Flavio Gomes, 39 anni, originario del sud del Brasile, vive a Berbenno con la moglie Nayane, i figli Athos e Maria e la cagnolina Sofy. Una storia di coraggio, tenacia e amore per l’Italia, maturata fin da piccolo e portata avanti con determinazione, nonostante le difficoltà. È arrivato in Italia nel marzo del 2019, inseguendo un sogno che coltivava fin da bambino: “È sempre stato un mio sogno da bambino conoscere l’Italia. Non pensavo che sarei arrivato a viverci, ma desideravo almeno visitarla”.
“Da bambino guardavo con la mia famiglia le telenovele brasiliane in cui gli attori facevano finta di essere italiani. Mi piaceva tutto: il modo di parlare, la lingua, anche se non capivo. Quando ho sentito per la prima volta le canzoni di Laura Pausini avevo sei anni: non capivo il testo, ma mi sembrava bellissima”. Nel sud del Brasile, terra di forti immigrazioni europee dopo le guerre, il legame con l’Italia è tuttora molto vivo. “Ci sono colonie italiane, polacche, tedesche. Tanti brasiliani hanno antenati italiani. Abbiamo questo riferimento culturale forte. L’Italia è sempre stata il mio sogno”.
Nel 2012 Flavio incontra Nayane, sua attuale moglie, che ha vissuto un anno in Italia ed è italo-brasiliana con doppia cittadinanza. Grazie a lei il sogno di Flavio si fa più concreto: “Mi raccontava tutto dell’Italia, e la mia mente iniziava a viaggiare. Anche lei desiderava tornare in Italia, così quel sogno è diventato il nostro”. Nel 2014 iniziano a prepararsi: documenti, pratiche, grandi spese. “Abbiamo venduto tutto: mobili, auto… abbiamo tenuto solo la casa in Brasile, nel caso in cui avessimo voluto tornare indietro”. Nel marzo 2019 la grande partenza. Arrivano in Piemonte, a Casale Monferrato. Ma trovare lavoro si rivela più complicato del previsto. Poco prima dello scoppio della pandemia decidono quindi di trasferirsi a Bergamo. E lì, il colpo di fulmine. “Io a Bergamo sono venuto la prima volta grazie a un mio amico, che doveva venire a prendere un suo amico, e io l’ho accompagnato. Una volta arrivato, la prima cosa che ho visto è stata Città Alta. Appena l’ho vista ho pensato: questo è il posto in cui voglio vivere per il resto della mia vita. L’ho trovata bellissima, mi sono innamorato di Bergamo appena l’ho vista”.
Inizia così una nuova ricerca: casa, lavoro, stabilità. Flavio entra in contatto con alcuni gruppi Facebook di brasiliani a Bergamo. “All’inizio non conoscevo nessuno e con la lingua facevo fatica nonostante avessi frequentato le scuole serali per impararla. I miei concittadini brasiliani mi hanno dato un grande aiuto in quel periodo”. Trova casa a Sorisole, grazie a una signora brasiliana che viveva lì da 25 anni, ma l’esperienza è segnata da episodi di razzismo da parte di alcuni vicini, che li spingono a cambiare nuovamente casa.
È in quel momento che, lavorando ad Alzano Lombardo in una piccola fabbrica di cotone, conosce Rodrigo, un collega che abita a Berbenno. “Ho chiesto a lui se conoscesse qualcuno che affittasse a Berbenno e mi ha passato un contatto”. Qui, finalmente, trovano l’accoglienza che cercavano. “Sono innamorato della valle, ho trovato delle persone eccezionali, completamente diverse dalle persone incontrate fino a quel momento. Tutte persone carine e disponibili. All’inizio posso sembrare un po’ chiuse, ma dopo che le conosci meglio sono persone speciali e su cui puoi contare. Qua ho trovato casa”. Tanto che, poco dopo, la famiglia decide di vendere la casa in Brasile e acquistare l’abitazione a Berbenno, rendendo definitiva la scelta di vita.
Nel frattempo, Flavio cambia lavoro: dopo un periodo alla Brembo di Mapello, viene assunto alla Filippi di Berbenno, grazie alla segnalazione di un amico brasiliano che vi lavorava. “Mi trovavo bene alla Brembo, ma volevo trovare un posto più vicino a casa – racconta – e oggi sono felicissimo della mia scelta”. Oggi alla Filippi lavorano sei brasiliani, alcuni dei quali introdotti proprio da lui. “L’azienda mi ha accolto benissimo, così come i colleghi: persone come Roberto e Guido, che hanno fondato e portano avanti la Filippi con orgoglio, sono esempi per me”.
Anche la moglie Nayane ha trovato stabilità lavorativa: lavora come commessa in un negozio a Oriocenter e si trova molto bene. Il figlio Athos frequenta il primo anno al liceo linguistico Falcone a Bergamo, mentre la figlia Maria – nata da una precedente relazione – si è trasferita in Italia due anni fa, raggiungendo Flavio e oggi lavora per Amazon a Cividate al Piano. In Brasile, Flavio lavorava come meccanico aeronautico in un aeroporto. Una carriera che avrebbe voluto continuare anche in Italia, ma le difficoltà burocratiche per il riconoscimento dei titoli lo hanno spinto a cambiare strada. “Per convalidare i miei studi avrei dovuto rifare tutto da capo, oppure affrontare procedure complicate e molto costose. Ho lasciato perdere e ho preferito reinventarmi”.
Nel tempo libero, non perde occasione per giocare a calcio. “Ci sono tanti tornei organizzati da sudamericani, alcuni a Lallio, altri ad Alzano Lombardo. Ormai ci gioco da tre anni”. Oltre al calcio non manca la passione per la montagna. “Mi piace molto andare in montagna, conoscere tutta la valle che sembra piccola, ma c’è tanto da vedere. Quest’anno mi sono promesso che voglio salire sul Resegone”. Poi ci sono gli amici, le grigliate e, naturalmente, la cucina brasiliana. “Preparo sempre la picanha, la carne brasiliana, e ai miei amici italiani piace tantissimo. Qui in valle ho conosciuto ragazzi fantastici, per me sono diventati come fratelli”.
Flavio oggi non ha dubbi: “Ho sempre amato l’Italia: la lingua, la cultura, la cucina. Ora che sono qui, non voglio più andare via, sono contentissimo di essere in questo paese. Ho fatto tanti amici, anche italiani, perché riesco a esprimermi meglio. Il vostro modo di vivere è un esempio per me: ho imparato tanto, anche nelle piccole cose. Ogni giorno, davvero, imparo qualcosa di nuovo. Anche nelle giornate tristi, mi basta guardare le montagne, respirare l’aria della valle per sentirmi di nuovo bene.” E per chi, come lui, sogna una vita nuova lontano da casa, lancia un messaggio carico di esperienza: “Devi avere un sogno grande, più grande delle paure, della lingua che non parli, delle persone che non conosci. Più grande perfino delle ingiustizie. Il percorso è duro, ma se non molli, arriverà il momento in cui guarderai indietro e capirai che ne è valsa la pena.”
Ultime Notizie
-
Una bellissima storia di vita e coraggio !!!





