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Cristian, da Capizzone nella terra dei canguri: ''difficile pensare di tornare''

Vista da Capizzone, l'Australia potrebbe assumere le sembianza di un miraggio irraggiungibile, eppure per Cristian Invernizzi, originario del paese valdimagnino, è ormai una realtà stabile.
11 Ottobre 2019

Nessun luogo è lontano, nemmeno l’Australia. Certo, vista da Capizzone, la terra dei canguri potrebbe assumere le sembianza di un miraggio irraggiungibile, eppure per Cristian Invernizzi, originario del paese valdimagnino, è ormai una realtà stabile.

"Ho completato gli studi superiori nel 2008, studiando da geometra e quindi ho trovato un impiego come geometra da cantiere, ma con la crisi l’ho perso - racconta Cristian -. Ho iniziato a lavorare in fabbrica, non in Italia c’erano offerte, nulla.” Da qui la decisione di provare a sbarcare il lunario all'estero. "Il mio viaggio inizia il 29 aprile del 2013. Sono partito solo, completamente". Il lavoro non è però l’unica ragione che ha spinto Cristian lontano dal paese natale: “Non mi piaceva il clima della Valle Imagna, troppi pettegolezzi, mi sentivo soffocato”. 

Le mete possibili, all’inizio, erano più di una. “All’epoca - prosegue Cristian -  Brasile, Canada ed Australia vivevano una fase di boom economico. Mia mamma, però, ha cassato il Brasile perché troppo pericoloso. Il Canada offre un visto troppo breve, quindi ho scelto l’Australia. Un ragazzo di Capizzone si è trasferito a Perth, mi ha ospitato il primo mese, mentre mi ambientavo. Qui ho trovato lavoro come muratore, professione che svolgo tuttora”. 

 

Dopo 6 anni e mezzo, Cristian si è ambientato benissimo. “Ovviamente, ogni luogo ha lati positivi e negativi, è normale. Qui è tutto molto curato, le strade non hanno buche, la gente vive in modo più tranquillo. Lo stile di vita è diverso: in questo momento (le 19.00 locali ndr) le spiagge sono affollate, la gente esce dal lavoro e si rilassa. Fare gli straordinari non conviene, sono tassati maggiormente, per il datore di lavoro è meglio assumere più persone”.

Anche dal punto di vista fiscale, la situazione è diversa. “L’intervento di un idraulico, o di un muratore, è detraibile al 100%, perciò tutti rilasciano una fattura e pagano le tasse. I limiti di velocità vengono rispettati ovunque, ci sono numerose telecamere; se non si va a votare arriva a casa una multa. Mi tengo informato sulla politica italiana, ho letto del dibattito circa l’introduzione dei teaser, qua sono la norma, la polizia non usa più le pistole d’ordinanza”.

Ovviamente, anche l’Australia ha i suoi lati negativi. “L’alcolismo è molto diffuso, come lo spaccio. Il sistema scolastico non funziona bene, chi è dotato viene inserito in una classe speciale, gli altri restano indietro e non hanno alcuna opportunità di mobilità”.  Dell’Italia, Cristian rimpiange soprattutto la cucina. “Il modo di mangiare è diverso, non esiste l’idea del cibo come mezzo di socializzazione, in Italia ci si ritrova al bar per fare colazione, o prendere un aperitivo. In Australia, invece, i pub sono luoghi più movimentati, la gente cambia sempre e non esiste un momento in cui incontrarsi”.

Alla domanda di rito “tornerai mai in Italia?” la risposta è “No, per ora no. Una volta che ci si abitua, è davvero difficile pensare di tornare indietro. Ad agosto sono rientrato per un mese: ho avuto la sensazione di stare in un Paese senza legge.”

 

 

 

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