Coronavirus e il futuro dei rifugi di montagna: ''ci prepariamo a gestire con attenzione''

Eleonora Busi 17/04/2020 0 commenti

Si avvicina la stagione estiva, ma per quanto riguarda ferie e vacanze ci sono ancora dubbi ed incertezze. A frenare il turismo è, ovviamente, l'emergenza coronavirus che ancora non vede una via d'uscita in fondo al tunnel sebbene la curva dei contagi sia stabile e in lento calo. Anche i rifugi alpini delle nostre valli di trovano in una situazione di stallo: così i rifugisti si sono dati appuntamento online, per discutere insieme (e ad una notevole distanza di sicurezza) sul futuro della prossima stagione.

Abbiamo scoperto che tutti i rifugisti sono tecnologici: ci siamo virtualmente incontrati tutti insieme per riflettere su una possibile prossima stagione – ha confermato il presidente del Cai di Bergamo Paolo Valoti Ho potuto apprezzare che tutti sono molto informati rispetto a decreti e prescrizioni, tant’è che coloro che erano aperti a fine febbraio, appena si sono resi conto delle difficoltà a garantire il rispetto delle regole, hanno chiuso le strutture”.

Ci si sta preparando – ha continuato Valoti – a gestire l’afflusso con particolare attenzione, perché è chiaro che quella che era una caratteristica e un valore dei rifugi prima, cioè lo stare vicini, il dormire nelle camerate, dovrà essere rivalutato e affrontato come criticità. Gestire, insomma, la stagione all’insegna di una permanenza prudente nelle strutture”.

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Un tema chiacchierato fra molti, anche dalla Commissione medica del Cai e l'Osservatorio per le Montagne Bergamasche, che si stanno interrogando per dare un contributo “a interpretare e contestualizzare le prescrizioni generali, perché immaginiamo che non ce ne saranno di precise riferite ai rifugi”. I rifugisti hanno deciso così di non farsi trovare impreparati. “Stiamo cercando spunti – ha spiegato il gestore del Curò, Fabio Arizzi su quello che potrà succedere nei prossimi mesi. Per quanto riguarda la regolamentazione a livello sanitario non credo di saranno problemi”. L'idea del gestore è ridurre i posti letto ed in sala da pranzo.

In questo periodo, in condizioni di normalità, sarebbe la stagione di apertura. “Abbiamo tutti il piede alzato – ha aggiunto Maurizio Nava, del rifugio Laghi Gemelli – Tutto dipende dall'evolversi della situazione e dalle disposizioni che ci saranno. Speriamo che almeno per noi bergamaschi ci sia la possibilità di spostarsi nelle nostre zone. Per quest’anno abbiamo già cancellato le prenotazioni degli stranieri. Il problema sarà mantenere le distanze nelle strutture: in ambienti piccoli e spartani si fa davvero fatica. I rifugi difficilmente riescono a lavorare sulle prenotazioni, quindi sarà una bella sfida. Per il mese di maggio crediamo sarà impossibile riaprire, speriamo invece che la possibilità venga concessa a giugno”.

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(Fonte: L'Eco di Bergamo)

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