Una rubrica tira l'altra. Ecco "Il Dea After", spazio in cui i tifosi dell'Atalanta brembani e valdimagnini commentano la gara dei nerazzurri il giorno successivo. Taglio del nastro insieme a Michela Salvi, presenza fissa allo stadio dalla stagione 1988/1989 e abbonata da oltre 30 anni grazie alla passione trasmessa da papà Pietro. Di Capizzone, è mamma di due ragazzi Gaia (19 anni) e Manuel (16) a loro volta "tesserati" dal 2018 dopo aver aperto le porte dello stadio nel 2016. Agli albori dell'Era Gasperini.
K.O. AMARO, NON AMARISSIMO – "La sconfitta con la Roma lascia l'amaro in bocca più per come è maturata. Perché per il resto i dati dei 39 tiri verso la porta da parte dei giallorossi con due legni colpiti da Castro raccontano di una superiorità fin troppo evidente. Però portarla al minuto 89 in vantaggio, logico che lasci del dispiacere".
KRSTOVIC, CROCE E DELIZIA – "L'ingresso di Krstovic si è sentito, la squadra con il suo ingresso ha cambiato marcia ed è andata subito a segno dopo aver calciato verso la porta di Svilar una sola volta nella prima parte. Però certe occasioni vanno sfruttate. Magari la Roma, anche 0-2, avrebbe spinto fino all'ultimo secondo e l'avrebbe ribaltata. Ma un ottimo attaccante come lui deve fare meglio quando vince un contrasto e si trova solo davanti al portiere".
DAL BOLOGNA ALLA ROMA – "Con il Bologna, giocando malissimo, si è vinto 1-0 al 96' e stavolta gli ultimi minuti sono stati fatali. Purtroppo il calcio è anche questo. All'Atalanta va dato tempo, credo che le prime somme si possano tirare verso dicembre. Ragionevolmente mi attendo un piazzamento tra il sesto, nell'ipotesi migliore, e l'ottavo posto. Ma bisogna capire soprattutto che è cominciato un periodo di ricostruzione e questo è un anno di transizione. Con tanti cambiamenti, un modulo nuovo e un allenatore con idee diverse rispetto a ciò a cui eravamo abituati".
OBIETTIVO CONFERENCE – "La Conference deve essere un obiettivo. Non la considero la classica coppetta. Naturale che dagli ottavi possa diventare più appassionante, ma con certe squadre che non siano l'Ajax non si può sbagliare per evitare brutte figure o eliminazioni che avrebbero del clamoroso prima del tempo. Anche perché le compagini meno blasonate faranno di tutto per fare bella figura mettendo in difficoltà le big come la Dea, che è testa di serie numero 1. Come ha già fatto capire l'Hapoel. Inoltre arrivare fino in fondo consentirebbe d'irrobustire la bacheca e fare ulteriormente cassa con gli introiti"
I NUOVI – "Non mi aspettavo Elmas dal 1' a Roma, segnale che Raspadori evidentemente continua a non convincere del tutto. Voglio vedere Rowe, che dicono sia il nuovo Lookman. Personalmente firmerei per vedere il 60% di quello che ci ha dato Ademola. Anche il ritorno di Kessie è tutto da verificare dopo il periodo in Arabia".
DE ROON – "Un peccato per come è finita una splendida storia in cui non c'è stata la possibilità di un saluto. Però il mercato e certe dinamiche sappiamo bene quanto siano rapide. De Roon era fuori dal progetto attuale, si sente ancora giocatore in grado di essere utile ed ha scelto l'unica opzione alternativa ossia tornare dal suo mentore Gasperini".
IL FIGLIO DEL VENTO – "Claudio Caniggia è stato il mio primo idolo. Con papà Pietro ho insistito talmente tanto per andare allo stadio con lui che nella stagione 1988/1989 ha ceduto. Da quell'anno presenza fissa e abbonamento pure tra distinti, parterre e Curva Nord. Quindi ricordo bene i periodi della B, le salvezze sofferte e le soddisfazioni. Il periodo con Gasperini è stato qualcosa di eccezionale e come tale va preso, non è l'abitudine. Ed è ciò che ricordo sempre ai miei figli, Gaia e Manuel. Hanno iniziato a vivere proprio quella fase, che sarà difficile ripetere".





