A San Giovanni riparte l'estrazione del marmo arabescato, preziosa peculiarità del territorio

Eleonora Busi 21/07/2021 1 commenti

A San Giovanni Bianco si torna ad estrarre il marmo arabescato orobico, uno dei materiali più rari esportati nel mercato internazionale. La cava, di proprietà comunale, si trova in località Corna d'Albe, appena sopra la frazione Portiera: l'attività estrattiva della cava, affittata ad un operatore bergamasco, era ferma ormai da qualche mese.

Una ripartenza, dunque, per un'attività che affonda le sue origini nel Settecento, testimoniata dalla presenza di questo particolare marmo nelle chiese della Valle Brembana datate a quel secolo. Ma è soltanto dopo la Prima Guerra Mondiale che si è iniziato ad estrarre materiale a livello industriale, sebbene dopo gli anni Settanta la crisi portò alla definitiva chiusura di tutte le cave.

A più di trent'anni di distanza, nel 2010, l'Amministrazione Comunale di San Giovanni Bianco ha intrapreso un nuovo percorso di riattivazione di quelle che un tempo erano un'importante fonte di lavoro e sostentamento per gli operai che vi lavoravano, muovendosi per diversi anni nel mercato del settore fra fiere internazionali, per comprenderne tendenze e potenzialità. Il risultato è stata la volontà di puntare sull'arabescato orobico, nelle sue diverse colorazioni, in quanto peculiarità del nostro territorio.

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Così nel 2015 sono state riaperte le prime cave, dapprima una privata e poi una di proprietà comunale che ora, dopo uno stop di qualche mese, tornerà a pieno regime. L'obiettivo dell'Amministrazione di San Giovanni Bianco è far sì che si vengano a creare ulteriori posti di lavoro e – al tempo stesso – che vengano adeguatamente valorizzate le cave del territorio, sia quelle estrattive che quelle dismesse e sfruttate a fini turistici, in modo tale da contribuire al rilancio del territorio grazie ad un prodotto d'eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.

L'attenzione è concentrata anche sulla sicurezza sul lavoro e sulla salvaguardia dell'ambiente, in primo luogo attraverso la messa al bando di esplosivi e l'utilizzo di macchine da taglio innovative che limitano gli scarti; le attività, inoltre, avvengono tutte in sotterranea così da ridurre al minimo l'impatto ambientale.

Ph: Tarcisio Bottani

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(Fonte: L'Eco di Bergamo)

COMMENTI

Giuseppe 25/07/2021

Ho letto cin molta attenzione l’articolo che è molto interessante e potrei essere molto utile per la vendita di tale marmo nei mercati del golfo per cui ho operato per più di 30 anni, Contattarmi allo: g.popolani@gmail.com

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