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Turismo, nei primi mesi 2021 forte ripresa in Valle Imagna: la migliore della provincia. Trend negativo in Val Brembana

In Valle Brembana si registra una tendenza in negativo, dati positivi invece per la Valle Imagna, con un'impennata fino al +37,2% di presenze per il primo quadrimestre del 2021
15 Giugno 2021

Il settore del turismo in bergamasca, e più in generale in Italia, ha profondamente risentito delle conseguenze legate all'emergenza sanitaria e quindi al lockdown. Ma se nel 2020 si registravano cali un po' ovunque, non si può dire lo stesso per i primi quattro mesi del 2021: sebbene ancora lontani dai numeri pre-Covid, arrivano dei piccoli segnali incoraggianti di ripresa, soprattutto in Valle Imagna (l'unica valle bergamasca in positivo con la Pianura e l'Isola).

La fotografia dell'attuale situazione è stata elaborata dall'Osservatorio turistico della Provincia, in stretta collaborazione con VisitBergamo e l'Agenzia di ricerca e analisi dati INTWIG. I dati sono classificati in “arrivi” e “presenze”: per arrivi si intende il numero di clienti ospitati nelle strutture ricettive – ossia i turisti – mentre le presenze sono il numero di notti trascorse nelle strutture, cioè i pernottamenti.

La situazione turistica della bergamasca

La provincia di Bergamo aveva fatto registrare, dal 2015 a inizio 2020, numeri record per quel che riguarda il turismo, con un incremento del 60% dei flussi turistici verso il capoluogo in circa 5 anni. L’emergenza pandemica ha di fatto azzerato arrivi e presenze, soprattutto straniere (che rappresentavano il 68% delle presenze in città), creando un danno economico significativo al settore.

Guardando più da vicino i dati del primo quadrimestre 2021, con dati aggiornati ad aprile, nonostante i primi mesi abbiano registrato un calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (71.800 arrivi e 85.200 presenze in meno rispetto al 2020), il punto di partenza di aprile 2021 è notevolmente superiore ai risultati di aprile 2020 (20.900 arrivi e 58.600 presenze nel 2021 rispetto ai 493 arrivi e 9.135 presenze del 2020).

 

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Situazione ancora complessa per i turisti internazionali: oltre l’87% degli arrivi registrati nei primi mesi del 2021 è di tipo nazionale. A fronte degli 85.900 turisti italiani che hanno soggiornato nel territorio, si registrano solo 12.400 turisti stranieri. Analogo è il valore registrato dalle presenze: oltre l’83% delle presenze è di tipo nazionale (199.900) a fronte di 38.600 presenze straniere. Si alza anche la durata media di soggiorno, attestandosi attorno ai 2,4 giorni rispetto all’1,9 registrato nello stesso periodo del 2020. Questo aumento è probabilmente dovuto a soggiorni di lavoro, specialmente nell’area della Pianura bergamasca.

Dove alloggiano i turisti? La scelta della tipologia di alloggio è analoga a quanto registrato lo scorso anno: in termini di arrivi in provincia il settore alberghiero resta preponderante rispetto a quello extra-alberghiero (75,4% di arrivi nel primo, 24,6% nel secondo). Più vicina è la forbice delle presenze (60,5% di presenze nel settore alberghiero, 39,5% in quello extra-alberghiero).

LA SITUAZIONE NELLE NOSTRE VALLI

I dati della Valle Brembana – A differenza dello scorso anno, in Valle Brembana si registra una tendenza in negativo. Gli arrivi (4.700) rispetto al primo quadrimestre del 2020 sono calati ben del -58,8% (mentre l'anno precedente si trattava del -27,3% rispetto al 2019), così come le presenze (12.500) hanno subito un calo del 42,5% (-30,7% nel 2020). Male anche il turismo straniero: -80,3% gli arrivi (nel 2020, rispetto all'anno prima, il calo registrato era di 44,8%) e -72,4% le presenze (-48,9% nel 2020). Situazione grigia anche per il turismo italiano, che nei primi quattro mesi del 2021 ha registrato un ulteriore calo del ben 55,5% negli arrivi rispetto al -23,6% del 2020. Anche le presenze evidenziano un calo del -31,9% per l'anno corrente (lo scorso anno si trattava del -23,8%).

Profondamente colpito, in Valle Brembana, il turismo alberghiero ed extra-alberghiero: per quanto riguarda quello alberghiero, gli arrivi mostrano un forte calo del 66,8% (contro il -20,7% dell'anno precedente), così come le presenze si attestano a -50.1% (nel 2020 il calo era del -25,3%); leggermente migliori – ma sempre in negativo – gli arrivi per l'extra-alberghiero, con il -39% (un dato simile al 2020, quando il calo registrato era del -39,7%) e per le presenze, che mostrano un miglioramento rispetto al 2020, e cioè -23,7% rispetto al -41,1% dello scorso anno.

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I dati della Valle Imagna – Al contrario della vicina, la Valle Imagna registra dati di ripresa positiva, soprattutto negli arrivi, che si attestano a +20,3% contro il drastico calo del 2020 del -62,3%, e nelle presenze, con un'impennata del +37,2%, in recupero rispetto al -64,5% dei primi mesi del 2020.

Un miglioramento anche nell'afflusso turistico, sia nazionale che internazionale. Gli arrivi del turismo nazionale, infatti, sono pari a +32,7%, quando lo scorso anno risultava -59,4%, così come le presenze registrano un forte aumento del +45,8%, in contrasto con i dati del 2020 che mostravano invece un calo del 59,2%. In picchiata, invece, il turismo straniero: -68,5% gli arrivi e -79,6% le presenze.

In Valle Imagna, il settore “preferito” dai turisti è quello extra alberghiero. Nel primo quadrimestre del 2021, l'aumento è stato del +60,8% negli arrivi (un recupero notevole rispetto al -69,9% dello scorso anno) e del +79,6% nelle presenze (-60,5% i dati dello scorso anno). Un lieve miglioramento anche per il settore alberghiero, dove gli arrivi hanno registrato un aumento del +14,7% rispetto al -60,9% del 2020, e le presenze del +27,9% (-65,3% nel 2020).

(Fonte immagine centrale: turismovalleimagna.it)

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