni UVA e UVB possono creare parecchi problemi, dalla “semplice” scottatura (certamente non una piacevole esperienza che ognuno di noi penso abbia provato nella propria vita), agli eritemi fino agli effetti ossidativi a carico delle cellule dell’epidermide. Avere consapevolezza del proprio fototipo, cioè del proprio tipo di pelle, è essenziale per scegliere la miglior protezione e realizzare la miglior preparazione possibile; tuttavia a prescindere dai diversi fototipi, alcuni accorgimenti sono validi universalmente.
PREPARAZIONE CON INTEGRATORI:
Come noto, l’abbronzatura è il risultato della produzione di Melanina da parte delle cellule dell’epidermide in risposta ai raggi UVA e UVB. L’utilizzo di integratori contenenti stimolatori di Melanina quali Beta-carotene, Red Orange complex e vitamina C (molto utile come antiossidante per controbattere gli effetti dannosi delle radiazioni solari) consente di ridurre il rischio di fastidiose e dannose scottature e di comparsa di eritemi; in tal modo l’abbronzatura potrà essere più uniforme, più duratura e senza macchie, soprattutto per quelle persone che ne soffrono in modo particolare. In linea generale, questi integratori andrebbero assunti per un periodo di uno-due mesi possibilmente iniziando prima del periodo di esposizione continuativa.
PROTEZIONI SOLARI
Le creme solari sono fondamentali per chiunque esponga la pelle al sole, indipendentemente dalle condizioni esterne o individuali; le preparazioni presenti in commercio sono numerose e caratterizzate da una vasta gamma di filtri e protezioni, da quelli chimici a diverse gradazioni fino a quelli fisici, fondamentali per creare uno schermo invalicabile alle radiazioni ossidanti. E’ essenziale utilizzare sempre, anche quando si è già abbronzati, una protezione per schermare la cute dai raggi UVA e UVB e dalla loro azione ossidante, causa di invecchiamento precoce della pelle ma anche e soprattutto di melanomi. Molte persone sono ancora convinte che utilizzare creme solari rallenti o addirittura ostacoli l’abbronzatura; non solo questa convinzione è errata ma è addirittura vero il contrario: pianificare adeguatamente l’utilizzo di filtri solari a scalare consente di ottenere un risultato molto più duraturo, molto più uniforme e soprattutto molto più sicuro.
Esistono in commercio protezioni solari specifiche per ogni tipo di pelle e per ogni esigenza: ipollargeniche, per pelli sensibili, per pelli intolleranti, senza parabeni né siliconi né profumi (tutte sostanze potenzialmente allergizzanti); esistono inoltre preparati specifici per la pelle del viso con effetto ANTI-AGE. Di recente commercializzazione, si possono trovare inoltre protezioni solari specificamente indicate per prevenire alcuni tipi di tumori della pelle, quali ad esempio i Basaliomi (non i Melanomi!!), o malattie cutanee come la Cheratosi attinica.
Per chi vuole una abbronzatura più prolungata e più curata, sono particolarmente indicati i solari con “Tanning System”, grazie alla loro azione volta a stimolare la produzione di Melanina. Queste protezioni non hanno un filtro protettivo particolarmente alto e quindi non si addicono ai bambini, a chi soffre di eritemi o irritazioni cutanee né a chi ha un fototipo particolarmente chiaro.
Un ultimo accenno ai capelli: non ci si deve dimenticare di proteggerli dall’esposizione solare in quanto i bulbi eccessivamente sottoposti ai raggi UVA-UVB possono passare in fase passiva con conseguente aumento della caduta nella stagione autunnale: molto utile in tal senso può essere proteggerli con olii appositi. Dopo l’esposizione solare è sempre necessario reidratare la cute che ha perso acqua per traspirazione e che quindi può seccarsi, generando due effetti negativi: la pelle secca tende a squamarsi con ripercussione sulla qualità dell’abbronzatura ma soprattutto causando in tal modo il venir meno dell’effetto barriera protettiva dell’epidermide a beneficio del derma sottostante. La reidratazione richiede latti, creme fluide o qualsiasi altro preparato in grado di nutrire la pelle penetrando lo strato idrolipidico superficiale.
Estate…tempo di sole…tempo di abbronzatura…con l’attenzione necessaria per evitare che un’esperienza piacevole possa portare conseguenze decisamente molto poco piacevoli.