Belotti scrive a Conte: 'Riaprite le Terme di S.Pellegrino, fondamentali per la Val Brembana'

Redazione 26/05/2020 0 commenti

"Visto che vengono riaperte le piscine, non si può lasciare nell'oblio i centri termali che garantiscono occupazione oltre che un indotto importante per il territorio". Il deputato Daniele Belotti raccoglie il grido di allarme lanciato da FederTerme (così come quello di QC Terme) e con una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza chiede che vengano riaperte al più presto, in analogia con le piscine e i parchi acquatici.

Il Dpcm 17 maggio, infatti, prevede (art. 1, lett. z) che “sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza) ....", non stabilendo ancora alcuna data di riapertura a differenza delle piscine che potranno riprendere l'attività il 25/5 (il 1 giugno in Lombardia).

"I 330 operatori termali in Italia - spiega Belotti - oltre a garantire 60 mila posti di lavoro rappresentano un volano fondamentale per l'indotto di un territorio. Le Terme di San Pellegrino, ad esempio, con le sue 200mila presenze annue offrono lavoro ed economia indotta all'intera Valle Brembana".

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In considerazione che i centri termali sono gli unici a dover assicurare, per legge, un costante presidio sanitario al servizio dell’intero complesso aziendale e che, inoltre, Federterme ha varato un rigido protocollo di tutela e prevenzione denominato “Terme Sicure” nel quale sono previste misure ad hoc per le piscine termali, Belotti, preannunciando anche la presentazione di una mozione al riguardo, nella lettera sollecita il Presidente del Consiglio e il ministro Speranza "a prevedere l’apertura sia dei centri benessere termali, limitatamente all’attività estetica, sulla base dei protocolli per questa previsti, come peraltro è già prevista l’apertura delle SPA negli alberghi che delle piscine termali sulla base dei sistemi di sanificazione in essere, che garantiscono agli utenti gli stessi standard di sicurezza delle piscine alimentate ad acqua comune".

"La Bergamasca - continua il deputato leghista - ha pagato duramente il dramma dell'epidemia con un incremento del 568% dei decessi, ma ora rischia di riportare ferite altrettanto profonde visto che già con la Fase 2 tremila lavoratori hanno perso il posto. Non possiamo quindi rischiare un ulteriore dramma sociale affossando l'economia dell'intera Valle Brembana".

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