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Super Dea all'Olimpico: Lazio travolta per 4 a 1, decisivo Gomez

I bergamaschi dominano grazie a un Papu immenso, per lui una doppietta
30 Settembre 2020

Balla come e con il Papu l’Atalanta, che con una prova di forza vince 4 a 1 all’Olimpico contro la Lazio. Il recupero della prima giornata di campionato manda in onda una squadra, quella orobica, travolgente nel vero del senso della parola, cinica e superiore, nel complessivo, ad una Lazio molto ben organizzata, ma incapace di reggere ritmi e giocate dei bergamaschi.

Che la partita sarà spumeggiante, almeno tanto quanto suggeriscono le aspettative, si capisce fin dalle prime battute. Duelli a tutto campo, squadre corte e super offensivo sono il mix perfetto per un match col botto. Il primo esplode al decimo: Gomez crossa per Hateboer, torre dell’olandese per Gosens, piattone e uno a zero Dea. Veementi le proteste biancocelesti per una spinta del 33 orobico sul proprio marcatore. La VAR non interviene, il contatto viene appropriatamente giudicato non punibile.

I duelli già citati in precedenza volgono a favore dei neroazzurri per quasi tutta la partita: Toloi riesce a contenere bene Milinkovic, Caicedo svaria meglio di Immobile, marcato con grande grinta da Djimsiti prima e da Romero, esordiente con l’Atalanta, poi.

Dall’altra parte, l’intuizione di Gasperini paga: Malinovsky dal primo affianca Gomez alle spalle di Zapata, l’ucraino si sacrifica ma riesce a dare imprevedibilità alla manovra, nonostante qualche leziosità di troppo.

Dopo lo svantaggio, i padroni di casa accelerano i ritmi, senza mai diventare veramente pericolosi, dando più la sensazione di una squadra con ottimi spunti, ma a cui manca, ora come ora, l’intuizione giusta, il guizzo vincente. Non manca invece all’Atalanta. Poco dopo la mezz’ora, Gosens dipinge un pallone al bacio per Hateboer, liberissimo in area. La sua conclusione al volo fulmina Strakosha, seconda rete consecutiva per l’esterno destro.

A questo punto, la reazione laziale si sente. Traversone di Marusic, Sportiello in uscita non la tiene, Immobile, che aveva urtato il portiere orobico, con la punta la manda sulla traversa, poi la difesa sbroglia in corner. Potrebbe essere il momento della svolta, ma 7 minuti più tardi, al 40’, Gomez imbecca per Zapata, la sua conclusione viene salvata con il piede da Strakosha. La difesa allontana, il centrocampo atalantino recupera subito la sfera che arriva sui piedi del Papu: il numero 10 mette a sedere il difensore avversario e incrocia per il tris dei bergamaschi.

In una situazione simile, sul 3 a 0 all’intervallo, la partita potrebbe sembrare chiusa. I precedenti tra Lazio e Atalanta suggeriscono però di tenere alta la guardia fino al 90’. Il secondo tempo vede in effetti una Lazio più aggressiva. Al minuto 54, Lazzari dalla corsia crossa un cioccolatino, Marusic calcia al volo e Sportiello compie un miracolo. Il gol è solo rimandato, perché tre minuti dopo Caicedo sfrutta alla grande un assist di Milinkovic e mette in porta la palla del 3 a 1.

Per i biancocelesti, l’illusione del recupero crolla meno di cinque primi dopo, sotto il colpo di un grande Gomez. L’argentino viene pescato bene da Malinovsky, si porta la palla sul mancino e da dentro l’area spara un missile sotto all’incrocio. Golazo del Papu, giocatore per cui davvero iniziano a scarseggiare gli aggetivi. È il gol che taglia le speranze dei padroni di casa, anzi la Dea va vicina al gol con Muriel, la cui conclusione esce di pochissimo dallo specchio.

Il 4 a 1 finale è un risultato nel complesso giusto. La Dea ha fatto vedere di aver più qualità sia per quanto riguarda il gioco collettivo, sia sul fronte delle giocate individuali. Da questo punto di vista, non si può non premiare il Papu Gomez come miglior giocatore, subito accanto all’inesauribile Gosens, un gol e un assist per lui oggi.

Il prossimo impegno di Serie A vedrà l’Atalanta opposta al Cagliari: fischio d’inizio alle 12.30 di domenica 4 ottobre. Una squadra ostica, quella sarda, che darà modo alla Dea di capire le proprie ambizioni quantomeno per la prima parte del campionato.  

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