Per il secondo anno consecutivo Bruno D’Auria, 16 anni, originario della Valle Taleggio (a sinistra in foto), è salito sul gradino più alto del podio conquistando il titolo di campione nazionale nella sua categoria ai Campionati del Centro Sportivo Italiano. Un risultato di prestigio che conferma il valore del giovane atleta, ma che rappresenta anche il frutto di un progetto educativo costruito negli anni dalla Shotokan Karate San Gallo, palestra di karate di San Giovanni Bianco, fondata dai maestri Marco Salvetti (in foto a destra), Luca Gervasoni e Pierfrancesco Gervasoni.
Perché, nella società sportiva brembana, le medaglie sono importanti, ma non sono mai state il traguardo principale. "L'obiettivo è aiutare i ragazzi a crescere" spiega il maestro Luca Gervasoni, che pratica karate fin da quando aveva sei anni e che, nella vita professionale, è amministratore di una società odontoiatrica a San Pellegrino Terme. "Il karate è disciplina, ma è anche aggregazione, rispetto, autocontrollo e fiducia nelle proprie capacità. Vogliamo offrire ai giovani un ambiente sano, dove possano stare insieme, divertirsi e imparare a conoscere se stessi."
Una filosofia che la palestra porta avanti da anni e che trova conferma anche nei numeri: oggi il gruppo conta 27 persone tra maestri, istruttori e collaboratori, con tanti bambini e ragazzi che frequentano regolarmente il dojo. La storia del karate in Valle Brembana affonda le sue radici negli anni Settanta, quando il maestro Marco Salvetti ha introdotto questa disciplina sul territorio, avviando la propria palestra insieme ai fratelli maestri Gervasoni. Da allora il dojo è diventato molto più di una palestra: un luogo dove intere generazioni hanno imparato il valore del rispetto, della perseveranza e della responsabilità.
Oggi, a 82 anni, il maestro Salvetti continua ancora a insegnare con la stessa passione che lo ha sempre contraddistinto. "A lui devo una profonda riconoscenza per tutto quello che ha fatto e per il percorso che abbiamo costruito insieme", racconta Gervasoni. "Se oggi posso trasmettere questi valori e fregiarmi del titolo di maestro, lo devo innanzitutto a lui, ma anche ai maestri Sergio Meroni e soprattutto Maurizio Micheli, che hanno accompagnato la mia crescita tecnica e personale".
Negli anni il percorso formativo si è arricchito attraverso collaborazioni e stage con importanti figure del panorama nazionale e internazionale tenutosi all’Accademia Yoshioka Ryu, tra cui il maestro Maurizio Micheli e il maestro giapponese Iwao Yoshioka, protagonista di incontri tecnici di alto livello.
Gervasoni è inoltre arbitro del Centro Sportivo Italiano da dodici anni, sia a livello nazionale sia regionale, e ha promosso iniziative dedicate anche alla difesa personale femminile insieme a Pierfrancesco Gervasoni, suo fratello, collaborando con il maestro Salvatore Ranicci, titolare del corso.
Accanto a Luca Gervasoni opera uno staff di grande esperienza composto da Pierfrancesco Gervasoni, Pietro Ziliati, tre volte campione italiano e responsabile del settore agonistico (insieme a Luca che è il direttore tecnico), e Claudio Seghezzi, cintura nera 3° Dan.
Negli anni la palestra ha raccolto numerosi risultati di prestigio, con diversi atleti laureatisi campioni nazionali sia nelle competizioni del Centro Sportivo Italiano sia in ambito federale. Il bis tricolore conquistato da Bruno D’Auria rappresenta l'ultima conferma di un lavoro costante e condiviso.
Eppure l'agonismo rimane soltanto una parte del percorso. Sul tatami non si imparano soltanto tecniche di karate, ma anche il rispetto dell'avversario, la capacità di gestire le emozioni, il controllo della forza e la consapevolezza di sé. La disciplina diventa così uno strumento educativo capace di rafforzare l'autostima e di aiutare i ragazzi ad affrontare anche le difficoltà della vita quotidiana.
In un'epoca in cui molti adolescenti rischiano di vivere relazioni sempre più virtuali, la Shotokan Karate S. Gallo continua a rappresentare un luogo di incontro autentico. Qui bambini, ragazzi e famiglie trovano uno spazio in cui condividere esperienze, costruire amicizie e crescere insieme. È questo il vero significato del secondo titolo nazionale conquistato da Bruno D’Auria. Una medaglia che rende orgogliosa tutta la Valle, ma che racconta soprattutto la forza di una comunità sportiva capace, da ventisei anni, di mettere al centro le persone prima ancora dei risultati. Come ama ricordare il maestro Luca Gervasoni "il karate è sì un’arte marziale, ma prima di tutto una scuola di vita: una disciplina che educa, aggrega e accompagna i giovani nel loro percorso di crescita".




