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Marianna, 13 anni fa dall'Ucraina in Valle Imagna: "I valdimagnini persone cordiali e di cuore"

Marianna Danylyak, 28 anni, di origini ucraine si è trasferita da Leopoli più di un decennio fa, ora vive a Sant'Omobono Terme insieme al marito valdimagnino e i loro due bimbi.
28 Marzo 2022

Nell’ultimo mese, gli occhi del mondo non si sono mai staccati dall’Ucraina. Per qualcuno, però, il Paese non è solo una semplice nazione, ma la propria patria. È il caso di Marianna Danylyak, 28 anni, di origini ucraine si è trasferita da Leopoli più di un decennio fa, ora vive a Sant'Omobono Terme insieme al marito valdimagnino e i loro due bimbi.

“Come tante delle mie compaesane, sono arrivata qui per lavoro: avevo 15 anni e sono venuta in Italia per unirmi ai miei genitori, che sono emigrati tre anni prima di me, io ho vissuto con mia nonna in Ucraina e poi sono venuta qui - racconta Marianna  -. Loro sono partititi soprattutto per il lavoro, l’economia ucraina non è molto sviluppata e in tanti se ne sono andati, come hanno fatto gli italiani verso la Svizzera qualche decennio fa”.

Il salto dall’Ucraina alla Valle Imagna è sicuramente ampio, tuttavia l’impatto di Marianna con la nuova realtà è tutto sommato positivo. “Il primo momento è stato difficile, soprattutto perché la lingua è complicata e dovevo ancora impararla, ma la natura qui mi è piaciuta subito. Le persone sono molto cordiali, alcune magari un po’ più chiuse, ma lo posso capire: ci sono pochi abitanti e in Valle Imagna si conoscono tutti, uno straniero lo vedono da lontano. Quando ti conoscono danno cuore e anima, non mi sono mai sentita messa da parte. Così, ho finito la terza media e poi ho fatto il corso OSS per operatore sociosanitario”.

Un’integrazione che è proseguita benissimo, come ci racconta la stessa Marianna. "Adesso sono sposata con Oscar, che viene da Rota d'Imagna, e abbiamo due bellissimi bambini: Anastasia di 4 anni e Gabriel di uno”. Gli anni passati in valle hanno dato a Marianna più tempo per capire meglio la realtà italiana. “Le differenze ci sono e le ho sentite, soprattutto la lingua, ma i miei maestri sono stati così bravi che alla fine non ho fatto molta fatica. Il livello dell’insegnamento era alto e ci hanno messo tutto per farmi integrare e farmi sentire una parte di voi, sono stati grandi!”.

Ovviamente, il cuore è sempre legato al luogo da cui si è partiti. Mi manca tutto dell’Ucraina, la mia terra, la mia famiglia, i miei parenti e gli amici. Io ho qua i miei genitori e mia sorella, l’Italia è bellissima, ma l’Ucraina è la mia patria e il legame non si spezzerà mai”. Un legame reso ancora più forte dai tragici eventi che hanno visto protagonista la nazione. “A Leopoli sono molto nazionalisti, devo dire che mi sono sembrati ancora più uniti che mai e credo si sia visto. Mio fratello è restato là, anche mio cognato, per fortuna sono riuscita a sentirli”.

Uno scenario che rende ancora più difficile l’idea di un ritorno in patria. “Se non fosse per la guerra e se non avessi sposato un uomo italiano, magari tra qualche tempo sarei anche tornata indietro, ma avendo bambini così piccoli non sarà facile fargli fare la doppia vita, dunque cerco di mettere piano piano qua le mie radici”. Sant’Omobono ha comunque conquistato il cuore di Marianna: “Le cose belle dell’Italia sono tante, ha un clima assolutamente senza paragoni con quello ucraino, anche se mi manca la neve. All'Italia non manca nulla, ed è ricca sotto ogni aspetto. A volte gli italiani non lo capiscono perché non hanno mai visto di peggio, ma è normale.  In Ucraina è diverso, soprattutto la sanità: qua le cure sono sempre garantite, certo a volte le liste di attesa sono lunghe, ma, ad esempio, anche se sei disoccupato non ti lasciano da solo. Al mio Paese tutto ha un costo e bisogna comprarsi ogni cosa. Ti dicono di comprarti le garze e le bende, ti devi arrangiare; magari non in tutte le città, ma quando sono partita le cose erano così”.

Una situazione che peggiorerà con l’arrivo della guerra, anche se è in queste situazioni che emerge lo spirito solidale. “Con l’asilo di Locatello abbiamo partecipato ad una raccolta di beni per l’Ucraina: hanno partecipato in tantissimi, è stato bellissimo perché anche solo con poco si può fare molto, ognuno ha fatto la sua piccola parte e fa la differenza: per questo devo ringraziare gli italiani, un popolo che si immedesima e non ti volta mai le spalle nelle difficoltà”.

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