A volte le idee nascono da un’esigenza semplice ma profonda: costruire qualcosa di proprio. È da questo desiderio che prende forma RIMAG, la giovane realtà imprenditoriale fondata dai fratelli Giovanni Rodeschini, 24 anni (a destra in foto), ed Emanuele Rodeschini, 22 (a sinistra), residenti a Locatello, che hanno deciso di mettersi in gioco con coraggio nel mondo del lavoro.
“La nostra attività nasce dalla volontà di dimostrare che anche i giovani possono creare valore attraverso impegno, passione e determinazione. Un progetto imprenditoriale che si sviluppa attorno a un mestiere concreto, fatto di manualità, precisione e grande attenzione ai dettagli”, ci spiega Giovanni.
RIMAG si occupa di consulenza, fornitura e posa in opera di serramenti in PVC, legno e legno-alluminio. Oltre a questo, l’azienda offre soluzioni per tapparelle, zanzariere, scuri e sistemi oscuranti, oltre alla fornitura e installazione di porte interne e arredi di complemento, con l’obiettivo di unire funzionalità ed estetica negli spazi abitativi.
Un lavoro che richiede competenza e responsabilità, dove la qualità finale non dipende solo dal prodotto, ma anche dalla cura con cui viene installato. “Per noi nulla è scontato: sono i dettagli a fare davvero la differenza”, spiega Giovanni. Grande attenzione viene infatti riservata alla scelta dei fornitori, alla qualità dei materiali e soprattutto alla posa in opera, un passaggio fondamentale per garantire un risultato affidabile e duraturo nel tempo. Anche il nome dell’azienda racconta molto del progetto che sta dietro a questa iniziativa. RIMAG non è una scelta casuale: è l’acronimo di “Ripartenza in Mano ai Giovani”.
“Quando stavo cercando il nome per la nuova attività non volevo limitarmi alla classica formula con nome e cognome. Cercavo qualcosa che trasmettesse un’idea più grande: quella di una nuova generazione pronta a mettersi in gioco”, ci racconta il giovane imprenditore. Dietro questa scelta c’è anche un percorso personale fatto di esperienze e riflessioni. Prima di intraprendere la strada dell’imprenditoria, Giovanni ha lavorato in diversi contesti. Esperienze che gli hanno permesso di capire cosa cercava davvero nel lavoro. “In molti ambienti sentivo che mancava qualcosa di fondamentale: il valore del rapporto umano. Da qui nasce una visione precisa di come dovrebbe essere un’azienda oggi. Credo molto nelle persone. Penso che l’epoca del “capo” sia finita e che oggi ci sia bisogno di leader positivi. Gli ambienti di lavoro devono essere sani, fatti di persone motivate e rispettate, non di persone stressate e frustrate”, afferma.
Accanto all’attività nel settore dei serramenti, Giovanni coltiva anche una passione creativa: la realizzazione di lampadari artigianali in legno, spesso realizzati partendo dal recupero di vecchie assi o materiali destinati a essere scartati. “A volte mi piace dare spazio alla creatività. Da materiali semplici possono nascere oggetti unici, pezzi che diventano quasi piccole opere d’arte per chi sa apprezzarli. Una passione, quella della falegnameria, coltivata fin da piccoli grazie a uno zio falegname che ci ha insegnato il mestiere, a me e ai miei 7 fratelli”.
Un modo diverso di esprimere la manualità e l’attenzione per i materiali che caratterizzano anche il lavoro quotidiano dell’azienda. Avviare un’attività in giovane età però non è semplice. Ogni giorno porta con sé nuove responsabilità e decisioni da prendere, burocrazia e pressione fiscale. Una delle sfide principali, racconta Giovanni, è comprendere davvero le esigenze dei clienti: “La sfida più grande è proprio questa: capire cosa vuole realizzare il cliente e se noi siamo davvero la soluzione giusta per lui. La soddisfazione più grande arriva quando il lavoro è concluso e il risultato incontra le aspettative. Quando i clienti ci fanno i complimenti, soprattutto considerando la nostra età, e rimangono sorpresi dalla qualità del lavoro che realizziamo, capiamo che tutti i sacrifici hanno un senso”, racconta orgoglioso insieme al fratello Emanuele.
Proprio l’aspetto dell’età è un ostacolo che i due riscontrano spesso: una certa diffidenza iniziale verso chi è giovane. “A volte si ha la sensazione di non essere presi sul serio solo per l’età”, racconta Giovanni, per poi proseguire, “Ci sono momenti in cui la fatica si fa sentire e viene da pensare di mollare. Ma fa parte del percorso”. Eppure la passione imprenditoriale lo accompagna da molto tempo. Già a 16 anni immaginava di costruire qualcosa di proprio. “Quando lo dicevo agli altri sembrava quasi una follia. All’inizio non ho trovato molto supporto, ma dentro di me ho sempre sentito che quella era la strada giusta”, dichiara il giovane.
Dietro questa scelta c’è anche il desiderio di indipendenza e la volontà di costruire un futuro diverso. A chi sogna di mettersi in gioco, Giovanni vuole lasciare un messaggio diretto e concreto: “Non cercate scuse, cercate soluzioni. Circondatevi di persone positive che vi incoraggiano e fate quel passo. Non state a guardare chi ce la fa: provateci anche voi. Abbiate fiducia e credeteci, sempre!”. Lo sguardo dei due fratelli è già rivolto al futuro. L’obiettivo non è soltanto far crescere l’azienda, ma costruire una realtà basata su valori chiari.
“Vorrei creare un ambiente dove si lavori bene, con qualità e rispetto per le persone”, spiega Giovanni, “Penso anche a modelli diversi, come giornate lavorative più corte o la settimana corta, perché credo che le persone debbano avere tempo anche per vivere, per la famiglia e per le proprie passioni”. Perché, alla fine, il lavoro è importante ma non può diventare l’unico centro della vita. "Il mio sogno non è solo costruire un’azienda, ma creare un ambiente dove le persone possano crescere, lavorare bene e vivere meglio." Una visione giovane, concreta e coraggiosa. Proprio come il nome che i fratelli Rodeschini hanno scelto per la loro impresa: Ripartenza in Mano ai Giovani.
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In quanto mamma e nonna ottantenne, leggere di queste testimonianze fatte da giovani con le idee chiare del proprio futuro, fa ben sperare .
Anche un mio figlio in giovane età, mentre studiava in un Istituto per il commercio (che ha servito per il nostro commercio ) creava con il legno anche lui, poi passò al cuoio.
Complimenti anche per studiare il nome dell'impresa.
Tanti auguri con un forte abbraccio da nonna.





