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Val Brembana, regia unica per i 42 ambulatori: fra due anni a Zogno e Piazza la 'Casa di comunità'

Si chiamerà “Casa di comunità” e prenderà servizio con molta probabilità a Zogno (con sede distaccata a Piazza Brembana) fra circa due anni.
21 Ottobre 2021

Si chiamerà “Casa di comunità” e prenderà servizio con molta probabilità a Zogno (con sede distaccata a Piazza Brembana) fra circa due anni. È questo il nuovo progetto a cui stanno lavorando ATS Bergamo, Comunità Montana Vale Brembana e Ambito Valle Brembana, previsto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che coinvolgerà attivamente anche la nostra Valle Brembana e i suoi 42 ambulatori dislocati su tutto il territorio.

Nello specifico funzionerà come una sorta di hub, una sede centrale dove le figure sanitarie più importanti – medici di medicina generale, infermiere di famiglia e servizi sociali – troveranno posto e gestiranno le richieste della popolazione, tenendo particolarmente conto delle caratteristiche che distinguono il territorio, ovvero le distanze fra paesi e l'età media della popolazione.

L'idea, quindi, è proprio quella di spingere su questi due aspetti affinché venga realizzata una rete di coordinamento che ne tenga conto, coinvolga tutti gli ambulatori e i medici della valle, mantenga la prossimità dell'assistenza primaria e sfrutti al 100% gli spazi ambulatoriali diffusi sul territorio affinché non vengano occupati soltanto poche ore alla settimana.

 

Un esempio potrebbe prevedere che vengano utilizzati anche dagli infermieri di famiglia per medicazioni e monitoraggi oppure dagli assistenti sociali. L'obiettivo è che si vengano a creare delle piccole “case della comunità”, che siano anche innovative e sfruttino la teleassistenza e il teleconsulto.

La collaborazione fra le figure sanitarie è il fine ultimo di tutto il progetto, ma per fare ciò sarà necessario conoscere a fondo la rete dei medici presenti in Valle Brembana con orari e luoghi di assistenza per rendere il coordinamento pratico ed efficace, senza togliere a nessun professionista la propria libertà ma – anzi – garantendo una forma di collaborazione, fondamentale in un territorio come quello brembano.

(Fonte: L'Eco di Bergamo)

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