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Unire le scuole dell'alta Val Brembana per evitare la chiusura: l'idea dei sindaci

La situazione 'scuola', si sa, è il tasto dolente comune a tutti i piccoli paesi di montagna, compresi quelli delle nostre valli. Per questo motivo i sindaci dei comuni brembani dell'alta Val Brembana stanno studiando un metodo per rivoluzionarla.
15 Luglio 2019

La situazione “scuola”, si sa, è il tasto dolente comune a tutti i piccoli paesi di montagna, compresi quelli delle nostre valli. Lo spopolamento cresce sempre di più e, proporzionalmente, il tasso di natalità cala e le scuole si trovano spesso ad ospitare pochi alunni per classe.

Per contrastare questa emergenza, diversi sindaci dell'alta Valle Brembana – Roncobello, Moio de' Calvi, Lenna, Piazza Brembana e Valnegra – stanno cercando una soluzione che sia adatta per tutti e che possa scongiurare la possibilità della chiusura di istituti scolastici, a causa di numeri esigui. “Dobbiamo farci trovare pronti, prima che chiudano una ad una le nostre scuole” ha affermato Virna Facheris, sindaco di Valnegra, a L'Eco di Bergamo.

E una soluzione, forse, c'è: realizzare un polo 0-6 anni a Lenna, che ospiti i bambini dei paesi circostanti nell'edificio della scuola primaria, recentemente ristrutturato. Lì verrebbe spostata la materna pubblica (che conta 13 iscritti) e il nido di Valnegra, che si accorperebbero alla materna di Lenna (15 i bambini). Tutti gli alunni della scuola primaria, 6-10 anni, andrebbero alle già esistenti scuole elementari di Piazza Brembana, i ragazzi delle medie (11-14 anni) resterebbero nella sede di Valnegra, nell'Istituto Comprensivo Francesca Gervasoni. Gli ambienti rimasti vuoti, invece, verrebbero riutilizzati in ludoteche e spazi giochi.

Quest'anno, alla nostra scuola dell'infanzia hanno fatto la grazia di lasciarci due insegnanti – spiega il primo cittadino di Valnegra – ma era già una deroga, dovremmo avere 18 bambini per ottenere le due insegnanti e invece ne abbiamo 13. Bisogna riorganizzare il sistema scolastico dell'alta Valle, per il bene dei bambini e in considerazione della natalità. In Regione devono capire che la montagna è la montagna: facciamo molti più sacrifici di chi vive in città o vicinanze”.

Accorpare i bambini, dunque, per rivoluzionare un sistema scolastico che potrebbe ormai sembrare obsoleto considerando il tasso di spopolamento vertiginoso degli ultimi anni. E proprio legata a questa criticità, sorge anche il dubbio dell'accorpamento fra paesi: è corretto unire i Comuni per ottimizzare le risorse dei paesi piccoli? “Valnegra ha 210 abitanti, Moio 200: ha senso tenere e mantenere tanti piccoli Comuni? - conclude Facheris – Io sono per la fusione, per tornare al Comune unico che è esistito fino al 1957, si chiamava San Martino de' Calvi”.

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