Crollo per l'Atalanta versione turnover, la Sampdoria passa 3 a 1 a Bergamo

Leandro Rinaldi 24/10/2020 0 commenti

La Dea cade a Bergamo contro una Sampdoria corsara e contropiedista, attenta a ripartire contro un’Atalanta disattenta nelle retrovie. Il copione della partita non varia per 90 minuti. Bergamaschi che tengono il pallone e fanno la partita, ospiti che si affidano alle ripartenze. In aggiunta a ciò, per l’undici titolare Gasperini si affida a Mojica al posto di Gosens, Sutalo per Toloi, Depaoli rileva Hateboer e Lammers in avanti con Ilicic e Gomez.

Come prevedibile, il match è bloccato dal primo minuto. Se i nerazzurri non sfondano il muro di maglie doriane, a parti invertite la situazione è diversa, perché la difesa orobica si lascia infinocchiare senza troppi complimenti. Al minuto 13, la Samp si affaccia in avanti per la prima volta, con Damsgaard che fortunosamente riceve il pallone, lo porta in avanti e serve Quagliarella, perso completamente da Palomino. L’attaccante napoletano dribbla il numero 6 avversario e manda la sfera in rete di mancino. 1 a 0 per la Sampdoria e gara subito in salita per la Dea, che da questo momento in poi dovrà avere a che fare con un vero autobus che i doriani mettono a difesa della porta di Audero.

L’Atalanta fa dunque fatica a creare occasioni da rete, complice l’evanescenza di Lammers e gli esterni, Mojica e Depaoli, ben controllati dai marcatori opposti. Così, nei primi 43 minuti di gara, per la Dea non si segnalano grosse occasioni per superare la retroguardia avversaria e bucare Audero. I blucerchiati, invece, si difendono con ordine e, paradossalmente, hanno l’occasione per raddoppiare. Cross dalla sinistra dell’attaccante doriano, dalla parte l’altro esterno della Samp calcia al volo colpendo la mano di Mojica. Calvarese prima lascia correre, poi viene richiamato dal VAR all’ On field review e decide per il rigore, decisione condivisibile anche se il colombiano della Dea era girato di spalle rispetto al pallone.

Sul dischetto si presenta Quagliarella, ma questa volta Sportiello fa un grande intervento neutralizzando il penalty con un ottimo tuffo. Il primo tempo termina così 0 a 1, con la Sampdoria che in 45 primi ha totalizzato 33 passaggi nella metà campo avversaria e il 33% di possesso palla.

La ripresa si apre, come era immaginabile, con gli orobici slanciati in avanti alla ricerca del pari. Contestualmente, Gasperini opta per tre cambi in una volta sola. Dentro allora Toloi al posto di Sutalo, Zapata per Lammers e Gosens che prende la fascia sinistra dove agiva Mojica. L’inserimento di forze fresche (e titolari) dà vigore alla manovra neroazzurra, che si schianta però contro la difesa della Sampdoria, che attende con tutti gli effettivi dietro la linea del pallone e ben sei all’interno della propria area di rigore. Un catenaccio pure che limita al meglio le iniziative dell’Atalanta, tra cui si segnala un tiro di Gomez parato agevolmente da Audero.

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Incredibilmente, è la Doria a trovare per prima la via del gol. Al 56’ Jankto ha tanto tempo per ricevere fuori dall’area bergamasca, alzare la testa e servire l’inserimento da dietro di Thorsby. Il numero 18 sigla il 2 a 0 con la difesa della Dea immobilizzata e totalmente assente in marcatura.

I padroni di casa, a questo punto, giocano il tutto per tutto con gli ingressi di Malinovsky e Hateboer. La prolungata pressione atalantina non produce effetti fino al minuto 76, quando Zapata cerca di controllare un pallone in area avversaria e Keita lo contrasta con un fallo, rigore per i bergamaschi. Anche in questo caso il Var richiama Calvarese, l’arbitro riguarda le immagini e conferma la propria decisione, nonostante il fallo sembrasse molto più netto in diretta di quanto non lo sia al rallentatore.

Dagli undici metri Zapata è più freddo di Quagliarella e spiazza Audero, partita riaperta a dieci dalla fine. La difesa della Sampdoria diventa disperata, perché l’Atalanta porta avanti praticamente tutti i propri effettivi. In questa situazione, al primo dei 4 minuti di recupero, Keita Balde riparte in campo aperto, si accentra sui 18 metri e imbecca l’accorrente Jankto, mancino a giro che si insacca e sancisce il 3 a 1 finale.

Non una prova brillante per gli uomini di Gasperini, che osa con una formazione sperimentale visti anche i numerosi impegni europei, ma non trova la chiave per scardinare la blindata difesa blucerchiata. Risultato bugiardo nelle proporzioni e forse anche nell’esito, perché la Sampdoria ha retto bene e capitalizzato al massimo, ma l’Atalanta non ha proposto gioco, con gli esterni davvero spenti (l’anno scorso fare turnover in fascia significava avere Castagne a disposizione) e una difesa che si perde in situazione banali. È solo la 5 partita di un lungo campionato, ma occorre un cambio di marca deciso.

Prossimo impegno orobico fissato a martedì 27 a Bergamo, contro i lancieri dell’Ajax in Champions League. Per la Serie A bisognerà attendere sabato 31 con la trasferta a Crotone, per cercare di rilanciarsi al più presto.

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